Il Signore nostro Dio verrà con potenza,
e illuminerà il suo popolo. Alleluia.
PRIMA LETTURA
Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.
SALMO RESPONSORIALE
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R/.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia. R/.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R/.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. R/.
SECONDA LETTURA
Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù porta a compimento il cammino dei padri
nella loro discesa in Egitto
e nel loro ritorno alla terra promessa,
poiché nel mistero della sua Pasqua
Egli trasferisce il suo popolo
dalla schiavitù di questo mondo
alla libertà della Gerusalemme celeste.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”. (vv. 34-36)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-14
Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. (vv. 2-3)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. (v. 24)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 6
Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. (vv. 17-18)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 1-13
Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! (v. 7)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 1-23
È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati. (vv. 13-14)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 12
Voi non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta … vi siete invece accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli. (vv. 18. 22)
SALMO 78 (77)
Fece partire come gregge il suo popolo e li guidò come branchi nel deserto. Li condusse sicuri e senza paura e i loro nemici li sommerse il mare. Li fece salire al suo luogo santo, al monte conquistato dalla sua destra. (vv. 52-54)
SALMO 122 (121)
Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore”. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! (vv. 1-2)
SALMO 126 (125)
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, la nostra lingua si sciolse in canti di gioia. Allora si diceva tra i popoli: “Il Signore ha fatto grandi cose per loro”. (vv. 1-2)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 11, 1-11
Quando Israele era giovinetto, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. (v. 1)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 6
Risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. Ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. (vv. 21. 23)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 30
Quand’anche i tuoi esuli fossero all’estremità dei cieli, di là il Signore tuo Dio ti raccoglierà e di là ti riprenderà. Il Signore tuo Dio ti ricondurrà nel paese che i tuoi padri avevano posseduto e tu lo possiederai; Egli ti farà felice e ti moltiplicherà più dei tuoi padri. (vv. 4-5)
COMMENTO PATRISTICO
AMBROGIO
Exp. in Luc., 2, 58-60
Simeone figura di chi aspetta il Signore
“Ed ecco a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone uomo giusto e timorato, che aspettava la consolazione d’Israele” (Lc 2,25). Non soltanto dagli angeli e dai profeti, dai pastori e dai genitori, ma anche dai vecchi e dai giusti riceve testimonianza la nascita del Signore. Tutte le età, l’uno e l’altro sesso e gli eventi miracolosi rendono testimonianza: una vergine partorisce, una donna sterile ha un figlio, un muto parla, Elisabetta profetizza, il mago adora, il bambino chiuso nel seno materno salta per la gioia, una vedova rende grazie, un giusto è in attesa.
Era davvero un giusto, perché egli non attendeva nel suo interesse ma in quello del popolo. Per suo conto egli desiderava essere sciolto dai legami di questo corpo fragile; ma attendeva di vedere il Messia promesso: ben sapeva, infatti, che sarebbero stati «beati gli occhi» che lo avrebbero visto (Lc 10,23).
“Ora” – disse – “lascia andare il tuo servo” (Lc 2,29). Vedi questo giusto, stretto quasi nel carcere del corpo, che desidera sciogliersene per cominciare a essere con Cristo, perché “sciogliersi ed essere con Cristo è molto meglio” (Fil 1,23). Ma colui che vuole essere liberato, venga a Gerusalemme, venga al tempio, attenda l’Unto del Signore, riceva nelle sue mani il Verbo di Dio e lo stringa fra le braccia della sua fede. Allora sarà liberato, e non vedrà più la morte, egli che ha visto la vita.
Vedi quale eccezionale abbondanza di grazia diffonde su tutti la nascita del Signore, e come la profezia è negata agli increduli, ma non ai giusti (1Cor 14,22). Ecco che anche Simeone profetizza che il Signore Gesù Cristo è venuto per la rovina e per la risurrezione di molti, per fare tra i giusti e gli ingiusti la divisione secondo i meriti, e per darci, come giudice vero e equo, sia le pene sia i premi, a seconda delle nostre azioni.
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