LETTURA
Lettura del primo libro di Samuele 21, 2-6a.7ab In quei giorni. Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimèlec. Achimèlec, trepidante, andò incontro a Davide e gli disse: «Perché sei solo e non c’è nessuno con te?». Rispose Davide al sacerdote Achimèlec: «Il re mi ha ordinato e mi ha detto: “Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico”. Ai miei giovani ho dato appuntamento al tal posto. Ora però se hai sottomano cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare». Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri per i tuoi giovani, se si sono almeno astenuti dalle donne». Rispose Davide al sacerdote: «Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti dall’altro ieri». Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché non c’era là altro pane che quello dell’offerta, ritirato dalla presenza del Signore.
SALMO
Sal 42 (43) Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall’uomo perfido e perverso. R./
Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora. R./
Verrò all’altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio. R./
Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio. R./
R. La tua verità, Signore, sia luce al mio cammino.
EPISTOLA
Rif Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Lettera agli Ebrei 4, 14-16
CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 12, 18) Alleluia, alleluia.
Ecco il mio servo;
egli annuncerà alle nazioni la giustizia.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 12, 9b-21 In quel tempo. Il Signore Gesù andò nella sinagoga; ed ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Per accusarlo, i farisei domandarono a Gesù: «È lecito guarire in giorno di sabato?». Ed egli rispose loro: «Chi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l’afferra e la tira fuori? Ora, un uomo vale ben più di una pecora! Perciò è lecito in giorno di sabato fare del bene». E disse all’uomo: «Tendi la tua mano». Egli la tese e quella ritornò sana come l’altra. Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; / il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. / Porrò il mio spirito sopra di lui / e annuncerà alle nazioni la giustizia. / Non contesterà né griderà / né si udrà nelle piazze la sua voce. / Non spezzerà una canna già incrinata, / non spegnerà una fiamma smorta, / finché non abbia fatto trionfare la giustizia; / nel suo nome spereranno le nazioni».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Al Padre, che non rimane indifferente alle nostre invocazioni, rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera: Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché come credenti impariamo ad essere attenti ai problemi del mondo in cui viviamo e ci impegniamo responsabilmente per il bene comune: preghiamo. R.
- Per chi è privo della casa, del lavoro o vive situazioni di disagio sociale, perché incontri persone e comunità attente alle necessità degli uomini e delle donne del nostro tempo: preghiamo. R.
- Per noi che celebriamo questa Eucaristia, perché il pane e il vino che offriamo, frutto del dono del Signore e del lavoro dell’uomo, diventino un richiamo alla condivisione in famiglia, sul lavoro, con i più poveri: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
Catechesi degli adulti
Vangelo di Marco
Cap. 1-8
TU SEI IL CRISTO!
Questo è il quinto e ultimo episodio della serie di scontri e dibattiti tra Gesù e i suoi avversari, menzionati solo alla fine, quando si riuniscono per decidere la sua morte (Mc 3,6). La discussione verte ancora sull’interpretazione e applicazione della legge del riposo sacro. A tale scopo il racconto di guarigione è ambientato nella sinagoga in un giorno di sabato e riguarda una persona colpita da paralisi a una mano. Si tratta dunque di un’infermità cronica che non richiede un intervento urgente. Infatti nell’ambiente giudaico si prevede la possibilità di prestare le cure necessarie in giorno di sabato solo nel caso di grave necessità o pericolo di vita. Dunque il caso si presenta come un banco di prova per verificare se Gesù osserva la legge del sabato.
La presenza nella sinagoga del malato e di quanti stanno osservando Gesù è una tacita domanda circa la sua reazione. Gesù risponde con una controdomanda con la quale pone il problema sul piano generale dei valori: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Non esiste una posizione neutrale. Così si spazzano via d’un colpo le scappatoie degli indecisi. Ma il bene o il male nel caso concreto è definito dalla presenza della persona disabile e dalla presa di posizione nei suoi confronti. Posta in questi termini, la questione ha una sola risposta per chi è in grado di aiutarla. Allo sguardo malizioso di quanti lo stanno spiando, Gesù risponde con uno sguardo sdegnato (Mc 3,5). Soltanto Marco accenna allo sdegno di Gesù e al suo sconforto per la chiusura e ottusità degli avversari.
Questo prepara la conclusione della scena dove si intravede la minaccia della fine violenta (Mc 3,6). La decisione di uccidere Gesù da parte dei responsabili religiosi e politici, “farisei ed erodiani”, obbedisce alla logica di un sistema che cerca di autoconservarsi.
Con il perdono dei peccati dato al paralitico nella casa di Cafarnao Gesù pretende di prendere il posto di Dio. Egli elimina le divisioni socioreligiose, contesta la pratica del digiuno e cambia l’interpretazione e applicazione della legge del sabato. Tutto questo è intollerabile per i custodi della legge e della tradizione, perché Gesù non propone come alternativa una riforma da discutere, ma se stesso.
Nella strategia narrativa di Marco il libretto delle controversie dunque è un vangelo in miniatura, nel quale è concentrato tutto il dramma che matura attorno alla persona di Gesù e che si concluderà con la sua morte. L’ultimo confronto tragico con gli avversari sarà anche l’ultima e definitiva risposta di Gesù e la rivelazione piena della sua identità (cf. Mc 14,62; 15,39).
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