Signore, ascolta la mia voce!
Di te il mio cuore ha detto:
«Cerca il suo volto!».
Io cercherò il tuo volto, Signore;
non ti celare mai!
Sal 26 (27), 7-9a
LETTURA
Il popolo chiede un re a Samuele e Dio lo concede.
1 Sam 8, 1-22a Lettura del primo libro di Samuele.
In quei giorni. Quando Samuele fu vecchio, stabilì giudici d’Israele i suoi figli. Il primogenito si chiamava Gioele, il secondogenito Abia; erano giudici a Bersabea. I figli di lui però non camminavano sulle sue orme, perché deviavano dietro il guadagno, accettavano regali e stravolgevano il diritto. Si radunarono allora tutti gli anziani d’Israele e vennero da Samuele a Rama. Gli dissero: «Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non camminano sulle tue orme. Stabilisci quindi per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli».
Agli occhi di Samuele la proposta dispiacque, perché avevano detto: «Dacci un re che sia nostro giudice». Perciò Samuele pregò il Signore. Il Signore disse a Samuele: «Ascolta la voce del popolo, qualunque cosa ti dicano, perché non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di loro. Come hanno fatto dal giorno in cui li ho fatti salire dall’Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri dèi, così stanno facendo anche a te. Ascolta pure la loro richiesta, però ammoniscili chiaramente e annuncia loro il diritto del re che regnerà su di loro».
Samuele riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. Disse: «Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, li farà capi di migliaia e capi di cinquantine, li costringerà ad arare i suoi campi, mietere le sue messi e apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. Prenderà pure i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li darà ai suoi ministri. Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi cortigiani e ai suoi ministri. Vi prenderà i servi e le serve, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. Metterà la decima sulle vostre greggi e voi stessi diventerete suoi servi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà». Il popolo rifiutò di ascoltare la voce di Samuele e disse: «No! Ci sia un re su di noi. Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie». Samuele ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all’orecchio del Signore. Il Signore disse a Samuele: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro».
SALMO RESPONSORIALE
R/. Sei tu, Signore, la guida del tuo popolo.
Sal 89 (88), 16-22 Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R/.
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R/.
Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza». R/.
EPISTOLA
Si preghi per i re e per quelli che stanno al potere.
1 Tim 2, 1-8 Prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo.
Carissimo, raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche.
CANTO AL VANGELO
(1 Pt 2, 17) Alleluia, alleluia.
Onorate tutti, amate i vostri fratelli,
temete Dio, onorate il re.
Alleluia.
VANGELO
Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio.
Mt 22, 15-22 Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo il Signore Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, il Signore è «la guida del suo popolo»: uniti e concordi, eleviamo a lui le nostre preghiere.
Diciamo insieme: Ascoltaci, Signore.
– Per la Chiesa, perché promuova, con insistenza, la dignità di ogni uomo e il primato della santificazione personale: preghiamo. R.
– Per i governanti, perché esercitino il loro impegno civile con sapienza e onestà, nella ricerca costante del bene comune: preghiamo. R.
– Per tutti noi, che in Gesù abbiamo conosciuto il volto di Dio, perché comportandoci con coerenza e rettitudine, sappiamo agire secondo giustizia: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 13, 4
I giudici abbiano il timor di Dio.
Rivolgiamo la parola anche a coloro che, secondo il modo, ovvio e abituale fra la gente, d’intendere la frase, giudicano la terra. Giudicano la terra i re, i capi, i principi, i giudici. Ciascuno secondo l’ufficio che ha assunto nella società umana, giudica la terra. Che cosa significa la frase: “Giudica la terra” se non: “Giudica gli uomini che sono sulla terra”? Infatti se per terra intendi propriamente soltanto quella che calpesti, agli agricoltori sarebbe stato detto: Voi che giudicate la terra (Sal 2, 10). Ancora, se i re e quanti, sottomessi ai re, ricevono dagli stessi re il potere, giudicano la terra, vengano istruiti anche costoro, perché è terra che giudica la terra; e la terra che giudica la terra deve temere colui che è in cielo. Giudica infatti un suo pari, un uomo un altro uomo, un mortale un altro mortale, un peccatore un altro peccatore. Se si ponesse avanti quella frase del Signore: Chi è senza peccato le scagli per primo la pietra (Gv 8, 7), non succederebbe un terremoto per chiunque giudica la terra? Riflettiamo su quel brano del Vangelo (Cf. Gv 8, 3-11). I farisei per mettere alla prova il Signore condussero davanti a lui una donna sorpresa in flagrante adulterio. La pena per tale peccato era stata stabilita dalla legge, dalla legge cioè data tramite Mosè, servo di Dio (Cf. Lv 20, 10). Con questo dilemma insidioso e fraudolento i farisei si rivolsero al Signore: se egli avesse comandato che la donna accusata venisse lapidata, sarebbe andato contro la misericordia. Se invece avesse comandato quanto la legge proibiva, sarebbe stato accusato di aver mancato alla legge. Alla stessa maniera, quando lo interrogarono sul tributo da pagare a Cesare, li tacitò con la sua parola, interrogandoli a sua volta di chi fosse la moneta che gli era stata presentata, di chi avesse l’effigie e l’iscrizione (Cf. Lc 20, 20-26). Coloro che l’avevano interrogato gli risposero che nella moneta c’era l’effigie di Cesare, ed egli riprese a dir loro in base alla loro risposta: Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio (Lc 20, 25), per insegnar loro che bisogna rendere a Dio l’immagine di Dio impressa nell’uomo, come bisognava consegnare a Cesare la sua effigie impressa nella moneta. Alla stessa maniera nel caso dell’adultera interrogò i suoi interrogatori, e così giudicò i suoi giudici. “Non proibisco – disse – di lapidare la donna che la legge comanda di lapidare, ma chiedo chi deve lapidarla. Non mi oppongo alla legge, ma cerco un esecutore della legge”. Per finire, ascoltate: “Volete lapidarla secondo la legge? Chi è senza peccato, scagli per primo la pietra (Gv 8,7)”.
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