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VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Cantate al Signore e inneggiate,
annunziate tutti i suoi prodigi.
Lodate il suo santo nome,
si allieti il cuore di chi lo ricerca.
Cercate il Signore ed egli vi darà forza,
cercate sempre il suo volto.
1 Cr 16, 9-11

LETTURA
Le dodici pietre, memoriale perenne della traversata del Giordano e dell’ingresso di Israele nella terra promessa.
Gs 4, 1-9

SALMO
Sal 77 (78), 3-7. 52. 55

EPISTOLA
Non c’è che un solo Dio, Dio dei Giudei e delle genti.
Rm 3 29-31

CANTO AL VANGELO
(Lc 13, 29)

VANGELO
Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Lc 13, 22-30

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 313/A

Se vuoi entrare per la porta stretta, chiudi le porte della cupidigia e del timore: questi i mezzi di quel tentatore per rovinare l’anima. La porta della cupidigia mette alla prova con le promesse; la porta del timore mette alla prova con le minacce. C’è di che avere grande desiderio per non ambire queste cose promesse; c’è di che temere per non temere queste minacce. Non venga soppresso il desiderio, ma si cambi; non si estingua il timore, ma si indirizzi ad altro. Che desideravi avidamente, tu che cedevi alle lusinghe del mondo? Che bramavi? Il piacere della carne, la concupiscenza degli occhi, la superbia della vita. Non so chi è questo cane infernale dalle tre teste.

Ma ascolta l’apostolo Giovanni, quello che si adagiava sul petto del Signore e, quanto sorbiva al convito di Cristo, questo riversava nel Vangelo; ascoltalo dire: Non amate né il mondo né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo è concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi, ambizione della vita. Dunque, è chiamato mondo questo cielo e questa terra. Chi dice: Non amate il mondo, non disprezza tale mondo; infatti, chi disprezza questo mondo, disprezza l’Artefice del mondo. Ascolta come “il mondo”, in uno stesso testo, viene citato due volte sotto due diversi significati. Di Cristo Signore è stato detto: Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo conobbe . Il mondo fu fatto per mezzo di lui: Il nostro aiuto è nel nome del Signore, che ha fatto il cielo e la terra. Il mondo fu fatto per mezzo di lui: Ho levato i miei occhi verso i monti da dove mi verrà l’aiuto. Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. Questo mondo è stato fatto da Dio e il mondo non l’ha conosciuto. Quale mondo non lo ha conosciuto? Quello che si delizia del mondo, che ama l’opera, che disprezza l’Artefice.

Il tuo amore cambi destinatario: tronca i legami con la creatura, annodali al Creatore. Cambia l’amore, cambia il timore: infatti non altro fanno i cattivi e i buoni amori che cattivi e buoni costumi. È un grand’uomo costui – dice un tale – è buono, è importante. Perché? Dimmi. Perché sa molte cose. Ma io voglio sapere che cosa ami, non che cosa egli sappia. Perciò, non amate né il mondo, né le cose del mondo. Se uno avrà amato il mondo, l’amore del Padre non è in lui: perché tutto quello che è nel mondo – certo in coloro che amano il mondo – tutto quello che è negli amanti del mondo è concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi e ambizione della vita.

Nella concupiscenza della carne è il piacere sensibile, nella concupiscenza degli occhi è la curiosità, nell’ambizione della vita è la superbia. A chi vince queste tre cose non resta niente altro da superare quanto a concupiscenza. Molti i rami, ma triplice la radice. Quanti mali contiene, di quanti mali è causa la brama dei piaceri carnali! Di qui adultèri, fornicazioni; di qui lussurie e ubriachezze; di qui tutto ciò che sollecita illecitamente i sensi e penetra la ragione di una piacevolezza pestifera, che abbandona la ragione alla carne, scaccia dalla sede di comando chi governa, assoggetta a chi serve colui che comanda. E che cosa di retto potrà fare l’uomo pervertito in se stesso?

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gioisca la madre che l’ha generato.
Pro 23, 24b-25

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