Non meravigliamoci se sono chiamati
genitori, perché Maria in virtù del parto,
e Giuseppe, in vista della dedizione amorosa,
meritavano l’appellativo di madre e padre.
Origene, Omelie su Luca, 19,3
PRIMA LETTURA
Chi teme il Signore onora i genitori.
SALMO RESPONSORIALE
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R/.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R/.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita! R/.
SECONDA LETTURA
Vita familiare cristiana, secondo il comandamento dell’amore.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
L’infanzia di Gesù è affidata alla custodia di Giuseppe
in tutto obbediente alla voce del Signore,
insieme a Maria sua sposa, a lui docilmente sottomessa:
la loro fede mite e umile
è sorgente di quella unità e di quella pace
in cui Dio ha stabilito di porre la sua dimora.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 15-31
Rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (v. 23)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 1, 18-25
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. (v. 24)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 24, 45-51
Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. (vv. 46-47)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Entrando da lei, l’angelo disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”. (vv. 28. 35)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 15, 1-13
Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. (vv. 5-7)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 5, 13-26
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (v. 22)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 1-6
Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. (vv. 1-3)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 5, 21-33
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore. … E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. (vv. 21-22. 25)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5, 1-4
Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. (vv. 2-3)
SALMO 128 (127)
Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. (vv. 1. 3)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 31, 10-31
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. (vv. 10-11)
DAL LIBRO DI TOBIA, CAP. 10, 8-14
Edna disse a Tobia: “Figlio e fratello carissimo, il Signore ti riconduca a casa e possa io vedere i figli tuoi e di Sara mia figlia prima di morire, per gioire davanti al Signore. Ti affido mia figlia in custodia.
Non farla soffrire in nessun giorno della tua vita. Figlio, va’ in pace. D’ora in avanti io sono tua madre e Sara è tua sorella. Possiamo tutti insieme avere buona fortuna per tutti i giorni della nostra vita”. Li baciò tutti e due e li congedò in buona salute. (v. 13)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al vangelo di S. Matteo, Discorso VIII, 2-3 passim
Perché Dio mandò il bambino in Egitto? L’evangelista ne sottolinea la principale ragione, e cioè l’adempimento della profezia che dice: Dall’Egitto ho chiamato il mio figliolo (Os 11, 1). Ma fece così anche per annunziare a tutti i popoli le primizie della grande speranza che essi dovevano nutrire nell’avvenire. Siccome l’Egitto e Babilonia erano più di tutto il resto del mondo infiammati da una violenta empietà, Dio voleva subito mostrare che avrebbe convertito sia l’uno che l’altra, avrebbe purificato ed elevato la loro vita, dando così a tutto il mondo la speranza di ottenere un analogo rinnovamento. Per questo invia i Magi a Babilonia e va egli stesso in Egitto con sua madre.
Oltre a ciò anche un’altra indicazione molto preziosa possiamo trarre da questa fuga in Egitto per incitarci alla virtù: e, cioè, che noi dobbiamo aspettarci sin dai primi giorni della nostra vita tentazioni e pericoli.
Considerate, infatti, che subito, fin dalla culla, è accaduto a Gesù. Era appena nato, che già il furore del tiranno si scatenò contro di lui e lo costrinse a trasferirsi per cercare scampo in un luogo d’esilio, e sua madre, così pura e innocente, fu costretta con lui a fuggire in un paese di stranieri.
Questo comportamento di Dio vi mostra che, quando avete l’onore di essere impegnati in qualche ministero o servizio spirituale e vi vedete circondati da infiniti pericoli e costretti a sopportare crudeli sventure, non dovete turbarvi, né dovete dire a voi stessi: Per quale ragione sono così maltrattato, io che mi aspettavo una corona, elogi, la gloria, brillanti ricompense, avendo compiuto la volontà di Dio? Questo esempio vi spinga, dunque, a sopportare fermamente le disgrazie e vi faccia conoscere che, di solito, è questa la sorte degli uomini spirituali: avere, cioè, come inseparabili compagne, le prove e le tribolazioni. Osservate appunto quanto capitò non soltanto alla madre di Gesù, ma anche ai Magi. Costoro si ritirarono segretamente come dei fuggiaschi, e la Vergine, che non era solita uscire dalla sua casa, è costretta a fare un cammino quanto mai lungo e faticoso, a causa di quella sorprendente nascita spirituale.
