Cerca anche tu Gesù “nel tempio” di Dio,
cercalo in Chiesa, cercalo presso i maestri
che stanno nel tempio e non ne escono;
se così lo avrai cercato, lo troverai.
Origene, Omelie su Luca, 18, 3
PRIMA LETTURA
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
SALMO RESPONSORIALE
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R/.
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore. R/.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. R/.
SECONDA LETTURA
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gerusalemme è il luogo scelto da Dio
per benedire coloro che con fede vanno ad adorarvi il Signore.
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 2, 22-40
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse. (vv. 33-34a)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2, 1-13
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. (v. 5)
SALMO 122 (121)
Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. (vv. 3-4)
SALMO 128
Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. (v. 5)
SALMO 132 (131)
Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua dimora: “Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l’ho desiderato. Benedirò tutti i suoi raccolti, sazierò di pane i suoi poveri”. (vv. 13-15)
DAL LIBRO DI TOBIA, CAP. 1, 1-8
Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle feste, per obbedienza ad una legge perenne prescritta a tutto Israele. (v. 6)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 2, 1-5
Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe …”. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. (v. 3)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 12, 1-12
Rispetto al Signore vostro Dio, lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che il Signore vostro Dio avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per stabilirvi il suo nome; là andrete. (vv. 4-5)
COMMENTO PATRISTICO
S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Omelia 1, 19
Il fatto che il Signore ogni anno veniva a Gerusalemme con i genitori durante la Pasqua è certo indizio della sua umiltà di uomo. Infatti è proprio dell’uomo presentarsi a offrire a Dio i voti dei sacrifici spirituali e conciliarsi il Creatore con preghiere e lacrime abbondanti. Perciò il Signore, nato uomo tra gli uomini, fece quello che, come Dio, divinamente aveva comandato agli uomini di fare per mezzo degli angeli. Ha osservato anche lui la legge che ci aveva dato, per mostrare a noi, che siamo solo uomini, che si deve osservare tutto ciò che Dio comanda.
Seguiamo perciò l’esempio della sua vita umana, se godiamo di contemplare la gloria della divinità, se desideriamo abitare nella sua casa eterna in cielo per tutti i giorni della nostra vita, se ci fa piacere conoscere la volontà del Signore ed essere protetti dal suo santo tempio. Ma per non essere travolti in eterno dal vento dei mali, ricordiamoci che è necessario frequentare con preghiere assidue anche la casa della chiesa presente.
Il fatto che il Signore a dodici anni sedette nel tempio in mezzo ai dottori, ascoltando e interrogando, è segno dell’umiltà dell’uomo, anzi straordinario esempio per apprendere l’umiltà. … Ben a ragione colui che da uomo si sarebbe assunto il compito di insegnare, da bambino ascolta i più anziani e li interroga, per raffrenare con provvido intervento l’audacia di quanti, non solo ignoranti ma anche troppo giovani, vogliono dedicarsi a insegnare piuttosto che sottomettersi a imparare. Seguiamo il cammino dell’uomo, se mai ci rallegri il soffermarci nella contemplazione di Dio, mentre ricordiamo questo precetto: Ascolta, figlio mio, i consigli di tuo padre, e non disprezzare gli insegnamenti di tua madre, perché si aggiunga bellezza al tuo capo e ornamento al tuo collo (Pr 1, 8-9). Grazie all’ascolto dei consigli del padre e all’osservanza degli insegnamenti della madre si aggiunge grazia al nostro capo e ornamento al nostro collo, perché quanto più uno sarà stato intento ad ascoltare i precetti divini, quanto più si sarà dedicato a mettere in pratica nell’unità della madre Chiesa