PRIMA LETTURA
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
SALMO RESPONSORIALE
R. Loda il Signore, Gerusalemme.
SECONDA LETTURA
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
La comunione eucaristica è sigillo dell’intima unione
del credente con Gesù che prende dimora
nell’anima che lo accoglie .
Essa così già sperimenta
la consolazione della presenza di Dio.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 15-31
Rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (v. 23)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 19-22
Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. (v. 20)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 2, 15-21
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (v. 20)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 11-22
In lui [Cristo Gesù] anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. (v. 22)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 3, 14-22
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. (v. 20)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 1-7
Udii allora una voce potente che usciva dal trono: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. (v. 3)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 4, 12-5, 1
Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata. Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo. (vv. 12. 1a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61, 10-11
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli. (v. 10)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 40
Così Mosè terminò l’opera. Allora la nube coprì la tenda del convegno e la Gloria del Signore riempì la Dimora. (vv. 33b-34)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 30
Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. (v. 14)
COMMENTO PATRISTICO
AGOSTINO DI IPPONA
Discorso 227
Avevo promesso un discorso in cui avrei esposto il sacramento della mensa del Signore… Bisogna che sappiate che cosa avete ricevuto, che cosa riceverete, che cosa ogni giorno dovrete ricevere. Quel pane che voi vedete sull’altare, santificato con la parola di Dio, è il corpo di Cristo. Il calice, o meglio quel che il calice contiene, santificato con le parole di Dio, è sangue di Cristo. Con questi segni Cristo Signore ha voluto affidarci il suo corpo e il suo sangue che ha sparso per noi per la remissione dei peccati.
Se voi li avete ricevuti bene voi stessi siete quel che avete ricevuto. L’Apostolo infatti dice: Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo. È così che egli espone il sacramento della mensa del Signore. Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo. E in questo pane vi viene raccomandato come voi dobbiate amare l’unità.
Infatti quel pane è forse fatto di un sol chicco di grano? Non erano molti i chicchi di frumento?
Ma prima di diventar pane erano separati e sono stati uniti per mezzo dell’acqua dopo essere stati in qualche modo macinati. Se il grano non viene macinato e impastato con l’acqua, non prende quella forma che noi chiamiamo pane. Così anche voi prima siete stati come macinati con l’umiliazione del digiuno e col sacramento dell’esorcismo. Poi c’è stato il battesimo e siete stati come impastati con l’acqua per prendere la forma del pane. Ma ancora non si ha il pane se non c’è il fuoco. E che cosa esprime il fuoco, cioè l’unzione dell’olio? Infatti l’olio che è alimento per il fuoco, è il segno sacramentale dello Spirito Santo…
Grandi misteri dunque, veramente grandi. Volete sapere come ci sono stati raccomandati? Dice l’Apostolo:
Chi mangia il corpo di Cristo o beve il calice del Signore indegnamente sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Che vuol dire ricevere indegnamente? Ricevere con derisione, ricevere senza convinzione. Non ti sembri di poco valore per il fatto che lo vedi. Quel che tu vedi, passa; ma l’invisibile che viene espresso nel segno, quello non passa, rimane. Vedete, esso si riceve, si mangia si consuma. Ma si consuma forse il corpo di Cristo? Si consuma la Chiesa di Cristo? Si consumano le membra di Cristo? Niente affatto. Qui esse vengono mondate, lassù coronate. Perciò quello che viene espresso nel segno rimarrà, anche se quel che lo esprime sembra che passi. Perciò ricevetelo, ma pensando a quel che siete, conservando l’unità nel cuore, tenendo il cuore sempre fisso in alto. La vostra speranza non sia sulla terra, ma nel cielo; la vostra fede sia ferma in Dio, accettevole da parte di Dio. E così quel che ora non vedete e tuttavia credete, lassù lo vedrete e senza fine ne godrete.
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