PRIMA LETTURA
La gloria del Signore brilla sopra di te.
SALMO RESPONSORIALE
R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
SECONDA LETTURA
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
La manifestazione della gloria divina
che risplende nel Verbo eterno è destinata ad illuminare tutti i popoli
affinché conoscano il Salvatore e vengano ad adorarlo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (v. 9)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 12-20
Io sono la luce del mondo: chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. (v. 12b)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-79
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio … verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte. (vv. 78-79a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 12-25
Lasciata Nazaret, [Gesù] venne ad abitare a Cafarnao … perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia … Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce. (vv. 13-16)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 4, 1-6
E Dio che disse: “Rifulga la luce nelle tenebre”, rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo. (v. 6)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 9-23
[Ringraziamo] con gioia il Padre che ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e che ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto. (vv. 12-13)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 9-22, 5
La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio l’illumina e la sua lampada è l’Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza. (vv. 23-24)
SALMO 98 (97)
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia. (v. 2)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 9, 1-6
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce: su coloro che abitavano in terra tenebrosa, una luce rifulse. (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 42, 1-9
Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni. (v. 6)
COMMENTO PATRISTICO
CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento a Matteo 4, 1-3
Narra, quindi, l’evangelista: Essendo nato Gesù a Betlemme di Giuda [e ciò che segue fino a] e siamo venuti ad adorarlo. Che ciò sarebbe accaduto, lo aveva predetto anche Isaia, dicendo: Verranno da Saba offrendo al re oro, incenso e pietre preziose e annunceranno la salvezza del Signore (Is 60, 6). Si trattava, certamente, di lui, che i Magi, dopo avere visto l’apparizione della stella, annunziarono quale re dei Giudei, ormai nato, Cristo Signore. Pertanto, nella nascita del Signore concorrono tutti fatti nuovi e tali da suscitare negli uomini uno stupore che supera ogni misura: un angelo nel tempio parla a Zaccaria; promette che Elisabetta avrà un figlio; non credendo all’angelo, il sacerdote diventa muto; una donna sterile concepisce; una vergine partorisce; Giovanni, per azione dello Spirito esulta nel grembo materno; da un angelo è annunciata la nascita di Cristo Signore ed è proclamata ai pastori perché sia la salvezza del mondo; gioiscono gli angeli, esultano i pastori. Questa mirabile nascita suscita in cielo e in terra una grande gioia. Si mostra ai Magi, dal cielo, l’inattesa apparizione di una stella, per mezzo della quale si conosce che è nato il Signore del cielo e della terra, il re dei Giudei, quello appunto di cui è stato scritto: Sorgerà una stella da Giacobbe e si leverà un uomo da Israele (Nm 24, 17), affinché con l’indicazione di una stella e di un uomo si conoscesse nel Figlio di Dio l’unione della natura divina e della natura umana. Perciò, anche nell’Apocalisse, così il Signore stesso afferma di sé: Io sono la radice di Iesse e la stirpe di Davide e la fulgida stella del mattino (Ap 22, 16), perché mediante l’avvento della sua nascita, dispersa la notte dell’ignoranza, brillò quale fulgida stella per la salvezza del mondo. Lo splendore di questa fiamma, penetrando anche nel cuore dei Magi, lo riempì di luce spirituale, così che dall’apparizione della nuova stella nascente conobbero il Re dei Giudei, creatore del cielo. Infatti, i Magi, maestri di una falsa religione, non avrebbero potuto conoscere Cristo nostro Signore se non fossero stati illuminati dalla grazia della degnazione divina.
Ancora una volta, dunque, la misericordia sovrabbondò con la venuta di Cristo, cosicché la conoscenza della sua verità si estese a tutte le genti. Questa prima illuminò i Magi, perché fosse nota in modo manifesto la bontà di Dio e nessuno disperasse di ottenere, credendo, la salvezza, poiché vedeva che già era stata concessa ai Magi. Perciò i Magi furono i primi tra i pagani ad essere chiamati alla salvezza, affinché per loro mezzo si spalancasse a tutte le genti la porta della salvezza.
