LETTURA
Lettura del profeta Isaia 56, 1-7 Così dice il Signore: / «Osservate il diritto e praticate la giustizia, / perché la mia salvezza sta per venire, / la mia giustizia sta per rivelarsi». / Beato l’uomo che così agisce / e il figlio dell’uomo che a questo si attiene, / che osserva il sabato senza profanarlo, / che preserva la sua mano da ogni male. / Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: / «Certo, mi escluderà il Signore dal suo popolo!». / Non dica l’eunuco: / «Ecco, io sono un albero secco!». / Poiché così dice il Signore: / «Agli eunuchi che osservano i miei sabati, / preferiscono quello che a me piace / e restano fermi nella mia alleanza, / io concederò nella mia casa / e dentro le mie mura un monumento e un nome / più prezioso che figli e figlie; / darò loro un nome eterno / che non sarà mai cancellato. / Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo / e per amare il nome del Signore, / e per essere suoi servi, / quanti si guardano dal profanare il sabato / e restano fermi nella mia alleanza, / li condurrò sul mio monte santo / e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. / I loro olocausti e i loro sacrifici / saranno graditi sul mio altare, / perché la mia casa si chiamerà / casa di preghiera per tutti i popoli».
SALMO
Sal 118 (119) Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. R./
Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti.
Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca. R./
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.
Voglio meditare i tuoi precetti,
considerare le tue vie.
Nei tuoi decreti è la mia delizia,
non dimenticherò la tua parola. R./
R. Signore, conservo nel cuore le tue parole.
EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15, 2-7 Fratelli, ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: «Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me». Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza. E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. / Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.
CANTO AL VANGELO
(1Gv 2, 10) Alleluia, alleluia.
Chi ama suo fratello, rimane nella luce
e non vi è in lui occasione di inciampo.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 6, 27-38 In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. / Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, al «Dio di ogni consolazione», che dona pace e salvezza a quanti confidano in lui, rivolgiamo con speranza le nostre implorazioni. Donaci, Signore, la tua misericordia!
- Per la Chiesa, perché nell’accoglienza e nella comunione sincera, promuova la forza e il fondamento dell’amore vero, che supera ogni divisione: preghiamo. R.
- Per l’umanità intera, perché disponga i suoi giorni nell’assidua ricerca della pace, della giustizia e della libertà: preghiamo. R.
- Per noi, perché, riconoscendo i nostri limiti e difetti, sappiamo essere testimoni credibili dell’amore misericordioso del Signore: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
LEONE MAGNO
Dai Trattati (Tr. 41, 3: CCL 138 A, 235-236)
Siamo misericordiosi verso tutti, ma soprattutto verso i fratelli di fede (Lc 6, 36; Gal 6, 10), per imitare anche nella distribuzione stessa delle elemosine la bontà del Padre celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i buoni e i cattivi, e fa piovere sopra i giusti e gli ingiusti (Mt 5, 45). Benché dunque sia da soccorrere principalmente la povertà dei fedeli, tuttavia anche quelli che non hanno ancora ricevuto il vangelo devono essere compatiti nella loro sofferenza, perché bisogna amare in tutti gli uomini la comunione di natura, la quale deve renderci benevoli anche con questi, in qualunque condizione essi siano sottomessi a noi, soprattutto se sono già rinati (Gv 3, 5) nella medesima grazia e sono stati riscattati (1 Cor 6, 20) dal medesimo prezzo del sangue di Cristo. Al tempo stesso, infatti, anche con questi abbiamo in comune l’essere stati creati a immagine di Dio (Gen 1, 27), e non sono stati separati da noi né da origine corporea né da nascita spirituale.
Siamo santificati dal medesimo Spirito, viviamo nella medesima fede, insieme ci accostiamo ai medesimi sacramenti (cfr Ef 4, 4-5). Non si disprezzi questa unità, né sia di poco conto per noi una così grande comunione, ma ci renda più indulgenti per tutto proprio il fatto di valerci della sottomissione di coloro coi quali ci sottomettiamo a un unico Dio nella medesima obbedienza.
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