XI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

XI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

LETTURA
Elia e la punizione dei falsi profeti di Baal al Carmelo.
1Re 18, 16b-40a

SALMO
Sal 15 (16)

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore:
«Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene». R./
Moltiplicano le loro pene quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R./
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R./

EPISTOLA
L’esempio dei fedeli d’Israele al tempo di Elia.
Rm 11, 1-15

CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 21, 36-37)

VANGELO
L’opposizione all’inviato di Dio; i vignaioli omicidi.
Mt 21, 33-46

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commentario sull’evangelista san Matteo

E mandò i suoi servi, cioè i profeti, a ritirare il frutto (Mt 21, 34), cioè l’ubbidienza dimostrata mediante le opere. Quelli invece anche qui mostrarono la malvagità, non solo per il fatto che dopo tanta cura non diedero il frutto, il che era negligenza, ma anche per essersi comportati indegnamente verso coloro che venivano. Essi infatti che erano debitori e non avevano cosa dare, non bisognava che si indignassero e si sdegnassero, ma che chiedessero. Invece non solo si indignavano, ma si riempivano anche le mani di sangue, ed essi che erano debitori, richiedevano la pena. Perciò mandò anche i secondi e i terzi, affinché venisse mostrata e la loro cattiveria e la benevolenza del padrone.

E perché non mandò subito il figlio? Affinché condannando se stessi e abbandonando l’ira per i mali fatti verso di loro, rispettassero quegli che veniva. Ci sono anche altre spiegazioni, ma passiamo alle cose seguenti.

Cos’è quello: Forse rispetteranno? Non è di uno che ignora, non sia mai!, ma di uno che vuol mostrare il peccato grande e privo di ogni scusa. Sapendo infatti che lo avrebbero ucciso, lo mandò. E dice: rispetteranno, enunciando ciò che doveva farsi, poiché dovevano rispettare quello.

Dal momento che anche altrove dice: Se forse ascolteranno (Ez 2, 5), neppure lì ignorava, ma affinché alcuni improbi non dicessero che la sua predizione fosse legge fissa di disubbidienza, per questo tempera così le parole dicendo: Se forse, e: Forse. Se infatti furono improbi verso i servi, dovevano rispettare la dignità del figlio. Cosa fecero dunque costoro?

Dovendo correre incontro e dovendo chiedere perdono per i peccati, lottano con le cose precedenti e si armano con i delitti, nascondendo sempre le cose precedenti con quelle seguenti. Anch’egli, mostrando ciò, diceva: Colmate la misura dei vostri padri (Mt 23, 32). Infatti già un tempo i profeti li accusavano di questo, dicendo: Le vostre mani sono piene di sangue (Is 1, 15); e: Mescolano sangue a sangue (Os 4, 2); e: Costruendo Sion sul sangue (Mi 3, 10). Ma non si ravvedevano, benché avessero ricevuto questo autorevole comando: Non ucciderai, benché fosse stato loro comandato di astenersi da migliaia di altre cose e, mediante ciò e molto altro, fossero stati indotti all’osservanza di questo precetto. Tuttavia non deposero quella cattiva usanza. E cosa dicono vedendolo? Venite, uccidiamolo (Lc 20, 24). A motivo di chi e per quale cosa? Su cosa di piccolo o di grande potete incolpare? forse per il fatto che vi ha onorato e, essendo Dio, si è fatto uomo per voi e ha compiuto quegli innumerevoli miracoli? o forse perché ha rimesso i peccati o ha chiamato al regno? Vedi la molta pazzia unita all’empietà e la causa dell’uccisione piena di molta demenza. Uccidiamolo, dicono, e l’eredità sarà nostra. E dove decidono di ucciderlo? Fuori della vigna.

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