Volgi il tuo sguardo misericordioso
sopra di me, Signore,
perché sono povero e solo.
Vedi che sono oppresso e travagliato,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18
LETTURA
Elia e la punizione dei falsi profeti di Baal al Carmelo.
SALMO
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore:
«Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene». R/.
Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R/.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R/.
EPISTOLA
L’esempio dei fedeli d’Israele al tempo di Elia.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
L’opposizione all’inviato di Dio; i vignaioli omicidi.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché, rinnovando la propria adesione a Cristo, sappia aprirsi al dialogo con il mondo ed essere testimone instancabile della verità: preghiamo. R.
- Per quanti non credono in Dio, perché, nella testimonianza d’amore dei fratelli, riconoscano in Cristo il volto dell’unico vero Signore: preghiamo. R.
- Per noi, perché, rifiutando le seduzioni del mondo, sappiamo accogliere il Signore che si fa presente nella sua Parola, nei sacramenti della Chiesa e nell’incontro coi fratelli: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso 68, 1-2
Il padrone compie di persona ciò che di solito fanno i lavoratori: pianta la vigna, la circonda con la siepe, e prepara tutto il resto. Lascia ai coloni solo poche cose da eseguire, vale a dire la cura di ciò che già esiste e la conservazione di quanto è stato già fatto.
Nulla infatti è stato tralasciato, ma tutto è stato curato alla perfezione. Eppure nemmeno da ciò essi riescono a trar vantaggio, nonostante i grandi doni da Dio ricevuti. Infatti, dopo l’esodo degli ebrei dall’Egitto, Dio diede la legge, costruì per essi una città, innalzò un tempio, eresse un altare e, poi, se ne andò lontano: manifestò, cioè, verso i giudei un’instancabile pazienza non castigando sempre i loro peccati non appena li avessero commessi. Il fatto che se ne va lontano sottolinea infatti la sua grande pazienza e magnanimità.
In seguito mandò i suoi servi, vale a dire i profeti e per prendere i suoi frutti, cioè la loro obbedienza dimostrata dalle opere. Ma essi anche qui dimostrano la loro malvagità: non soltanto non danno nessun frutto – il che costituisce già una dimostrazione di negligenza – ma trattano ingiuriosamente i servi che sono venuti. Non avendo niente da dare ed essendo pertanto debitori, non dovrebbero adirarsi né comportarsi in modo tanto iniquo; avrebbero motivo, piuttosto, di supplicare. Invece, non soltanto si irritano, ma macchiano le loro mani di sangue. Essi che dovrebbero subire una giusta punizione, la infliggono agli altri. Per questo Dio manda loro una seconda e una terza volta altri servi, il che mette in evidenza da una parte, la malvagità dei coloni e, dall’altra, la benevolenza del padrone.
Mi chiederete a questo punto perché egli non manda subito suo figlio. Non lo manda perché, riconoscendo essi la loro colpa nei confronti dei servi e placato il loro furore, accolgano rispettosamente il figlio quando giungerà. A questo proposito, tuttavia, esistono anche altre interpretazioni; ma ora passiamo alla spiegazione di ciò che segue. Che significano le parole avranno riguardo a mio figlio? Il fatto che il padrone le pronunzi non significa certo che egli ignori ciò che accadrà; al contrario vuole sottolineare l’enormità del peccato che stanno per commettere, peccato senza perdono. Sa benissimo che uccideranno suo figlio, eppure lo manda. Tuttavia dice: avranno riguardo a mio figlio, per indicare ciò che essi dovrebbero fare; è ovvio, infatti, che essi dovrebbero avere per lui il massimo rispetto. … Se costoro si sono comportati in modo tanto indegno verso i servi, almeno il rispetto per suo figlio dovrebbe ora trattenerli. Che fanno invece i coloni?
Anziché corrergli incontro, e chiedergli perdono delle loro colpe, essi osano commetterne altre più grandi, aggiungendo abominazione ad abominazione, e oscurando le azioni precedenti con le successive.
Ecco che Cristo stesso dichiarerà: E voi avete colmato la misura dei vostri padri. Di questo infatti li accusavano in antico anche i profeti: Le vostre mani sono piene di sangue (Is 1, 15). …
Che dicono infatti i coloni vedendo il figlio? Andiamo e ammazziamolo. Ma per qual motivo e a quale scopo? Che cosa hanno da rimproverargli? Che male, grande o piccolo, ha fatto? Forse perché vi ha onorati e, essendo Dio, si è fatto uomo per voi e ha operato in mezzo a voi tutte quelle meraviglie? Perché ha perdonato i vostri peccati e vi ha attirati al regno dei cieli? Osservate, insieme all’empietà, la grande insensatezza di questi assassini e il folle motivo che adducono per ucciderlo. Ammazziamolo – dicono – e la sua eredità sarà nostra. Ma dove decidono di ucciderlo? Fuori della vigna.
Osservate come il Signore profetizza persino il luogo in cui dovrà morire. Ed ecco, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. …
Gesù cita la profezia e rimprovera con vigore i giudei, dicendo: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, essa è divenuta pietra angolare? Ciò è stato fatto dal Signore ed è meraviglioso agli occhi nostri. In tutti i modi Cristo dimostra che i giudei saranno respinti a causa della loro incredulità e che i gentili verranno introdotti nel regno. L’ha già fatto intendere attraverso l’episodio della cananea, in quello dell’asina, con il centurione e in molte altre parabole. Anche qui vi allude dicendo: Ciò è stato fatto dal Signore ed è meraviglioso agli occhi nostri; preannuncia in tal modo che i gentili credenti e i giudei che crederanno, saranno una sola cosa, nonostante la grande distanza che prima li separava.
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