Mangiate il pane che rinnova la vostra
natura; bevete il vino, splendore di immortalità.
Mangiate il pane che purifica
l’antica amarezza, bevete il vino che cicatrizza
la piaga del dolore.
S. Cirillo di Alessandria, Omelia X
PRIMA LETTURA
Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.
SALMO RESPONSORIALE
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R/.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. R/.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. R/.
SECONDA LETTURA
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
PREGHIERA DEI FEDELI
Lo invochiamo dicendo: Salvaci, o Signore.
1. Perché la Chiesa continui a essere costruttrice di comunione e spinga gli uomini a vivere in uno spirito di solidarietà, preghiamo.
2. Perché nell'Eucaristia ogni cristiano possa incontrare il sostegno per il cammino di ogni giorno e la forza per lottare contro il male, preghiamo.
3. Per tutti coloro che scoprono il dono dell'Eucaristia, soprattutto per chi lo riceve per la prima volta, perché trovi nella Chiesa una famiglia che fa dell'Eucaristia la vera sorgente di vita, preghiamo.
4. Perché gli ammalati e gli anziani trovino nell'Eucaristia sostegno alle loro sofferenze, e le sappiano offrire, insieme a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo, preghiamo.
5. Perché ogni celebrazione apra lo sguardo al termine ultimo del nostro cammino, e doni la consapevolezza che questo cammino sfocia nell'incontro pieno e gioioso con Dio nella vita eterna, preghiamo.
O Dio nostro Padre, che in Cristo morto e risorto ci hai lasciato il segno meraviglioso del tuo amore, e in lui hai concluso la tua alleanza definitiva con gli uomini, fa' che viviamo sempre con intensità e riconoscenza questo grande dono, in comunione con tutti i nostri fratelli. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è il vero agnello immolato per noi,
il cui sangue consacra l’anima dei credenti.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 29-36
Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” (v. 29)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità, (v. 19)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 6-8
Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! (v. 7)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 12-23
Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza … rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli, (vv. 19. 20b)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 9, 1-28
[Cristo] non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna, (v. 12)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 11, 23-29
Per fede [Mose] celebrò la pasqua e fece l’aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti, (v. 28)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 13-2, 25
Non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia, (vv. 1, 18-19)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 1, 1 – 7
Se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato, (v. 7)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 5
Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato, (v. 6a)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 7, 9 – 17
Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello, (v. 14)
SALMO 51 (50)
Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. (v. 9)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 24, 1-11
Allora Mose prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: “Ecco il sangue dell’alleanza, che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!”, (v. 8)
COMMENTO PATRISTICO
S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Esposizione sul vangelo di Marco IV, 14
E il primo giorno degli azzimi, quando immolavano la Pasqua, gli dicono i discepoli: Dove vuoi che andiamo e ti prepariamo per mangiare la Pasqua? Chiama primo giorno degli azzimi il quattordicesimo del primo mese, quando erano soliti, liberati dal lievito, immolare l’agnello al tramonto. In riferimento a ciò, l’Apostolo dice: Infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato (1 Cor 5). Egli, sebbene crocifisso il giorno seguente, cioè il quindicesimo, tuttavia in questa notte in cui l’agnello era immolato, consegnò ai suoi discepoli i misteri della sua carne e del suo sangue da celebrare, e catturato e legato dai Giudei, consacrò l’inizio della sua immolazione, cioè della sua passione.
E manda due dei suoi discepoli e dice loro: Andate in città e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Certamente indizio della prescienza divina è che, parlando con i suoi discepoli, conosce qualcosa che sarà altrove, in futuro. È bello poi che ai discepoli che vanno a preparare la Pasqua vada incontro un uomo che porta una brocca, o, secondo un altro evangelista, un’anfora, perché fosse manifestato il mistero di questa Pasqua che doveva essere celebrata per il perfetto lavacro di tutto il mondo. L’acqua indica certamente il lavacro della grazia, la brocca la fragilità di coloro per mezzo dei quali la medesima grazia doveva essere amministrata al mondo. Perciò dicono: Abbiamo questo tesoro in vasi di creta (2 Cor 4). I discepoli preparano dunque la Pasqua dove le acque sono portate con la brocca, per suggerire che era giunto il tempo in cui a coloro che avrebbero celebrato la vera Pasqua sarebbe stato tolto il sangue dagli stipiti e dalla soglia (che era solo tipo), e sarebbe stato consacrato il battesimo di un fonte vivificante per togliere i peccati del mondo.
