LETTURA
La testimonianza alla storia della salvezza in Cristo resa da Stefano davanti al sinedrio.
At 7, 2a. 17. 20-22. 30-34. 36-42a. 51-54 In quei giorni. Stefano rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto. In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paterna e, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio. Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere.
Passati quarant’anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente. Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore: Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Tutto tremante, Mosè non osava guardare. Allora il Signore gli disse: Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo in cui stai è terra santa. Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in Egitto.
Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d’Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant’anni. Egli è quel Mosè che disse ai figli d’Israele: Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me. Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l’angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi. Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l’Egitto, dicendo ad Aronne: “Fa’ per noi degli dèi che camminino davanti a noi, perché a questo Mosè, che ci condusse fuori dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all’idolo e si rallegrarono per l’opera delle loro mani. Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto degli astri del cielo.
Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
SALMO
Sal 117 (118), 1-4. 13-14 R. Lodate il Signore e proclamate le sue meraviglie.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R./
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R./
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. R./
EPISTOLA
Parliamo di una sapienza che non è di questo mondo. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero conosciuto il Signore della gloria.
1 Cor 2, 6-12 Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: / «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, / né mai entrarono in cuore di uomo, / Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.
CANTO AL VANGELO
(Gv 17,3) Alleluia, alleluia.
Questa è la vita eterna:
che conoscano te, l’unico vero Dio,
e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
Alleluia.
VANGELO
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Io prego per loro, non prego per il mondo. Custodiscili nel tuo nome.
Gv 17, 1b-11 In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, illuminati dalla Parola di vita e dalla grazia dello Spirito, con fiducia, rivolgiamo al Padre le nostre invocazioni, perché ci doni la sapienza del cuore.
Ascoltaci, Signore!
- Per la Chiesa, perché lo Spirito Santo accompagni e sostenga sempre la missione a servizio del Vangelo: preghiamo. R.
- Per l’umanità intera, perché in Gesù e nel suo sacrificio trovi la forza che sostiene l’impegno nella ricerca della pace e della concordia fra i popoli: preghiamo. R.
- Per noi, che in Cristo abbiamo conosciuto il vero volto di Dio, perché, con dedizione sincera, sappiamo portare al mondo l’amore e la tenerezza del Padre: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
IRENEO DI LIONE
Contro le ereste, IV, 13,4-14,1
L’amico di Dio
La Parola di Dio non si procurò l’amicizia di Abramo a causa di un bisogno, poiché egli è perfetto fin dall’inizio. Prima che Abramo fosse, io sono (Gv 8,58), dice infatti, ma ciò avvenne per donare allo stesso Abramo la vita eterna, poiché l’amicizia con Dio procura l’incorruttibilità a quelli che la conseguono. Perciò in principio Dio plasmò Adamo non perché ne avesse bisogno, ma per avere qualcuno su cui deporre i suoi doni. Poiché non solo prima di Adamo, ma anche prima di tutta la creazione, la Parola glorificava il Padre suo, rimanendo in lui, ed egli stesso era glorificato dal Padre, come dice: Padre, glorifica me con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse (Gv 17,5).
E non ci comandò di seguirlo perché avesse bisogno del nostro servizio, ma per procurare a noi stessi la salvezza. Seguire il Salvatore, infatti, significa aver parte alla salvezza, e seguire la luce significa partecipare alla luce.
Quanti si trovano nella luce non sono la fonte della luce, ma vengono illuminati e resi splendenti da essa; non le danno nulla, ma sono beneficati e illuminati dalla luce. Così anche il servizio di Dio non apporta nulla a Dio, poiché Dio non ha bisogno del servizio degli uomini, ma a quelli che lo seguono e lo servono procura la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna beneficando quelli che lo servono per il fatto stesso che lo servono, ma senza ricevere da essi un beneficio. Egli infatti è ricco, perfetto e non ha bisogno di nulla.
Dio domanda agli uomini che lo servano perché, lui che è buono e misericordioso, possa accordare i suoi benefici a quelli che perseverano nel suo servizio. Infatti, come Dio non ha bisogno di nulla, così l’uomo ha bisogno della comunione con Dio. Questa è la gloria dell’uomo: perseverare, rimanere nel servizio di Dio. Per questo il Signore diceva ai suoi discepoli: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi (Gv 15,16), indicando che non erano essi a glorificare lui, ma erano glorificati da lui per il fatto che seguivano il Figlio di Dio.
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