Ammirate ancora il meraviglioso avvenimento! La Palestina perseguita Gesù Cristo e l’Egitto lo accoglie e lo salva dai suoi persecutori. Questo mostra all’evidenza che Dio non ha soltanto tracciato i tipi e le figure dell’avvenire nei figli del patriarca, ma anche in Gesù stesso. È certo, infatti, che molte delle cose che egli compì allora preannunciavano quanto doveva accadere più tardi. Basta citare, per dimostrare questa asserzione, l’asina e l’asinello che egli cavalcò per fare il suo ingresso a Gerusalemme.
L’angelo, dunque, apparve non a Maria, ma a Giuseppe e gli disse: Levati, prendi il bambino e sua madre … e fuggi in Egitto. E gli spiega anche la ragione della fuga, aggiungendo: Perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo.
Giuseppe, ascoltando queste parole, non rimase negativamente impressionato. Non disse all’angelo che quella fuga gli sembrava enigmatica, dato che poco tempo prima lo stesso angelo gli aveva detto che il bambino avrebbe dovuto salvare il suo popolo, mentre ora sembrava non essere neppure capace di salvare se stesso. Quella fuga, quel viaggio e quella lunga emigrazione non erano forse in contraddizione con la promessa che l’angelo medesimo gli aveva fatto? Giuseppe non disse niente di tutto questo perché era un uomo di fede. Non si dimostrò neppure curioso di conoscere il tempo del ritorno poiché l’angelo non gliel’aveva affatto precisato, avendogli detto genericamente: Resta colà, fino a che io non te lo dica.
Al contrario, Giuseppe dimostra vivo zelo: ascolta, obbedisce e sopporta con gioia tutte le prove. Dio, nella sua bontà, mescola, in queste circostanze, la gioia e il dolore. Così egli è solito agire con tutti i santi. Non li lascia sempre nel pericolo o sempre nella sicurezza, ma ordina la vita degli uomini giusti a mo’ di una trama, in cui si intrecciano gioie e dolori.
E proprio così si comportava con Giuseppe. Vi prego di osservare e di riflettere: Giuseppe si accorge che Maria è incinta e subito è colto da turbamento e da una grande angoscia, sospettando che la Vergine abbia commesso adulterio: ma l’angelo interviene immediatamente, sciogliendo ogni sospetto e liberandolo da ogni timore. Poi il bambino nasce e Giuseppe ne è estremamente felice: ma alla sua gioia fa seguito subito un nuovo dolore, perché sente che tutta la città turbata e il re, in preda a un vivo furore, ricercano con ogni mezzo il bambino. Questa pena è temperata dalla gioia ch’egli prova alla vista della stella e dell’adorazione dei Magi: ma, ancora una volta, la gioia si muta in ansia e paura, quando l’angelo gli dice che Erode sta cercando il bambino per ucciderlo e gli ingiunge di fuggire e di emigrare.
Sta di fatto che Gesù doveva allora comportarsi in modo del tutto umano. Il tempo di compiere miracoli non era ancora venuto. Se avesse così presto cominciato a far prodigi, nessuno avrebbe creduto che era un uomo. Per questo motivo, egli non viene al mondo d’improvviso: come un uomo è dapprima concepito, poi resta nove mesi nel seno di Maria, nasce, si nutre con il latte materno, vive per molto tempo una vita ritirata, aspettando di divenire uomo adulto con il passar degli anni, in modo che questo suo comportamento convinca tutti a credere alla verità della sua incarnazione. Ma perché allora voi mi direte – qualche miracolo si verificò subito, all’inizio della sua vita?
Ciò avvenne per convincere sua madre, Giuseppe, il vecchio Simeone prossimo a morire, i pastori, i Magi e gli stessi giudei, i quali ultimi, se si fossero presi cura di esaminare attentamente tutto quanto stava accadendo, ne avrebbero tratto di certo gran vantaggio.
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