NATALE DEL SIGNORE – Messa della notte

Colui che creò l’uomo si fece uomo: divenne
creatura perché la creatura non
andasse in perdizione.
S. Agostino, Discorso 239, 5

PRIMA LETTURA
Ci è stato dato un figlio.
Is 9,1-6
SALMO RESPONSORIALE
R/. Oggi è nato per noi il Salvatore.
Sal 95
SECONDA LETTURA
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Tt 2,11-14
CANTO AL VANGELO
(Lc 2,10-11)
VANGELO
Oggi è nato per voi il Salvatore.
Lc 2,1-14
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Secondo le parole profetiche
il Messia nasce dalla stirpe di Davide:
è il discendente promesso il cui regno sarà stabile in eterno
e che edificherà la casa in cui Dio dimorerà per sempre
che è la sua Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 40-52
Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide? (v. 42)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 1, 1-17
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 21, 1-11
La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! (v. 9)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. (vv. 32-33)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 13, 16-41
Dalla discendenza di lui [di Davide], secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. (v. 23)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 1-6
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne. (vv. 1-3)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 5, 1-14
Uno dei vegliardi mi disse: “Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”. (v. 5)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 22, 16-20
“Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino”. (v. 16)

SALMO 132 (131)
Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: “Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono!”. (v. 11)

DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 7, 1-17
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. (vv. 12-13)

COMMENTO PATRISTICO

S. CROMAZIO D’AQUILEIA
Dal Sermone 32

Di quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che si facesse il censimento di tutto l’impero. Questo è il primo censimento fatto mentre Quirinio era governatore della Siria. Or tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. Se consideriamo ogni singolo fatto secondo il senso spirituale, vi scopriamo importanti misteri. Questo primo censimento del mondo intero fu fatto quando il Signore nacque secondo la carne; infatti non sarebbe stato opportuno che questo primo censimento di tutta la terra fosse indetto in altro momento se non alla nascita di colui per il quale doveva venire censito il genere umano, né sotto un altro imperatore se non sotto colui che per primo prese il nome di Augusto, perché era veramente augusto ed eterno colui che nacque da una vergine. Quel Cesare Augusto non era che un uomo, questo è Dio; uno era imperatore della terra, l’altro imperatore del cielo; l’uno re degli uomini, l’altro re degli angeli. Persino il nome del governatore Quirinio sotto il quale ebbe luogo il censimento, è adatto al mistero celeste. Quirinio si traduce dal greco in latino con la parola «dominatore», nome che a nessuno si conviene meglio che a Cristo Signore, che domina sul corpo e sull’anima degli uomini. Egli è, come leggiamo di lui nella Scrittura, il Signore dei Signori (Ap, 17, 14) che regna non solo sulla terra ma anche nel cielo. Molte sono invero le signorie sulla terra e nel cielo, ma questo è il solo Signore che regna su tutti. Assai opportunamente dunque il censimento di tutta la terra ebbe luogo al tempo della nascita del Signore, perché per lui doveva essere censito il mondo intero in vista della salvezza.

Coloro che sono censiti da un imperatore di questa terra vengono registrati per pagare le imposte dovute e il testatico esigibile. Anche noi siamo stati censiti da Cristo, re eterno, per versare l’imposta del nostro testatico e per pagare il testatico indispensabile della nostra fede; la qual cosa fecero soprattutto i martiri, che offrirono la vita stessa per il nome di Cristo.

Dunque, al tempo in cui ebbe luogo il censimento di tutta la terra, il Signore nacque secondo la carne.

Nacque a Betlemme, e non poteva nascere certo più opportunamente che a Betlemme, perché Betlemme significa “casa del pane”. Questo luogo era già stato denominato così in modo profetico, perché colui che nacque da una vergine a Betlemme era il pane del cielo (Gv 6, 41). Se si esaltano tante città per aver dato i natali a grandissimi re, quale località è più sublime di questa in cui si è degnato di nascere il re del cielo e della terra e il Signore del mondo intero?

Quando giunsero dunque a Betlemme Giuseppe e Maria per essere censiti, come riferisce la presente lettura, Maria diede alla luce il suo figlio primogenito e, avvoltolo in fasce, la adagiò in una mangiatoia, perché non v’era posto nell’albergo. Qui pertanto ci viene presentato come primogenito colui che nacque da una vergine non solo come primogenito ma come unico figlio: primogenito del Padre, primogenito della Vergine; primogenito del Padre perché nato dal Padre prima di tutte le cose, unigenito del Padre perché è il solo Figlio nato dal Padre. Allo stesso modo è proclamato primogenito e unigenito della Vergine: primogenito in quanto il primo a nascere da una vergine, unigenito in quanto l’unico a essere nato da una vergine. Considera fino a quale umiliazione il Figlio di Dio si abbassa per noi: si adagia in una mangiatoia chi regna in cielo col Padre; si avvolge in fasce chi concede la veste della immortalità; si mostra col corpo di un bimbo chi è sublime e potente. Questi fatti della vita del Signore simboleggiano tuttavia anche reconditi significati. Egli fu avvolto in panni, perché ha preso su di sé i nostri peccati come dei panni, secondo quanto è scritto: Egli si fece carico dei nostri peccati e soffre al nostro posto (Is 53, 4). Egli fu dunque avvolto in fasce per spogliare noi dei panni dei nostri peccati; egli fu avvolto in fasce per tessere con lo Spirito Santo la preziosa tunica della sua Chiesa; egli fu certo avvolto in fasce per chiamare i diversi popoli che credono in lui. Infatti siamo venuti alla fede da differenti nazioni e cingiamo Cristo come di fasce, noi che già fummo delle fasce, ma che ormai siamo diventati la preziosa tunica di Cristo.

