Tu, Signore onnipotente, hai creato tutte
le cose a gloria del tuo nome e hai dato
ai figli degli uomini cibo e bevanda perché
ti lodino; ma a noi hai fatto la grazia
di un cibo e di una bevanda spirituale e
della vita eterna per opera di Gesù tuo servo.
Didaché 10, 3
PRIMA LETTURA
Offrì pane e vino.
SALMO RESPONSORIALE
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi». R/.
Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici! R/.
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora,
come rugiada, io ti ho generato. R/.
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek». R/.
SECONDA LETTURA
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.
SEQUENZA
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Tutti mangiarono a sazietà.
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
In Gesù risplende l’amore del Padre
che si prende cura del suo popolo:
egli infatti lo consola e lo guarisce da ogni infermità
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 11-18
Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. (v. 17 )
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò. (v. 28)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 1, 14-2, 15
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni. (vv. 32-34a)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 3-7
Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione. (vv. 3-4a)
SALMO 103 (102)
Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie. (vv. 2-3)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 16, 5-14
Non li guarì né un erba né un emolliente, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana. (v. 12)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 57, 14-21
Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni. (v. 18)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati. (v. 1a)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 34
Dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. (v. 11)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 2, 23-3, 22
Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero. (v. 25)
COMMENTO PATRISTICO
AMBROGIO
Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca VI
Dopo che gli Apostoli furono destinati a dare il lieto annunzio del Regno di Dio, viene distribuito l’alimento della grazia celeste. Ma nota bene a chi è distribuito.
Non agli sfaccendati, non a quanti abitano nella città, cioè nella Sinagoga o fra gli onori del mondo, ma a quanti cercano Cristo nel deserto; proprio coloro che non ne hanno noia sono accolti da Cristo, e il Verbo di Dio parla con essi, non di questioni terrene ma del Regno dei cieli. E se taluni hanno addosso le piaghe di qualche passione del corpo, Egli accorda volentieri a costoro la sua medicina.
Era dunque logico che Egli con nutrimenti spirituali saziasse dal digiuno quanti aveva guarito dal dolore delle loro ferite. Perciò nessuno riceve il nutrimento di Cristo se prima non è stato risanato, e coloro che sono invitati alla cena, sono prima risanati da quell’invito. Se c’era uno zoppo, questi, per venire avrebbe conseguito la possibilità di camminare; se c’era qualcuno privo del lume degli occhi, certo non sarebbe potuto entrare nella casa del Signore senza che gli fosse stata ridata la luce.
Dappertutto, pertanto, viene rispettato l’ordinato svolgimento del mistero: prima si provvede il rimedio alle ferite mediante la remissione dei peccati, successivamente l’alimento della mensa celeste vien dato in abbondanza. … O Signore Gesù, se tu volessi non rimandare costoro digiuni insieme con me ma, distribuito il cibo, tu li nutrissi, perché, resi più forti dal cibo che doni, non possano aver paura di venir meno per il digiuno! Oh se anche per noi tu dicessi: Non voglio rimandarli digiuni! Anzi, dimmi perché non li vuoi rimandar digiuni: però già dicesti che se rimandi qualcuno digiuno egli vien meno per strada, cioè vien meno sia durante la marcia di questa vita, sia prima ancora di raggiungere il termine della strada, prima ancora di raggiungere il Padre.
(…)
E il Signore Gesù distribuisce i cibi. Anzi, Egli vuol darli a tutti, non li rifiuta a nessuno; è Colui che a tutti dispensa. Ma mentre spezza i pani e li dà ai discepoli, se tu non stendi la mano per ricevere la tua parte di cibo, verrai meno per strada né potrai attribuire la tua colpa a Lui che ha compassione e distribuisce; ma Egli distribuisce soltanto a coloro che, anche nel deserto, rimangono con Lui, e non se ne vanno via né il primo giorno, né il secondo, né il terzo. Così, infatti, leggi in un altro passo: Sento compassione di questa folla, perché ormai da tre giorni stanno con me (Mt 15, 32). Che gran degnazione, che grande bontà è da Lui ispirata agli uomini! Non vuole mandarli digiuni, non vuole che vengano meno per strada. …
Ha pure un significato mistico il fatto che il popolo viene saziato durante quel pasto, mentre gli apostoli lo servono: in quell’esser saziati vien dato il segno che la fame è stata eternamente vinta, perché colui che riceve il cibo di Cristo non ha più fame, mentre nel servizio degli apostoli è preannunziata la distribuzione del Corpo e del Sangue del Signore, che sarà fatta un giorno. Ed è già cosa degna di Dio, il fatto che cinque pani abbiano sovrabbondato per cinquemila persone: si sa infatti che quella gente fu saziata con un cibo non scarso, ma che era moltiplicato.
(…)
Questo pane che Gesù spezza – e in senso mistico è senz’altro il Verbo di Dio e il parlare di Cristo – mentre si divide, cresce; Egli infatti con parole scarne amministrò un cibo che fu sovrabbondante per tutti i popoli. Ci ha dato le sue parole come pane, che mentre le assaggiamo ci si moltiplicano in bocca. Questo pane, inoltre si ammucchia palesemente anche se in modo incredibile mentre si spezza, mentre si distribuisce, mentre si mangia, e non se ne avverte alcun calo. …
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