I pastori si avviarono in fretta
e trovarono Maria e Giuseppe,
e il Bambino deposto nella mangiatoia. (Lc 2,16)
PRIMA LETTURA
Uno nato da te sarà tuo erede.
SALMO RESPONSORIALE
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie. R/.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. R/.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. R/.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R/.
SECONDA LETTURA
La fede di Abramo, di Sara e di Isacco.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, (Maria e Giuseppe) portarono il bambino (Gesù) a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
PREGHIERA DEI FEDELI
Lo invochiamo dicendo: Ascolta la tua famiglia, o Signore!
1. Per le Chiese cristiane, che mostrano ancora oggi le ferite prodotte dalle divisioni: dona il tuo spirito di riconciliazione, perché ogni Chiesa goda delle ricchezze altrui, preghiamo.
2. Per ogni bambino che nasce: perché sia accolto come dono da custodire con rispetto, gratitudine e con un costante impegno educativo, preghiamo.
3. Per tutti i giovani: nel difficile momento delle scelte possano sempre contare sull'aiuto di genitori ed educatori, per comprendere al meglio la propria chiamata, preghiamo.
4. Per le coppie che non possono avere il dono dei figli: il loro amore possa aprirsi a chi nel mondo attende affetto e accoglienza, preghiamo.
5. Per chi non ha famiglia o fugge da esperienze negative: possa contare sull'aiuto di persone oneste e SU comunità cristiane accoglienti e cariche di affetto, preghiamo.
O Dio, nostro Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio fosse accolto in una famiglia. Dona a ogni bambino che nasce di conoscere l'affetto e la tenerezza dei genitori, e dona alla tua Chiesa di cercare sempre la tua volontà, come ha fatto la famiglia di Nazareth. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO PATRISTICO
ELREDO DI RIEVAULX
Sull’Hypapante
Simeone prese il bambino tra le braccia
“Mosso dallo Spirito, Simeone si recò al tempio”. Anche tu, se hai veramente cercato Gesù dappertutto, cioè se – come la Sposa del Cantico dei cantici (Ct 3, 1-3) – l’hai cercato sul tuo letto, lungo la notte, leggendo, pregando o meditando, se l’hai cercato anche nella città, interrogando i tuoi fratelli, parlando di lui, scambiando parole su di lui, se l’hai cercato per le strade e per le piazze approfittando delle parole e degli esempi degli altri, se l’hai cercato presso le guardie che fanno la ronda, cioè ascoltando coloro che sono giunti alla perfezione, ti recherai allora al tempio, “mosso dallo Spirito”. Questo è certo il luogo più adeguato per l’incontro del Verbo con l’anima: lo si cerca dappertutto, lo si incontra nel tempio… “Trovai l’amato del mio cuore” (Ct 3,4). Cerca dunque dappertutto, cerca in tutto, cerca presso tutti, passa e oltrepassa tutto per entrare infine nel luogo della tenda, fino alla dimora di Dio, e allora lo troverai.
“Mosso dallo Spirito, Simeone si recò al tempio”. Mentre dunque i suoi genitori vi portarono il Bambino Gesù, anche lui lo ricevette nelle sue mani: tale è l’amore che gusta con il consenso, che si lega con l’abbraccio, che assapora con l’affetto. Oh, fratelli, al punto di far tacere ogni parola… Qui, nulla è più desiderabile del silenzio: questi sono i segreti dello Sposo e della Sposa… l’estraneo non può parteciparvi. “A me il mio segreto! A me il mio segreto” (Is 24,16 Volg). Dov’è per te il tuo segreto, Sposa che sola hai sperimentato quanta dolcezza si prova quando, in un abbraccio spirituale, lo spirito creato e lo Spirito increato vanno incontro l’uno dell’altro e si uniscono l’uno con l’altro, a tale punto che sono due in una cosa , anzi in una cosa sola: colui che giustifica e colui che viene giustificato, colui che santifica e colui che viene santificato, colui che divinizza e colui che viene divinizzato?…
Potessimo anche noi meritare di dire ciò che segue: “Lo strinsi fortemente e non lo lascerò” (Ct 3,4). Questo è quanto ha meritato il santo Simeone che ha detto: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace”. Ha voluto che lo si lasciasse andare, liberato dai legami della carne, per stringere più fortemente con l’abbraccio del suo cuore Gesù Cristo nostro Signore, a lui la gloria e l’onore nei secoli senza fine.
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