Le tue mani, Signore, mi hanno plasmato:
dammi forza di intendere i tuoi precetti.
Anelo alla salvezza che viene da te
e medito la tua legge.
Sal 118 (119), 73. 174
LETTURA
Dio suscita Ciro, re di Persia, per ricostruire il tempio.
SALMO
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe;
ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido. R/.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati. R/.
Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R/.
EPISTOLA
Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.
In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, guidata dal tuo Spirito nelle varie vicende del mondo: preghiamo. R.
- Per la società civile e per quanti sono a servizio del bene comune: preghiamo. R.
- Per i fratelli che non hanno la luce della fede e per i cristiani che vivono nel dubbio: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 62/A, sul servo del centurione
Il centurione si dice indegno perché già il Signore era nel suo cuore.
1. La fede di questo centurione preannunzia la fede dei pagani, simile a un granello di senapa, una fede umile e fervente. Il suo servo, come avete udito, era malato e giaceva a casa paralizzato. Ora, questo centurione andò a pregare il Salvatore per la guarigione del suo servo. Il Signore gli promise che sarebbe andato personalmente a guarire il suo servo. Quello però, ferventemente umile ed umilmente fervente: Non sono degno – disse – o Signore, che tu entri sotto il mio tetto. Il Signore sarebbe entrato sotto il suo tetto, egli invece se ne proclamava indegno: e tuttavia non avrebbe detto queste parole, se il Signore non fosse già entrato nel suo cuore. Soggiunse poi: Di’ solamente una parola e il mio servo guarirà. “So a chi parlo: parla e sarà fatto ciò che voglio”. Aggiunse anche un paragone molto bello e assai vero. Poiché anch’io – disse – sono un uomo, mentre tu sei Dio; io sono sottoposto ad un’autorità, tu invece sei al di sopra di tutte le autorità; io ho dei soldati ai miei ordini, tu anche gli angeli; se dico a uno: “Va’”, quello va; se dico ad un altro: “Vieni”, egli viene; se dico al mio servo: “Fa’ questo”, egli lo fa. Al tuo servizio sono tutte le creature; occorre solo che tu dia un ordine e vien fatto ciò che comandi.
L’umiltà del centurione fu la porta per cui entrò il Signore.
2. E il Signore: Io vi assicuro che non ho trovato una fede così grande in Israele. Voi sapete che il Signore prese l’umana natura da Israele, dalla stirpe di Davide, da cui discendeva la vergine Maria, la quale diede alla luce il Cristo; egli andò tra i giudei, mostrò loro il volto della sua umanità, fece risonare alle loro orecchie la parola della sua umanità, l’aspetto del suo corpo era davanti ai loro occhi. La sua presenza s’era avverata per i giudei: n’era stata fatta la promessa ai loro padri e fu mantenuta per i figli. Tuttavia questo centurione era uno straniero, era un romano, faceva il militare nella Giudea; ma il Cristo esaltò la fede di lui di fronte alla fede degli Israeliti, al punto di dire: Vi assicuro che non ho trovato una fede così grande in Israele. Che cosa pensiamo che lodò per quanto riguarda la fede di questo ufficiale? L’umiltà. Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto. Ecco che cosa lodò: e poiché lodò l’umiltà, egli entrò attraverso essa. L’umiltà del centurione fu la porta per cui entrò il Signore, affinché possedesse più completamente colui che già possedeva.
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