Battesimo del Signore
Monastero di Nea Moní, Grecia

Battesimo del Signore

PRIMA LETTURA
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.
Is 55,1-11

SALMO RESPONSORIALE
Da Is 12

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R./
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R./
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. R./

SECONDA LETTURA
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.
1Gv 5,1-9

CANTO AL VANGELO
(Gv 1,29)

VANGELO
Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.
Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La predicazione di Giovanni Battista ravviva
nel popolo di Dio la speranza della salvezza.
Egli infatti prepara la strada al Cristo
di Dio che ha potere di vincere il maligno
e di liberare l’uomo dal suo dominio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 16
Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo! (v. 33)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 12, 22-3 2
Come potrebbe un o penetrare nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? (v. 29a)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 1-25
[Giovanni Battista] ricondurrà molti figli d’ Israele al Signore loro Dio. (v. 16)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-7 9
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. (v. 76)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 1-22
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati. (v. 12)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 13, 16-3 3
Dalla discendenza di lui [Davide], secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele. (vv. 23-24)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 7
Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! (vv. 24-25a)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 12, 12-22
Hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza perché tu concedi dopo il peccato la possibilità di pentirsi. (v. 19b)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù. (vv. 1-2a)

COMMENTO PATRISTICO

BEDA IL VENERABILE
Dall’Esposizione sul vangelo di Marco, I

Per un triplice motivo il Salvatore ricevette il battesimo da Giovanni: il primo è perché, essendo nato uomo, adempisse ogni giustizia e umiltà secondo la legge, il secondo è per approvare, facendosi battezzare egli stesso, il battesimo di Giovanni, il terzo è perché, santificando l’acqua del Giordano, per mezzo della discesa della colomba mostrasse la venuta dello Spirito Santo nel lavacro dei credenti.

E subito, risalendo, vide i cieli aperti. Nel battesimo del Signore è mostrato il mistero della Trinità. Il Signore è battezzato, lo Spirito discende in forma di colomba e si ode la voce del Padre che rende testimonianza al Figlio. Inoltre si aprono i cieli, non per una divisione degli elementi, ma agli occhi spirituali, ai quali anche Ezechiele ricorda all’inizio del suo libro che [i cieli] si aprirono. La colomba poi si ferma sul capo di Gesù perché nessuno credesse che la voce del Padre fosse rivolta a Giovanni, invece che al Signore. Opportunamente è detto: E lo Spirito come una colomba che discende e, aggiunge, che rimane in lui. Questa infatti è la grazia particolare propria del Mediatore fra Dio e gli uomini, per cui lo Spirito Santo, avendolo riempito una volta, mai lo abbandonò e rimase sempre in lui. Infatti ai suoi fedeli, la grazia dello Spirito Santo per compiere atti mirabili di potenza e miracoli a volte è concessa, a volte è tolta. Tuttavia, mai manca la grazia dello Spirito Santo a coloro che la custodiscono per operare la pietà e la giustizia, per amare Dio e il prossimo. Per cui riguardo allo Spirito è promesso dalla parola del Signore: Voi lo conoscerete perché rimarrà presso di voi e sarà in voi (Gv 14). In verità, lo Spirito rimane sempre nel Signore in modo del tutto speciale, non come è nei suoi eletti, secondo la misura della fede, ma come dice Giovanni: Abbiamo visto la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1). Infatti lo Spirito rimane in lui non soltanto dal tempo in cui è stato battezzato nel Giordano, ma piuttosto da quello in cui fu concepito nell’utero della Vergine. Il fatto che fu visto discendere lo Spirito al battesimo è come segno della grazia spirituale concessa nel battesimo a noi, ai quali, una volta rigenerati da acqua e Spirito per la remissione dei peccati, oltre a ciò suole essere data, per mezzo dell’imposizione della mano del vescovo, la grazia celeste dello Spirito. Come infatti dopo il battesimo egli vide i cieli aperti, avviene certamente anche a noi che, per grazia, per mezzo del lavacro dell’onda rigeneratrice, si apre la porta del regno celeste, una volta chiusa a tutto il genere umano per il peccato dei progenitori, scacciati dal paradiso, e protetta dai cherubini dalla spada di fuoco.

Questa fiamma infatti è spenta per ciascuno dei credenti, quando è toccato dalle acque della vita. E riconciliato con gli spiriti angelici, quando ritorna in pace con il suo Creatore, al punto che, ricevuti i sacramenti della fede, se avrà custodito puro il cuore e il corpo, sciolto dalla carne, subito potrà entrare nel regno dei cieli. In quale altro modo allora si sarebbero potuti aprire i cieli al Signore il quale, essendo divenuto uomo e abitando con noi in terra, conteneva ugualmente con la sua divina potenza il cielo e la terra? Ma anche ciò che la voce del Padre dal cielo ha reso noto: Tu sei il mio Figlio diletto, in te mi sono compiaciuto, non è insegnato al Figlio, come se non lo sapesse, ma è mostrato a noi che dobbiamo credere che proprio lui che viene per essere battezzato con gli altri dall’uomo Giovanni, è il vero Figlio di Dio, Signore non solo di Giovanni, ma di tutto il mondo e perciò veramente capace di battezzare in Spirito Santo. La medesima voce ci ha insegnato che per mezzo dell’acqua della purificazione e lo Spirito di santificazione anche noi possiamo essere fatti figli di Dio: A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di essere fatti figli di Dio (Gv 1). Convenientemente poi lo Spirito Santo è disceso in forma di colomba, perché è un animale molto semplice e privo del fiele della malizia e così in modo figurato ci suggerisce che cerca i cuori semplici, e non si degna di abitare nelle menti impure, quale fu quel famoso Simone a cui diceva Pietro: Non ce parte né sorte per te in questo discorso; ti vedo infatti in fiele d’amarezza e nel laccio dell’iniquità (At  8).

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