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VI DOMENICA DI PASQUA

«Sono da tanto tempo in mezzo a voi
e non mi conoscete? – dice il Signore –.
Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio.
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?».
Alleluia, alleluia.
Cfr. Gv 14, 9-10

LETTURA
Testimonianza di Pietro, uomo senza istruzione.
At 4, 8-14

SALMO
Sal 117 (118), 18-19. 21-23. 28-29

EPISTOLA
Parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito.
1 Cor 2, 12-16

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Lc 24, 32)

VANGELO
Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa. Vado al Padre. Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Gv 14, 25-29

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

TOMMASO DA KEMPIS
Da L’imitazione di Cristo, Libro 1, cap.11

«Vi do la mia pace»

Se non ci volessimo impicciare di quello che dicono o di quello che fanno gli altri, e di cose che non ci riguardano, potremmo avere una grande pace interiore. Come, infatti, è possibile che uno mantenga a lungo l’animo tranquillo se si intromette nelle faccende altrui, se va a cercare all’esterno i suoi motivi di interesse, se raramente e superficialmente si raccoglie in se stesso? Beati i semplici, giacché avranno grande pace. Perché mai alcuni santi furono così perfetti e pieni di spirito contemplativo? Perché si sforzarono di spegnere completamente in sé ogni desiderio terreno, cosicché – liberati e staccati da se stessi – potessero stare totalmente uniti a Dio, con tutto il cuore. Noi, invece, siamo troppo presi dai nostri sfrenati desideri, e troppo preoccupati delle cose di quaggiù; di rado riusciamo a vincere un nostro difetto, anche uno soltanto, e non siamo ardenti nel tendere al nostro continuo miglioramento. E così restiamo inerti e tiepidi.

Se fossimo, invece, totalmente morti a noi stessi e avessimo una perfetta semplicità interiore, potremmo perfino avere conoscenza delle cose di Dio, e fare esperienza, in qualche misura, della contemplazione celeste. Il vero e più grande ostacolo consiste in ciò, che non siamo liberi dalle passioni e dalle brame, e che non ci sforziamo di entrare nella via della perfezione, che fu la via dei santi: anzi, appena incontriamo una difficoltà, anche di poco conto, ci lasciamo troppo presto abbattere e ci volgiamo a consolazioni terrene. Se facessimo di tutto, da uomini forti, per non abbandonare la battaglia, tosto vedremmo venire a noi dal cielo l’aiuto del Signore. Il quale prontamente sostiene coloro che combattono fiduciosi nella sua grazia… Se tu comprendessi quanta pace daresti a te stesso e quanta gioia procureresti agli altri, e vivendo una vita dedita al bene, sono certo che saresti più sollecito nel tendere al tuo profitto spirituale.

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