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S. Lauras, Cronaca di Novy Dvur

Maggio 2020

Carissimi amici,

Desideriamo incoraggiarvi durante questa crisi sanitaria che attraversa il mondo intero. Questa crisi è una prova inattesa che probabilmente farà scomparire molte illusioni e obbligherà ciascuno a ricentrarsi sull’essenziale. Come voi ci rivolgiamo al signore e alla Beata Vergine Maria affinché proteggano i nostri contemporanei, benedicano gli sforzi di coloro che lottano per sconfiggere l’epidemia, consolino i malati e accolgano i defunti. Speriamo che questa crisi sarà rapidamente alle nostre spalle, grazie alla dedizione di quanti lottano contro la malattia e anche grazie alla preghiera di tutti. Qualcosa sarà cambiato nel nostro mondo, in particolare per i più poveri che soffrono tanto della situazione attuale? Senza dubbio, questo dipende in parte da noi.

Per alleggerire queste domande serie, vi racconto una storia appena accaduta. Abbiamo parlato della calamità che devasta le nostre foreste come quelle del nostro paese e dell’Europa: i “kurovec”, chiamati con eleganza scarabeo della corteccia oppure scolitide. All’inizio della quaresima, Padre Voloda, amico ucraino di lunga data, sacerdote cattolico bizantino, è venuto fare una sessione di teologia spirituale ai fratelli. Venendo a conoscenza dei nostri problemi forestali, ha affermato che san Trifone era uno specialista di questi problemi e ha proposto una preghiera liturgica nella foresta. Detto, fatto. Una dozzina di fratelli si sono ritrovati dopo nona nell’appezzamento più toccato. Pregava nella sua lingua e noi cantavamo i salmi in ceco e rispondevamo “amin” alle sue preghiere. In seguito è andato ai confini dell’appezzamento, primo con il turibolo, poi per cospargere d’olio gli alberi malati. Un uomo ordinario, armato con degli elementi provenienti dal mondo degli uomini (olio, carbone, incenso) diventati segni liturgici, affrontava esseri spirituali malevoli, spiriti del mondo delle tenebre, con energia e convinzione: “scolitidi, vi divorino gli uccelli!”, gridava. Vedendolo fare e pregando con lui, mi dicevo che dovremmo trovare dei mezzi simili per combattere il virus. La preghiera ci ricorda che non tutto dipende da noi, che Dio è presente nell’intimo delle nostre vite, che le nostre preoccupazioni sono suoi e questo fino ai minimi particolari.

Essere sinceramente cristiano, monaco, religioso, sacerdote o laico, oggi, non è facile! Da noi sono un nucleo coraggioso e minoritario: in Asia, monaci e cristiani sono perseguitati; in certi paesi d’Africa anche, in modo particolare in Burkina Faso dove padre priore ha trascorso due anni prima di entrare in monastero. Perché? E’ questo mondo che Dio affida alla nostra preghiera. “Se il chicco di grano non muore…”, sapete! “Se muore, porta molto frutto”. …

(segue)

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