SS. TRINITÀ – I Domenica dopo Pentecoste

SS. TRINITÀ – I Domenica dopo Pentecoste

LETTURA
Lettura del libro dell’Esodo 3, 1-15

SALMO
Sal 67 (68)

R. Cantate a Dio, inneggiate al suo nome.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 14-17

CANTO AL VANGELO
(Cfr Ap 1, 8)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 16, 12-15

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GREGORIO NAZIANZENO
Poemi teologici, sez. I,2,3

Lode delle tre luci

So che attraversiamo il mare con piccole navi, / con deboli ali puntiamo verso il cielo trapunto di stelle, / mentre parliamo di Dio a quanti lo cercano, / quel Dio che nemmeno gli abitanti del cielo son capaci di onorare come conviene.

Ma tu, Spirito di Dio, stimola la mia mente e la mia lingua, / tromba squillante della verità, / perché tutti possano godere col cuore immerso nella pienezza di Dio.

Un solo Dio, senza principio né causa, / non circoscritto da cosa alcuna preesistente o futura, / infinito che abbraccia il tempo, / grande Padre del grande e santo Figlio unigenito: / purissimo spirito, nulla ha sofferto nel Figlio di quanto egli ha patito nella carne.

Unico Dio, distinto nella persona, ma non nella divinità, è il Verbo divino. / Egli è la viva impronta del Padre, unico Figlio di colui ch’è senza principio, / solo dal solo, uguale, / sì che mentre quegli rimane pienamente genitore, / egli, il Figlio, è anche lui creatore e reggitore del mondo, / forza e intelligenza del Padre.

Cantiamo dapprima il Figlio, / adorando il sangue che fu espiazione dei nostri peccati. / Infatti, senza nulla perdere della sua divinità, mi salvò, / chinandosi, medico, sulle mie ferite purulente. / Era mortale, ma Dio; / discendente di Davide, ma creatore di Adamo; / rivestito di corpo, ma non partecipe della carne. / Ebbe una madre, ma vergine; circoscritto, ma immenso. / Fu vittima, ma anche pontefice; sacerdote, eppure Dio. / Offrì a Dio il suo sangue, e purificò il mondo intero. La croce innalzò lui, ma i chiodi confissero il peccato. / Si confuse tra i morti, ma dalla morte risuscitò, / e richiamò alla vita molti ch’eran morti prima di lui: / in questi era la povertà dell’uomo, in lui la ricchezza dello spirito. / Ma tu non gridare allo scandalo, / come se la vicenda umana fosse disdicevole a Dio: / anzi, onora ancor più la divinità nella sua forma terrena, / che il Figlio incorruttibile ha assunto, spinto dall’amore per te.

Anima, perché indugi? Canta anche la gloria dello Spirito: / non separare, nel tuo discorso, ciò che la natura non ha diviso. / Tremiamo davanti al potente Spirito, come davanti a Dio: / è per mezzo di lui che ho conosciuto Dio. / Egli è evidentemente Dio, è lui che mi fa diventare Dio: onnipotente, autore di doni diversi, suscita inni nel coro dei santi; / dà vita agli abitanti del cielo e della terra, regna nei cieli. / Forza divina che procede dal Padre, non è soggetto a potere alcuno. / Non è figlio: uno solo è infatti il Figlio santo dell’unico Bene. / E non è al di fuori della indivisibile divinità, ma è pari nell’onore.

Trinità increata, al di fuori del tempo, / santa, libera, ugualmente degna di adorazione: unico Dio che governa il mondo con triplice splendore! / Da tutti e tre, col battesimo, io vengo rigenerato nell’uomo nuovo: / distrutta la morte, avanzo nella luce, risorto a nuova vita. / Se, dunque, Iddio mi ha tutto purificato, / io debbo adorarlo nella pienezza del suo tutto.

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