Volgi il tuo sguardo misericordioso
sopra di me, Signore,
perché sono povero e solo.
Vedi che sono oppresso e travagliato,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18
LETTURA
Dio si rivela a Elia e lo invia
1 Re 119, 8b-16. 18a-b Lettura del primo libro dei Re.
In quei giorni. Elia camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». Gli disse: «Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita».
Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto.
Io poi, riserverò per me in Israele settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 17 (18), 2b-3. 33-34. 37. 44c-45a. 47 R/.Beato chi cammina alla presenza del Signore.
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza
e mio baluardo. R/.
Il Dio che mi ha cinto di vigore
e ha reso integro il mio cammino,
mi ha dato agilità come di cerve
e sulle alture mi ha fatto stare saldo.
Hai spianato la via ai miei passi,
i miei piedi non hanno vacillato. R/.
Un popolo che non conoscevo mi ha servito;
all’udirmi, subito mi obbedivano.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza. R/.
EPISTOLA
La rivelazione di Cristo a Paolo.
2 Cor 12, 2-10b Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, so che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 5, 11-12) Alleluia, alleluia.
Beati voi quando dovrete soffrire per causa mia,
dice il Signore,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Alleluia.
VANGELO
È lo Spirito a suggerire ai fedeli le parole per la loro testimonianza.
Mt 10, 16-20 Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, raccolti in comunione di fede e di amore, eleviamo le nostre suppliche al Padre, fondamento di ogni speranza.
Sostieni i tuoi figli, o Padre.
– Per la Chiesa, guidata dallo Spirito nelle vicende del mondo: preghiamo. R.
– Per i responsabili delle Nazioni e per quanti sono a servizio del bene comune: preghiamo. R.
– Per noi tutti, chiamati a rendere la nostra testimonianza cristiana con gioia e impegno: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 7,5.7-8
Ecco l’agnello di Dio
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio” (Gv 1,35-36). Gesù è agnello in modo unico, dal momento che anche i discepoli sono chiamati agnelli: Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi (Mt 10,16). Essi sono chiamati anche luce: Voi siete la luce del mondo (Mt 5,14), ma in modo diverso da colui del quale era detto: Era la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (Gv 1,9).
Così Gesù è anche agnello in modo unico, è il solo senza macchia, senza peccato; e non perché le sue macchie siano state cancellate, ma perché non ebbe alcuna macchia. Che cosa significa ciò che Giovanni dice del Signore: Ecco l’agnello di Dio?
Giovanni stesso non era agnello? Non era un uomo santo? Non era un amico dello sposo? Ma Cristo lo è in modo unico: Ecco l’agnello di Dio, perché in modo unico, attraverso il sangue di questo agnello gli uomini poterono essere redenti …
Riconosciamo dunque l’agnello, fratelli, e riconosciamo il prezzo che ha pagato per noi. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli (Gv 1,35). Ecco due discepoli di Giovanni. Giovanni era talmente amico dello sposo che non cercava la propria gloria, ma rendeva testimonianza alla verità. Cercò forse di trattenere presso di sé i suoi discepoli proibendo loro di seguire il Signore? Anzi, egli stesso indicò ai suoi discepoli chi dovevano seguire. Essi infatti consideravano Giovanni un agnello ma lui diceva: “Perché guardate a me? Io non sono l’agnello: Ecco l’agnello di Dio”. Già prima lo aveva detto di lui: Ecco l’agnello di Dio. E quale beneficio possiamo trarre da questo agnello di Dio?
Ecco colui che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29). All’udire queste parole i due che erano con Giovanni seguirono Gesù.
Vedi