Cerca anche tu Gesù “nel tempio” di Dio,
cercalo in Chiesa, cercalo presso i maestri
che stanno nel tempio e non ne escono;
se così lo avrai cercato, lo troverai.
Origene, Omelie su Luca, 18, 3
PRIMA LETTURA
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
Al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.
SALMO RESPONSORIALE
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R/.
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore. R/.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. R/.
SECONDA LETTURA
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo insieme e diciamo: Signore entra nelle nostre case.
1. Perché ogni famiglia sappia condividere la sua ricchezza d’amore con altri, e dagli altri venga aiutata nelle difficoltà. Preghiamo.
2. Perché gli effetti della venuta di Gesù nel mondo non siano relegati a una festa, ma modifichino la nostra vita di tutti i giorni. Preghiamo.
3. Perché le figure evangeliche di Giuseppe e Maria siano riferimento per il cammino spirituale degli uomini e delle donne di ogni tempo. Preghiamo.
4. Perché la volontà di servirti sia all’origine del desiderio di migliorare il mondo in cui viviamo. Preghiamo.
O Padre, aiutaci a lasciarti entrare nella realtà che viviamo ogni giorno e a non confinarti nei ristretti spazi delle nostre pie emozioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è la pienezza della benedizione divina che,
a partire da Gerusalemme,
deve riempire il mondo intero.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. (v. 16)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 36-52
Il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. (vv. 46b-47)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 3, 11-26
Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché ciascuno si converta dalle sue iniquità. (v. 26)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 3-23
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. (v. 3)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 2, 1-15
È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza. (vv. 9-10a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 6-29
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge … perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede. (vv. 13-14)
SALMO 72 (71)
In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra e tutti i popoli lo diranno beato. (v. 17b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 1-7
Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. (v. 6b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca II, 63-66
E quando Egli ebbe dodici anni. Come abbiamo letto, si fa iniziare l’ammaestramento del Signore col suo dodicesimo anno, perché uno stesso numero di evangelizzatori era destinato all’annunzio della fede. E non senza motivo viene ritrovato dopo tre giorni nel tempio, come se avesse dimenticato la sua famiglia secondo la carne, Lui che, anche secondo la carne, era pieno della sapienza e della grazia di Dio: questo doveva dimostrare che, tre giorni dopo la sua passione di trionfatore, Egli, risorto, si sarebbe presentato alla nostra fede nel suo trono celeste, rivestito di splendore divino, mentre da tutti era ritenuto morto.
E perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? In Cristo ci sono due nascite: l’una viene dal Padre, l’altra dalla Madre; quella paterna ha carattere unicamente divino, invece in quella materna Egli ha voluto accondiscendere ai nostri travagli e alle nostre situazioni. … E venne a Nazareth, e stava loro sottomesso. Se era maestro di ogni virtù, poteva fare a meno di adempiere alla perfezione i doveri della pietà? E poi ci stupiamo che mostri deferenza verso il Padre, quando si sottomette a sua Madre! Questa sua subordinazione non indica certo debolezza, ma solo rispetto … Mostrava deferenza a una creatura umana, mostrava deferenza a un’ancella – lei stessa infatti aveva detto: Ecco l’ancella del Signore – mostrava deferenza a un padre fittizio: ti meravigli dunque della sua deferenza verso Dio? O che essere deferenti verso gli uomini si chiama rispetto, ma verso Dio debolezza? Almeno da ciò che è umano impara a stimare ciò che è divino, e riconosci quale affetto sia dovuto al Padre. Il Padre onora il Figlio: non vuoi che il Figlio onori il Padre? Il Padre, con voce celeste, professa di compiacersi nel Figlio: non vuoi che il Figlio, rivestito di umana carne, con voce d’uomo, parli con tenerezza d’uomo, e dica che il Padre è più grande? Infatti, se grande è il Signore e degnissimo di lode; la sua grandezza è senza confini (Sal 144, 3), la sua certamente è una grandezza che non ha confine, e non può più crescere. Ma perché non dovrei riconoscere con animo devoto che il Figlio, nell’assumere un corpo abbia obbedito al Padre, quando devotamente riconosco che il Padre dà onore al Figlio?
Impara piuttosto questi insegnamenti utilissimi, e accogli questi esempi di pietà filiale. Impara quale sia il tuo debito verso i genitori, quando leggi che il Figlio non è separato dal Padre né per la volontà, né per le azioni, né per il tempo. Benché due quanto alle persone, sono una cosa sola nella potenza divina; per di più il Padre celeste non ha conosciuto i travagli della generazione, mentre tu sei debitore a tua madre dell’affronto del suo pudore, della perdita della sua verginità, dei pericoli del parto; a tua madre devi lunghi disagi, a tua madre lunghi affanni; quella misera vede aumentare le sue sofferenze anche quando consegue i suoi desideri, perché, quando ha dato alla luce ciò che tanto bramava, è liberata dalle doglie, non dalle ansie. Non è necessario poi descrivere le apprensioni dei padri per la riuscita dei figli, o il loro sforzo di accrescere un patrimonio, ad altri destinato, o la fatica del contadino che getta un seme che fruttificherà in favore di generazioni avvenire! Non bisognerà dunque ricambiare col rispetto, se non altro per questi fastidi? E perché a figli senza cuore deve sembrar troppo lunga la vita del padre, e troppo mortificante la comunanza dei beni, quando Cristo non disdegna di averci coeredi?
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