Signore, ascolta la mia voce!
Di te il mio cuore ha detto:
«Cerca il suo volto!».
Io cercherò il tuo volto, Signore;
non ti celare mai!
Sal 26 (27), 7-9
LETTURA
Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore.
Dt 6, 4-12 Lettura del libro del Deuteronomio.
In quei giorni. Mosè disse:
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 17 (18), 2-3. 29-30. 50-51 R/.Amo il Signore e ascolto la sua parola.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. R/.
Signore, tu dai luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.
Con te mi getterò nella mischia,
con il mio Dio scavalcherò le mura. R/.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre. R/.
EPISTOLA
Tutta la Legge trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Gal 5, 1-14 Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati.
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io, Paolo, vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la Legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge; siete decaduti dalla grazia. Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.
Correvate così bene! Chi vi ha tagliato la strada, voi che non obbedite più alla verità? Questa persuasione non viene sicuramente da colui che vi chiama! Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta. Io sono fiducioso per voi, nel Signore, che non penserete diversamente; ma chi vi turba subirà la condanna, chiunque egli sia. Quanto a me, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? Infatti, sarebbe annullato lo scandalo della croce. Farebbero meglio a farsi mutilare quelli che vi gettano nello scompiglio!
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 15, 12) Alleluia, alleluia.
Questo è il mio comandamento, dice il Signore:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Alleluia.
VANGELO
Il grande comandamento.
Mt 22, 34-40 + Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con la certezza di essere esauditi, presentiamo a Dio Padre i desideri e le speranze che portiamo nel cuore.
Ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché, rinnovandosi nella fede, prosegua sicura e fiduciosa il proprio cammino incontro al Signore: preghiamo. R.
– Per le famiglie, perché sappiano trasmettere alle nuove generazioni l’amore per Dio e per ogni uomo: preghiamo. R.
– Per noi, perché l’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori, diventi principio di azione nella vita quotidiana: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
LEONE MAGNO
Tractatus, 90, 3-4
I due amori: Dio e il mondo
Vi sono due amori, dai quali derivano tutti i desideri, e questi sono così diversi per qualità, in quanto si distinguono per cause. L’anima razionale, infatti, che non può essere priva di amore, o ama Dio o ama il mondo. Nell’amore di Dio nulla è eccessivo, nell’amore del mondo, invece, tutto è dannoso. Per questo è necessario essere inseparabilmente attaccati ai beni eterni, e usare in maniera transitoria di quelli temporali, di modo che, per noi che siamo pellegrini e ci affrettiamo per tornare in patria, qualunque cosa ci tocchi delle fortune di questo mondo sia viatico per il viaggio e non attrattiva per il soggiorno. Per questo, il beato Apostolo così afferma: “Il tempo è breve. Rimane che quelli che hanno moglie vivano come se non l’avessero, quelli che piangono come se non piangessero, quelli che godono come se non godessero, quelli che comprano come se non possedessero, e quelli che usano di questo mondo come se non ne usassero: perché passa la scena di questo mondo” (1Cor 7,29-31). Ma ciò che piace per aspetto, abbondanza, varietà, non viene facilmente evitato, a meno di non amare, nella stessa bellezza delle cose visibili, il Creatore piuttosto che la creatura. Quando infatti egli dice: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” (Mc 12,30), vuole che mai ci sciogliamo dai vincoli del suo amore. E quando con questo precetto del prossimo (cf. Mc 12,31ss) congiunge strettamente la carità, ci prescrive l’imitazione della sua bontà, affinché amiamo ciò che egli ama, e ci occupiamo di ciò di cui egli si occupa. Sebbene infatti siamo “il campo di Dio e l’edificio di Dio” (1Cor 3,9), e “né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere” (1Cor 3,7), tuttavia esige in tutto il servizio del nostro ministero, e vuole che siamo dispensatori dei suoi doni, affinché colui che porta “l’immagine di Dio” (Gn 1,27), faccia la sua volontà. Per questo nella preghiera del Signore diciamo in maniera sacrosanta: “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra” (Mt 6,10). Con tali parole cos’altro domandiamo, se non che Dio assoggetti chi non ha ancora assoggettato a sé, e, come [lo sono] in cielo gli angeli, così faccia ministri della sua volontà anche gli uomini sulla terra? Chiedendo dunque ciò, amiamo Dio e amiamo anche il prossimo, e in noi c’è non un amore diverso, ma unico, dal momento che desideriamo sia che il servo serva, sia che il padrone comandi.
Questo affetto dunque, o carissimi, dal quale escluso l’amore terreno, si rafforza con la consuetudine delle buone opere, poiché è necessario che la coscienza si rallegri nelle azioni rette, e volentieri ascolti ciò che gode di aver fatto. Si sceglie di fare digiuno, si custodisce la castità, si moltiplicano le elemosine, si prega incessantemente, ed ecco che il desiderio dei singoli diventa il voto di tutti. La fatica alimenta la pazienza, la mitezza spegne l’ira, la benevolenza si mette sotto i piedi l’invidia, le cupidigie umane sono uccise dai santi desideri, l’avarizia è scacciata dalla generosità, e le ricchezze che costituiscono un peso diventano strumenti di virtù.
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