Dalla mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha ascoltato.
Ho gridato dal fondo dell’abisso
e tu, o Dio, hai udito la mia voce.
So che tu sei un Dio clemente,
paziente e misericordioso,
e perdoni i nostri peccati.
Gn 2, 3; 4, 2

VI DOMENICA DOPO L’EPIFANIA – A

LETTURA
Lettura del primo libro di Samuele 21, 2-6a.7ab

SALMO
Sal 42 (43)

R. La tua verità, Signore, sia luce al mio cammino.

EPISTOLA
Rif

Lettera agli Ebrei 4, 14-16

CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 12, 18)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 12, 9b-21

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

COMMENTO AL VANGELO

Catechesi degli adulti
Vangelo di Marco
Cap. 1-8
TU SEI IL CRISTO! 

Questo è il quinto e ultimo episodio della serie di scontri e dibattiti tra Gesù e i suoi avversari, menzionati solo alla fine, quando si riuniscono per decidere la sua morte (Mc 3,6). La discussione verte ancora sull’interpretazione e applicazione della legge del riposo sacro. A tale scopo il racconto di guarigione è ambientato nella sinagoga in un giorno di sabato e riguarda una persona colpita da paralisi a una mano. Si tratta dunque di un’infermità cronica che non richiede un intervento urgente. Infatti nell’ambiente giudaico si prevede la possibilità di prestare le cure necessarie in giorno di sabato solo nel caso di grave necessità o pericolo di vita. Dunque il caso si presenta come un banco di prova per verificare se Gesù osserva la legge del sabato.

La presenza nella sinagoga del malato e di quanti stanno osservando Gesù è una tacita domanda circa la sua reazione. Gesù risponde con una controdomanda con la quale pone il problema sul piano generale dei valori: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Non esiste una posizione neutrale. Così si spazzano via d’un colpo le scappatoie degli indecisi. Ma il bene o il male nel caso concreto è definito dalla presenza della persona disabile e dalla presa di posizione nei suoi confronti. Posta in questi termini, la questione ha una sola risposta per chi è in grado di aiutarla. Allo sguardo malizioso di quanti lo stanno spiando, Gesù risponde con uno sguardo sdegnato (Mc 3,5). Soltanto Marco accenna allo sdegno di Gesù e al suo sconforto per la chiusura e ottusità degli avversari.

Questo prepara la conclusione della scena dove si intravede la minaccia della fine violenta (Mc 3,6). La decisione di uccidere Gesù da parte dei responsabili religiosi e politici, “farisei ed erodiani”, obbedisce alla logica di un sistema che cerca di autoconservarsi.
Con il perdono dei peccati dato al paralitico nella casa di Cafarnao Gesù pretende di prendere il posto di Dio. Egli elimina le divisioni socioreligiose, contesta la pratica del digiuno e cambia l’interpretazione e applicazione della legge del sabato. Tutto questo è intollerabile per i custodi della legge e della tradizione, perché Gesù non propone come alternativa una riforma da discutere, ma se stesso.

Nella strategia narrativa di Marco il libretto delle controversie dunque è un vangelo in miniatura, nel quale è concentrato tutto il dramma che matura attorno alla persona di Gesù e che si concluderà con la sua morte. L’ultimo confronto tragico con gli avversari sarà anche l’ultima e definitiva risposta di Gesù e la rivelazione piena della sua identità (cf. Mc 14,62; 15,39).

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