Seguitelo e dovunque sarà entrato, dite al padrone di casa, che il maestro dice: Dove la stanza dove mangiare la pasqua insieme ai miei discepoli? Sapientemente sono stati tralasciati i nomi sia del portatore d’acqua, sia del padrone di casa, affinché sia indicato a tutti quelli che vogliono celebrare la vera Pasqua, cioè essere immersi nei sacramenti del Cristo, e cercano di accoglierlo nella “stanza” della loro mente, che è loro data tale facoltà.
Ed egli stesso vi mostrerà una stanza grande addobbata e lì preparate per noi. La grande stanza è la legge spirituale, che uscendo dalle strettezze della lettera, accoglie in un luogo elevato il Salvatore. Infatti chi avrà osservato la lettera che uccide, chi non ha inteso nell’agnello altro che un capo di bestiame, costui certamente non fa Pasqua perché non ha ancora imparato a comprendere la grandezza dello spirito nelle parole di Dio. Ma chi avrà seguito il portatore d’acqua, cioè l’araldo della grazia, nella casa della Chiesa, costui elevandosi per mezzo dello Spirito che illumina l’esterno della lettera, prepara a Cristo, nell’alta dimora della mente, un luogo di riposo, perché sa che tutti i riti della Pasqua o gli altri decreti della legge sono suoi sacramenti.
… E, mangiando con loro, Gesù prese un pane e benedicendo lo spezzò, lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Terminati i riti della Pasqua antica, che erano compiuti in ricordo dell’antica liberazione del popolo di Dio dall’Egitto, passa a quella nuova che voleva che la Chiesa celebrasse frequentemente in memoria della sua redenzione, in modo da sostituire alla carne e al sangue di un agnello, il sacramento del suo corpo e della sua carne e da mostrare se stesso come colui a cui II Signore ha giurato e non si pentirà: tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech (Sal 109). Egli stesso spezza il pane che porge ai discepoli per mostrare che il suo corpo sarebbe stato spezzato non senza la sua volontà e prescienza, ma come altrove afferma, avendo il potere di offrire la sua anima e il potere di riprenderla di nuovo.
… E preso il calice, rendendo grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti … E disse loro: Questo è il mio sangue della nuova alleanza, che sarà effuso per molti. Il pane rafforza il corpo, il vino invece opera come il sangue nella carne: il primo si riferisce misticamente al corpo di Cristo, il secondo si riferisce al sangue. In realtà, poiché bisogna che noi rimaniamo in Cristo e Cristo in noi, è mescolata al vino del calice del Signore dell’acqua. Per attestazione di Giovanni, le acque sono i popoli. Non è lecito offrire né solo l’acqua, né solo il vino, come né solo la farina di frumento senza unione con l’acqua e la cottura in pane, affinché tale oblazione non insinui che si deve dividere il capo dalle membra e che possa accadere che o Cristo abbia potuto patire senza amore per la nostra redenzione o che noi, senza la sua passione, abbiamo potuto essere salvati e offerti al Padre. Ciò che poi aggiunge: Questo è il mio sangue della nuova alleanza riguarda la distinzione dalla vecchia alleanza, che fu sancita dal sangue di capri e di vitelli, dicendo il legislatore mentre compiva l’aspersione: Questo è il sangue dell’alleanza che Dio vi ha comandato (Eb 9). E necessario infatti che i modelli delle realtà future fossero purificati così; ma le realtà celesti per mezzo di vittime migliori di queste, secondo quello che l’Apostolo dichiara con una bellissima esposizione e completa spiegazione, distinguendo tra la legge e il Vangelo, nel corso di tutta la lettera agli Ebrei.
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