Che poi il Signore e Salvatore nostro sia stato adagiato in una mangiatoia, significava che egli doveva essere il nutrimento dei credenti. La mangiatoia è il posto in cui gli animali vengono insieme per prendere il cibo. Poiché anche noi siamo animali dotati di ragione, abbiamo una mangiatoia celeste presso la quale ci riuniamo. La nostra mangiatoia è l’altare di Cristo, attorno al quale ci riuniamo ogni giorno per prendervi il corpo di Cristo, alimento della nostra salvezza. … Perciò egli si trova adagiato in una mangiatoia, cioè nella Chiesa delle nazioni che ha accolto in sé il Signore e Salvatore nostro con fede totale e con piena devozione, perché egli è vero cibo per tutti i credenti e alimento spirituale per le anime.

Un angelo annunciò la nascita del Signore nella carne in primo luogo ai pastori che vegliavano sulle loro greggi. Era doveroso che i pastori per primi apprendessero la nascita del principe dei pastori. Secondo il senso spirituale, i pastori delle greggi sono i vescovi delle Chiese, che custodiscono le greggi loro affidate da Cristo perché non abbiano a soffrire le insidie dei lupi. Lo riferisce la Scrittura: In quella contrada c’era no dei pastori, che pernottavano e vegliavano di notte a guardia del loro gregge. Se dunque vegliamo sempre nella fede di Cristo e nei precetti del Signore, custodiamo come si deve le greggi affidateci da Cristo e portiamo a buon diritto il titolo di pastori della Chiesa. Se, al contrario, ci lasciamo opprimere dal sonno della negligenza e dell’infedeltà, non potremo custodire non solo le greggi affidateci ma neppure noi stessi, come accadde ai maestri dei Giudei, pastori cattivi e inutili, che mandarono in rovina sé stessi e le pecore del Signore. Ma allontani da noi il Signore tale pericolo affinché mai ci lasciamo appesantire dal sonno dall’infedeltà; ma ci conceda la sua grazia e la sua misericordia in modo che possiamo vegliare sempre nella fedeltà a lui. Infatti la nostra fedeltà può vegliare in Cristo. Vegli sempre anche la vostra devozione, perché, come l’insegnamento del vescovo sollecita il suo popolo alle opere di bene, così la devozione del popolo è un incoraggiamento per i vescovi; e ne risulta che il gregge fa la gioia del suo pastore e il pastore la gioia del suo gregge.

L’angelo disse dunque ai pastori, come avete appena udito, miei cari, nella presente lettura: Io vi do annunzio di grande gioia: oggi è nato a voi, nella città di Davide, un Salvatore, che è Cristo Signore. Grande gioia è certo per i pastori: è nato il Principe dei pastori, per custodire le sue pecore e mettere in fuga i lupi che sono i demoni. Perciò la nascita di Cristo secondo la carne fu la gioia dei pastori, la sicurezza per le greggi e mise in fuga i lupi. L’angelo disse dunque ai pastori: Io vi do annunzio di grande gioia: oggi è nato a voi, nella città di Davide, un Salvatore, che è Cristo Signore. Poteva esserci gioia più grande di quella annunciata dall’angelo ai pastori, per il fatto che il re della gloria, il Cristo e il Signore di eterna maestà aveva voluto nascere da una vergine per salvare gli uomini? Tuttavia la presente lettura ci ha manifestato che non solo i pastori ma anche gli angeli si sono rallegrati per la nascita del Signore. È detto infatti: E a un tratto si unì con l’angelo uno stuolo delle schiere celesti che esclamavano: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Era conveniente che non solo gli uomini ma anche gli angeli si rallegrassero alla nascita di un re così grande, poiché egli era il creatore degli uomini, il creatore degli angeli e il Dio onnipotente.

Poiché dunque, in questo giorno il Signore e Salvatore nostro si è degnato di nascere secondo la carne, anche noi con gli angeli esultiamo di gioia celeste e allietiamoci di spirituale letizia con la fede, con l’entusiasmo e con la santità del cuore.

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