Ricorderò l’amore di Dio
dandogli lode per tutti i suoi doni,
per i beni senza numero
che ci ha elargito,
grazie alla sua misericordia
che non ha fine.
Is 63, 7

XIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE – C

LETTURA
Lettura del libro di Neemia 1, 1-4; 2, 1-8

SALMO
Sal 83 (84)

R. Ascolta, Signore, il grido della mia preghiera.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15, 25-33

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Is 56, 7de)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 21, 10-16

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

AGOSTINO DI IPPONA
Dall’Esposizione sul Salmo 8

Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto perfetta lode, contro i tuoi nemici. Non posso ritenere che si tratti di fanciulli e di lattanti diversi da quelli ai quali dice l’Apostolo: come a fanciulli in Cristo vi ho dato da bere il latte, non il cibo solido. Tali fanciulli erano raffigurati da quei bambini che precedevano il Signore inneggiando a lui, ai quali applicò il Signore stesso questa testimonianza quando, ai Giudei che gli dicevano di rimproverarli, rispose: non avete letto: dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto perfetta lode? Giustamente non dice: hai tratto lode, ma: hai tratto perfetta lode. Vi sono infatti nelle chiese anche coloro che non bevono più il latte, ma mangiano il cibo solido, ai quali allude lo stesso Apostolo dicendo: parliamo della sapienza tra i perfetti . Le chiese, peraltro, non si compongono solo di questi, perché se vi fossero soltanto perfetti non si provvederebbe al (bene del) genere umano. Ed invece si provvede, quando anche coloro che non sono ancora capaci della conoscenza delle cose spirituali ed eterne, sono nutriti con la fede della storia temporale, la quale, dopo i Patriarchi e i Profeti, è stata governata per la nostra salvezza dalla superiore potenza e sapienza di Dio anche con il mistero dell’assunzione della natura umana, nella quale [fede] risiede la salvezza per ogni credente, in modo che mosso dall’autorità, obbedisca ai comandamenti; e ciascuno, purificato da essi e radicato e stabilito nella carità, possa correre insieme con i santi non più come un bambino [da nutrirsi] con il latte, ma come un giovane capace del cibo solido, e comprendere la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità e conoscere anche la sovraeminente scienza della carità di Cristo.
Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto perfetta lode, contro i tuoi nemici. Per nemici di questa [opera di] salvezza, compiuta per mezzo di Gesù Cristo e della sua crocifissione, dobbiamo intendere in generale tutti coloro che dicono di non credere nel Mistero, e promettono una scienza certa; come appunto fanno tutti gli eretici e coloro che sono detti filosofi nella superstizione dei gentili. Non perché la promessa della scienza sia da condannarsi, ma perché costoro pensano di poter trascurare quel salutare e necessario gradino della fede, mezzo indispensabile per elevarci a qualcosa di certo, che non può essere se non l’eterno. Da ciò risulta che costoro non posseggono neppure quella scienza che promettono disprezzando la fede, perché disconoscono questo gradino tanto utile e necessario. Per questo il nostro Signore ha tratto perfetta lode dalla bocca dei bambini e dei lattanti dando dapprima il precetto per mezzo dei profeti: se non avrete creduto non intenderete, e dicendo poi egli stesso di persona: beati coloro che non avranno visto e crederanno. Contro i nemici, ossia contro coloro a proposito dei quali dice anche: ti confesso, Signore del cielo e della terra, perché hai celato queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Ha detto ai sapienti non perché sono sapienti, ma perché credono di esserlo. Per annientare il nemico e difensore. Chi è costui se non l’eretico? È infatti insieme nemico e difensore colui che, mentre combatte la fede cristiana, sembra difenderla. Tuttavia possono essere definiti correttamente nemici e difensori anche i filosofi di questo mondo, dato che il Figlio di Dio è Potenza e Sapienza di Dio, da cui è illuminato chiunque diventa sapiente per mezzo della verità. Costoro si proclamano amici della verità, e anche per questo sono detti filosofi: ecco perché sembrano difenderla, mentre sono suoi nemici, perché non cessano di insinuare nocive superstizioni per fare adorare e venerare gli elementi di questo mondo.

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