Ma qualcuno potrebbe chiedersi con meraviglia come i Magi poterono conoscere la nascita del Salvatore dall’apparizione della stella. Anzitutto, diciamo che questo fu un dono della benignità divina. In secondo luogo, leggiamo nei libri di Mosè che vi fu, per così dire, un profeta pagano, Balaam, che aveva preannunciato con discorsi precisi la venuta di Cristo e la sua incarnazione da una vergine. Dice, infatti, tra l’altro, come abbiamo ricordato più sopra, nel testo della sua profezia: Sorgerà una stella da Giacobbe e si leverà un uomo da Israele. Questi Magi, dunque, che videro in Oriente una nuova stella, si dice che discendessero dalla stirpe di quel Balaam profeta pagano, che aveva detto: Sorgerà una stella da Giacobbe e si leverà un uomo da Israele. E per questo, visto l’insolito segno della stella, credettero, perché avevano riconosciuto che si era adempiuta la profezia del loro capostipite, mostrando che essi erano non solo suoi discendenti nella stirpe, ma anche suoi eredi nella fede. Il profeta Balaam vide la loro stella in ispirito, essi la videro con i loro occhi e credettero. Egli preannunciò profeticamente che Cristo sarebbe venuto, essi con gli occhi illuminati dalla fede riconobbero che era venuto.
Perciò, si recarono subito da Erode, dicendo: Dov’è il re dei Giudei che è nato [e ciò che segue fino a] ad adorarlo. Cercarono il re dei Giudei, il nato Cristo Signore presso quelli alla cui stirpe sapevano si riferiva questa profezia di Baalam. Ma tale fede dei Magi è condanna dei Giudei. Quelli credettero a un unico loro profeta, questi non vollero credere a tanti profeti. Quelli compresero che in seguito alla venuta di Cristo era venuto meno il compito dell’arte magica, questi non vollero comprendere i misteri della legge divina. Quelli confessano uno straniero, questi non riconoscono uno del loro popolo. Venne tra la sua gente, dice il Vangelo, ma i suoi non l’hanno accolto (Gv 1, 11). Eppure questa stella era vista da tutti, ma non da tutti era compresa. Come il Signore e Salvatore nostro è nato bensì per tutti, lui solo è nato per tutti, ma non da tutti fu accolto, non da tutti fu compreso. Fu compreso dai gentili, non fu compreso dai Giudei. Fu riconosciuto dalla Chiesa, non fu riconosciuto dalla Sinagoga.
Essendo, dunque, i Magi, dopo la gloriosa fatica del lungo viaggio, giunti a Gerusalemme per cercare il re dei Giudei, subito il re Erode e l’intera Gerusalemme furono sconvolti dalla devota fede dei Magi; sono convocati i principi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si chiede loro dove dovesse nascere il Cristo. Risposero: A Betlemme di Giuda, secondo l’annuncio del profeta. Così, infatti, sta scritto: E tu, Betlemme di Giuda, non sei il più piccolo tra i capoluoghi di Giuda: da te infatti uscirà un capo che governerà il mio popolo, Israele. Ma Erode e gli abitanti di Gerusalemme, pur non ignorando Cristo nostro Signore, ma sapendo di lui, lo disprezzarono. Infatti, e s’informano della testimonianza del profeta e apprendono che Cristo doveva nascere a Betlemme. Ma questa località di Betlemme, dove nacque il Signore, aveva ricevuto un nome dal significato profetico. Betlemme, infatti, dall’ebraico si traduce in latino come «casa del pane», perché lì doveva nascere il Figlio di Dio che è il pane della vita, secondo quello che egli stesso dice nel Vangelo: Io sono il pane vivo disceso dal cielo (Gv 6, 41).
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