Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.
Sal 94 (95), 6-7a
LETTURA
Il mio tempio, casa di preghiera per tutti i popoli.
Is 56, 1-7 Lettura del profeta Isaia.
Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi».
Beato l’uomo che così agisce
e il figlio dell’uomo che a questo si attiene,
che osserva il sabato senza profanarlo,
che preserva la sua mano da ogni male.
Non dica lo straniero che ha aderito al Signore:
«Certo, mi escluderà il Signore dal suo popolo!».
Non dica l’eunuco:
«Ecco, io sono un albero secco!».
Poiché così dice il Signore:
«Agli eunuchi che osservano i miei sabati,
preferiscono quello che a me piace
e restano fermi nella mia alleanza,
io concederò nella mia casa
e dentro le mie mura un monumento e un nome
più prezioso che figli e figlie;
darò loro un nome eterno
che non sarà mai cancellato.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
SALMO RESPONSORIALE
R/. Signore, conservo nel cuore le tue parole.
Sal 118 (119), 9-16 Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. R/.
Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti.
Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca. R/.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.
Voglio meditare i tuoi precetti,
considerare le tue vie.
Nei tuoi decreti è la mia delizia,
non dimenticherò la tua parola. R/.
EPISTOLA
Accoglietevi gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi.
Rm 15, 2-7 Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me. Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza. E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.
CANTO AL VANGELO
(1 Gv 2, 10) Alleluia, alleluia.
Chi ama suo fratello, rimane nella luce
e non vi è in lui occasione di inciampo.
Alleluia.
VANGELO
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Lc 6, 27-38 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, al «Dio di ogni consolazione», che dona pace e salvezza a quanti confidano in lui, rivolgiamo con speranza le nostre implorazioni.
Preghiamo insieme: Donaci, Signore, la tua misericordia!
– Per la Chiesa, perché nell’accoglienza e nella comunione sincera, promuova la forza e il fondamento dell’amore vero, che supera ogni divisione: preghiamo. R.
– Per l’umanità intera, perché disponga i suoi giorni nell’assidua ricerca della pace, della giustizia e della libertà: preghiamo. R.
– Per noi, perché, riconoscendo i nostri limiti e difetti, sappiamo essere testimoni credibili dell’amore misericordioso del Signore: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
IRENEO DI LIONE
Adv. haer., 4, 13, 2-3
La liberazione operata dal Verbo
La Legge, perché imposta agli schiavi, educava l’anima attraverso cose esteriori e corporali, conducendola quasi a catena verso la sottomissione ai comandamenti, affinché l’uomo potesse apprendere l’obbedienza a Dio. Il Verbo, però, liberando l’anima, insegnò del pari a purificare il corpo per suo tramite, in modo volontario. Fatto questo, si rese necessario sopprimere le catene del servaggio, alle quali ormai l’uomo era avvezzo, per seguire Dio senza catene, con la contemporanea amplificazione dei precetti della libertà e l’accresciuta sottomissione al Re, affinché nessuno, volgendosi indietro, si mostri indegno del suo Liberatore: infatti, se la pietà e l’obbedienza nei riguardi del padrone di casa sono le stesse per gli schiavi e per gli uomini liberi, questi ultimi ne traggono peraltro una maggiore sicurezza, perché il servizio della libertà è più grande e più glorioso della docilità nel servaggio.
Per questo il Signore ci ha dato come parola d’ordine, al posto di “non commettere adulterio”, di “non desiderare neppure” (Mt 5,27-28); al posto di “non uccidere”, di “non adirarsi” (Mt 5,21-22); al posto di pagare semplicemente le decime, di distribuire tutti i nostri averi ai poveri (Mt 19,21), di amare non solo i nostri prossimi, ma anche i nemici (Mt 5,43-44); di essere non solo generosi e pronti a condividere (1Tm 6,18), ma di più, di dare graziosamente i nostri beni a coloro che ce li prendono: “A chi ti sottrae la tunica, tu lascia anche il mantello; a chi ti prende un bene, non reclamarlo; e ciò che volete che gli uomini facciano nei vostri confronti, voi fatelo per loro” (Mt 5,40 Lc 6,30-31): in tal modo, non ci rattristeremo come persone derubate loro malgrado, ma ci rallegreremo al contrario come persone che avranno dato di buon animo, poiché faremo un dono gratuito al prossimo più che una concessione alla necessità. “E se uno ti costringe a fare un miglio – aggiunge – “tu fanne con lui due” (Mt 5,41), per non seguirlo come uno schiavo, bensì precedendolo come un uomo libero, rendendoti in ogni cosa utile al tuo prossimo, non considerando la sua cattiveria, ma sovrabbondando in bontà alla stregua del Padre “che fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Mt 5,45).
Tutto ciò, lo abbiamo detto più sopra, non era questione di uno venuto ad abolire la Legge, quanto piuttosto di uno che la compiva e l’amplificava in noi. Come dire che è più grande il servizio della libertà, ed una sottomissione e una pietà più piene si sono radicate in noi nei riguardi del nostro Liberatore. Infatti, egli non ci ha liberati perché ci distaccassimo da lui – nessuno può, se posto fuori dai beni del Signore, procurarsi il nutrimento di salvezza –, ma perché, avendo ricevuto più abbondantemente la sua grazia, noi lo amassimo maggiormente; e, avendolo amato maggiormente, ricevessimo da lui una gloria ancor più grande, quando saremo per sempre alla presenza del Padre.
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