Mangiate il pane che rinnova la vostra
natura; bevete il vino, splendore di immortalità.
Mangiate il pane che purifica
l’antica amarezza, bevete il vino che cicatrizza
la piaga del dolore.
S. Cirillo di Alessandria, Omelia X
PRIMA LETTURA
Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.
Es 24,3-8 Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 115 R/. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R/.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. R/.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. R/.
SECONDA LETTURA
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
Eb 9,11-15 Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.
SEQUENZA
Leggi Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
CANTO AL VANGELO
(Gv 6,51) Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
VANGELO
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
Mc 14,12-16.22-26 + Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Al Padre, che nell’Eucaristia ci ha lasciato il memoriale vivo dell’alleanza compiuta nel corpo e nel sangue di Cristo, rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera.
Lo invochiamo dicendo: Salvaci, o Signore.
1. Perché la Chiesa continui a essere costruttrice di comunione e spinga gli uomini a vivere in uno spirito di solidarietà, preghiamo.
2. Perché nell’Eucaristia ogni cristiano possa incontrare il sostegno per il cammino di ogni giorno e la forza per lottare contro il male, preghiamo.
3. Per tutti coloro che scoprono il dono dell’Eucaristia, soprattutto per chi lo riceve per la prima volta, perché trovi nella Chiesa una famiglia che fa dell’Eucaristia la vera sorgente di vita, preghiamo.
4. Perché gli ammalati e gli anziani trovino nell’Eucaristia sostegno alle loro sofferenze, e le sappiano offrire, insieme a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo, preghiamo.
5. Perché ogni celebrazione apra lo sguardo al termine ultimo del nostro cammino, e doni la consapevolezza che questo cammino sfocia nell’incontro pieno e gioioso con Dio nella vita eterna, preghiamo.
O Dio nostro Padre, che in Cristo morto e risorto ci hai lasciato il segno meraviglioso del tuo amore, e in lui hai concluso la tua alleanza definitiva con gli uomini, fa’ che viviamo sempre con intensità e riconoscenza questo grande dono, in comunione con tutti i nostri fratelli. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PERCORSO ESEGETICO
Il luogo della celebrazione è la Chiesa,
la grande sala delle nozze
già preparata per noi.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-11
Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. (vv. 2b-3)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 22, 1-14
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo … tutto è pronto; venite alle nozze, (v. 4)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 1-13
Arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa, (v. l0b)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 35-40
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli, (v. 37)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 19
Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché son giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta, (v. 7)
SALMO 23 (22)
Davanti a me tu prepari una mensa … cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca, (v. 5)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 9, 1-6
La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola, (vv. 1-2)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 16, 20-29
Sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli, dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica, (v. 20)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55
O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte, (v. 1)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 22, 1-18
Abramo rispose [ad Isacco]: “Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!”, (v. 8)
COMMENTO PATRISTICO
S. CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dalle Omelie diverse, 10
Quando nella ricerca spirituale, giungiamo alle profondità dei misteri che ci danno la vita, e ci sono offerti dal Signore doni superiori a ogni aspettativa come viatico d’immortalità, allora dobbiamo seguire con ardore le delizie di questi misteri. Resi partecipi della vocazione celeste, affrettiamoci subito verso la mistica cena, rivestiti di fede sincera come da una veste nuziale. È Cristo che oggi ci accoglie al banchetto, è Cristo che oggi ci serve, quel Cristo che ama gli uomini, li sazia.
È tremendo quel che si dice, è formidabile ciò che si compie. È ucciso come il vitello grasso; è immolato l’Agnello di Dio, che prende su di sé il peccato del mondo. Il Padre si rallegra; il Figlio si offre al sacrifìcio spontaneamente, oggi non per opera dei nemici di Dio ma da se stesso, manifestando che per la salvezza dell’uomo egli è andato incontro al supplizio perché lo ha voluto. Vuoi che ti dimostri come in questo segno dell’agnello sia espresso splendidamente tutto ciò?
Non badare alla brevità delle parole o alla nostra povertà, ma alla voce e all’autorità di coloro che hanno predicato queste cose prima di noi. Hai visto com’è grande la dignità di chi ci precede? Guarda dunque e considera la forza di quanto egli ti ha predetto.
Dice: La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola (Pr 9, 1-2).
Tutto questo banchetto, lautissimo per magnificenza e varietà di cibi, è delizia. È presente l’autore stesso della magnificenza, vi sono portati doni divini, è imbandita una mistica mensa, è preparata una coppa che dà la vita. Colui che chiama è il re della gloria; è il Figlio di Dio che accoglie; è il Dio Verbo incarnato che invita: si tratta di quella Sapienza sussistente di Dio Padre che si è edificato un tempio non fatto dall’uomo, del suo corpo che distribuisce come pane, mentre porge come vino il suo sangue che dà la vita.
O ammirabile mistero, o ineffabile piano del pensiero divino, o bontà imperscrutabile! Il Creatore offre se stesso in cibo alla sua creatura e colui che è la stessa vita si dona ai mortali perché ne mangino e bevano. Venite, mangiate il mio corpo, esorta; bevete il mio vino, che ho preparato per voi. Io ho preparato me stesso come cibo, ho preparato me stesso come bevanda per tutti coloro che lo desiderano.
Volontariamente mi sono incarnato perché io stesso sono la vita; inoltre ho voluto diventare partecipe della carne e del sangue per salvarvi, pur essendo il Verbo, l’impronta del Padre fatta persona: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore” (Sal 34, 9).
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