Esulti di gioia il padre del giusto,
gioisca la madre che l’ha generato.
Pro 23, 24b-25

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – A

LETTURA
Lettura del libro del Siracide 7, 27-30. 32-36

SALMO
Sal 127 (128)

R. Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 3, 12-21

CANTO AL VANGELO

(Col 3, 15a. 16)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 22-33

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ELREDO DI RIEVAULX
Dai Discorsi (In Ypapanti Domini de diversis moribus. Sermones inediti Beati Aelredi. Ed. C.H.Talbot, Series scriptorum Ord.Cist.,I, Roma, 1952,49-52.)

É certo che il santo Simeone non aveva veduto il Cristo, ma la fede aveva svegliato il suo amore, quella fede che viene dal saper ascoltare. Tramite i profeti il santo vegliardo conosceva che Cristo sarebbe venuto, e venuto in modo estremamente povero. Sapeva anche il perché della sua venuta. Gli era stato infatti annunziato l’avvento del Figlio di Dio.
Come? Nella carne. Quale il suo aspetto? Se pensi alla bellezza, egli è il più bello tra i figli dell’uomo (Sal 44,3). Se pensi alla tenerezza, il suo spirito è più dolce del miele (Sir 24,19).
Quanto poi alle disposizioni interiori, egli è mite e umile di cuore (Mt 11,29), talmente pieno di misericordia da chiamare pubblicani e prostitute, pieno di compassione per noi fino a prendere su di sé le nostre infermità, traboccante di carità al punto da amare i nemici e capace di sopportazione fino alla morte.
Perché tanta bellezza e mansuetudine? Perché tanti pregi? Che viene a fare? Una sola cosa: a salvare gli uomini, a giustificare quelli che ha redento e a glorificarli.
Ecco quanto Simeone poteva apprendere dai profeti. Alla lettura dei testi sacri si commoveva in modo arcano e sublime per quel Salvatore così nobile e grande, tanto umile in se stesso e così munifico verso gli uomini.
10 Simeone anela vedere e abbracciare colui che ama. Di qui i suoi sospiri, le lacrime, le parole che tradiscono l’intimo desiderio. Quando verrà il Messia? Quando nascerà? Lo vedrò? Vivrò fino a quel giorno, fino a quel momento?
Anima santa, perché ti tormenti in questo modo? Rispetta il segreto di Dio; non tocca a te conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha in suo potere. Sei presuntuoso, beato Simeone, se cerchi di sapere quello che nessun profeta rivelò, nessun angelo predisse, nessun apostolo ha mai annunciato.
Che cosa risponde Simeone? Siete tutti consolatori molesti (Gb 16,2). L’amore parla, il desiderio grida, l’entusiasmo previene. L’amore chiama perché ignora i ragionamenti, è sospinto dal desiderio e non dalla logica.
La mia anima non vuole andarsene, il cuore non ammette consolazioni, finché non avrò veduto l’oggetto della mia brama. Che io possa fissare colui che gli angeli contemplano e così egli, amandomi immediatamente, colmerà i miei desideri amorosi. Che possa vivere in questo corpo mortale fino a quando vedrò la salvezza di Dio.
Simeone che ama e che arde, che prega e fiammeggia, che cerca e bussa, riceve la risposta dallo Spirito Santo: Non vedrai la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Dio esaudisce il desiderio del povero.
11 Simeone si recò al tempio. Era quello il luogo adatto per l’incontro del Verbo con l’anima. Se in ogni dove bisogna cercare il Verbo, nel tempio egli va trovato. Va’ dunque in cerca di lui, perlustra dappertutto, investiga presso chiunque, passa e attraversa ogni via, per sboccare alla fine nel tempio, nella casa del Signore: lì troverai.
Mosso dallo Spirito, Simeone si recò al tempio. Nota bene: Dallo Spirito. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio (Rm 8,8).
E quando il santo vegliardo riceve in braccio il Bambino Gesù, il suo amore è colmato: ormai tocca, abbraccia, si gode quel che cercava.
Fratelli, finora la lingua ha cercato di esprimersi come poteva, adesso non le rimane che tacere. Qui nulla è meglio del silenzio, di fronte alle segrete comunicazioni degli sposi, alle loro intime incomunicabili gioie.
Qual è il tuo segreto, o sposa, tu che sola hai conosciuto la felicità del bacio spirituale? In tale bacio lo spirito creato e lo Spirito increato si congiungono, per essere due in uno, anzi per formare una sola cosa, giustificatore e giustificato, santificatore e santificato, deificatore e deificato. Mi metterò a descrivere quello che avete sperimentato meglio e più a fondo di me? E’ questo il linguaggio dell’amore, comprensibile soltanto a chi ama.
12 Quando l’anima è purificata dai vizi che la deturpavano, sente nascere in sé la gioia dallo slancio del cuore; dalla gioia scaturisce l’amore e dall’amore spunta il desiderio. Allora ogni altro attaccamento affettivo si assopisce, ogni effimero desiderio svapora, il vorticare dei pensieri si placa.
Completamente immersa nell’abisso di amore per il suo Dio, l’anima aderisce a lui in casta delizia; nulla vuole sapere, nulla conoscere se non lui. Lo spirito si sente afferrato dalla stretta di colui che abbraccia ed esclama pieno di sicurezza: Trovai l’amato del mio cuore (Ct 3,4).
Potessimo dire anche noi quel che segue: Lo strinsi fortemente e non lo lascerò.
Ecco quanto ha meritato il santo Simeone che dice: Ora lascia. Signore, che il tuo servo vada in pace. Perché vuole andarsene? Come può volere lasciare Cristo o essere lasciato da lui?
In realtà egli aspira a lasciare i vincoli della carne per stringere più forte con l’affetto del cuore Gesù Cristo, nostro Signore, lui che è benedetto nei secoli. Amen.

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