ciò che avrà appreso, tanto più ascenderà ora all’onore della predicazione e in futuro alla beatitudine del regno senza fine con Cristo. Ma perché nessuno pensi che il Signore e Salvatore sia stato costretto ad avvicinare, ascoltare e interrogare i maestri perché era ignorante, vediamo quel che segue: Tutti quelli che l’ascoltavano si stupivano della sua intelligenza e delle sue risposte e, vedendolo, ne furono meravigliati. Colui che era vero uomo e vero Dio, per mostrare che era uomo ascoltava umilmente maestri umani, per provare che era Dio rispondeva mirabilmente a quelli che parlavano. Il fatto che egli, alla madre che chiedeva e diceva: Figlio mio, perché ci hai fatto così? Vedi, tuo padre e io addolorati andavamo in cerca di te, abbia risposto: Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre?, fu segno della maestà divina, della quale altrove dice: Tutto quello che ha il Padre, è mio (Gv 16, 15). Perciò giustamente attesta che il tempio appartiene a lui non meno che al Padre. …
Il fatto che, tornato a Nazareth, era sottomesso ai genitori è segno di vera natura di uomo e nello stesso tempo esempio di umiltà. Era sottomesso agli uomini nella natura, per cui era inferiore al Padre. Perciò dice: Vado al Padre, perché il Padre è maggiore di me (Gv 14, 28). E in questa natura era anche di poco inferiore agli angeli. Invece nella natura per cui egli e il Padre sono una cosa sola, sì che non va in un dato tempo al Padre ma è sempre stato in lui, tutto è stato fatto per mezzo di lui ed egli è primo di tutti (Gv 1, 3; Col 1, 17). Di lui dobbiamo ammirare l’amorevole sollecitudine quando, avendo visto che i genitori non comprendevano il mistero della sua divina maestà, si assoggettò loro umilmente come uomo per guidarli a poco a poco, grazie a questa soggezione, alla conoscenza della divinità. Quando disse: Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre?, essi non compresero quello che aveva detto loro, come riferisce l’evangelista.
Poi venne via con essi, andò a Nazareth ed era loro sottomesso. Svelava infatti il mistero della sua divina potenza ai genitori della sua umana fragilità, cioè alla madre della sua vera carne e al castissimo tutore della castità di lei, il quale a quel tempo, non essendo stata ancora diffusa la luce del Vangelo, da tutti quelli che li conoscevano era chiamato marito di lei in forza dell’unione secondo la carne e padre del Signore e Salvatore per la cura che si prendeva di lui in quanto uomo. … Perché la scienza non ci renda superbi ma piuttosto la carità ci edifichi, seguiamo l’esempio che ci viene dall’umanità del Figlio di Dio: egli si sottomise umilmente ai genitori che vedeva ancora incapaci di imparare le verità sublimi, per istruirli con il suo esempio e rendere così i loro animi degni della gloria celeste e perciò capaci di comprendere il divino mistero.
E sua madre custodiva tutto questo in cuor suo. Tutto quanto era stato detto o fatto dal Signore o riguardo al Signore, la Vergine Madre custodiva nel cuore e ricordava con cura e sollecitudine perché, quando fosse giunto il tempo di predicare o di scrivere della sua incarnazione, potesse spiegare a quanti lo richiedessero come erano andate le cose. Imitiamo anche noi, fratelli miei, la santa madre del Signore conservando fermamente nel cuore tutte le parole e i fatti del nostro Signore e Salvatore, meditiamoli giorno e notte per respingere la fastidiosa insidia dei pensieri vani e dannosi, richiamiamoli spesso alla mente, per purificare noi e gli altri dalle dicerie inutili e dalle calunnie che ci allettano al male e per infiammarci alla frequente lode di Dio. Se infatti, fratelli carissimi, desideriamo abitare nella casa del Signore eternamente beati e lodarlo senza fine, dobbiamo far vedere prima, anche in questo mondo, che cosa cerchiamo in quello futuro, frequentando la chiesa e non solo cantando in essa le lodi del Signore, ma mostrando anche in ogni luogo del suo regno con le parole e coi fatti ciò che giova alla lode e alla gloria del nostro Creatore.
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