NATALE DEL SIGNORE – Messa della notte

O natività, che tutto il creato onora per
l’illibata santità, amabile agli uomini per
la grandezza del beneficio che dona, imperscrutabile
agli Angeli per la profondità
del mistero che nasconde!
S. Bernardo di Chiaravalle, Sermone I sul Natale, 1

PRIMA LETTURA
Ci è stato dato un figlio.
Is 9,1-6

 

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 95

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. R/.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R/.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R/.
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R/.

SECONDA LETTURA
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Tt 2,11-14

 

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

CANTO AL VANGELO
(Lc 2,10-11)

VANGELO
Oggi è nato per voi il Salvatore.
Lc 2,1-14

 

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. La chiesa ha la missione di diffondere la luce del vangelo sui popoli immersi nella notte dell'ignoranza e dell'errore. Perché essa sia il riflesso di questa luce: preghiamo.
2. Quanti uomini, in cerca della verità, vagano nella notte del dubbio. Perché i cristiani siano per essi una testimonianza di fede che li aiuti a scoprire Cristo, luce e verità: preghiamo.
3. I poveri sono stati i primi ad essere invitati al presepio, forse perché più adatti a riconoscere il Dio Bambino nella sua nudità. Perché sia data anche a noi la purezza dei loro sguardi: preghiamo.
4. Gli angeli di natale cantavano la pace che doveva regnare tra gli uomini. Perché scompaiano le rivalità e gli odi, e il regno di Cristo si stabilisca sulla terra: preghiamo.
5. Perché la nostra comunità parrocchiale, fedele agli insegnamenti di Cristo e della sua chiesa, sia sempre più illuminata dalla grande luce del natale: preghiamo.

 

Signore, in questa notte di natale tu fai rifulgere lo splendore della vera luce. Apri i nostri occhi e il nostro cuore, affinché la nostra vita di uomini abbia un senso nuovo e una dimensione nuova, nello splendore di questa luce che è venuta dal cielo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

PERCORSO ESEGETICO

Secondo le parole profetiche
il Messia nasce dalla stirpe di Davide:
è il discendente promesso il cui regno sarà stabile in eterno
e che edificherà la casa in cui Dio dimorerà per sempre
che è la sua Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 40-52
Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide? (v. 42)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 1, 1-17
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 21, 1-11
La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! (v. 9)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. (vv. 32-33)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 13, 16-41
Dalla discendenza di lui [di Davide], secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. (v. 23)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 1-6
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne. (vv. 1-3)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 5, 1-14
Uno dei vegliardi mi disse: “Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”. (v. 5)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 22, 16-20
Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino”. (v. 16)

SALMO 132 (131)
Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: “Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono!” (v. 11)

DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 7, 1-17
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. (vv. 12-13)

COMMENTO PATRISTICO

SANT’ATANASIO
Logos peri tes enanthropeseos tou logou 8-9 P.G. 25, 109-112.

Il Verbo di Dio, incorporeo, incorruttibile e immateriale viene tra noi, sebbene già fin da prima non ci fosse molto lontano. Infatti, nessuna parte della creazione è mai rimasta priva della presenza di lui che, al contrario, assieme al Padre suo riempiva tutto in tutti i luoghi. Eppure viene, nella sua condiscendenza, per manifestare il suo amore per l’umanità…

Ha compassione della nostra razza, prende a pietà la nostra debolezza, si china sulla nostra rovina e non può sopportare che la morte domini su noi. Perché non vada perduta la sua creatura e non diventi vana l’opera compiuta dal Padre suo nei riguardi degli uomini, si assume un corpo e un corpo non diverso dal nostro.

Ma non vuole semplicemente esistere in un corpo in modo qualsiasi, né solamente rendersi visibile… É nella Vergine che si costituisce il tempio del suo corpo, appropriandoselo quale strumento della sua manifestazione e della sua presenza. Egli prende dunque un corpo simile al nostro e, poiché noi tutti siamo soggetti alla corruzione della morte, lo abbandona alla morte al posto di noi tutti e, nel suo amore per l’umanità, lo offre al Padre. Così, poiché tutti muoiono in Lui (cfr. Rom. 6, 8), la legge che assoggetta gli uomini alla distruzione viene ad essere abrogata, dato che essa ha esercitato ogni suo potere sul corpo del Signore e non può più essere applicata agli uomini suoi simili. Egli riconduce dunque all’incorruttibilità gli uomini caduti nella corruzione e li richiama dalla morte alla vita.

Appropriandosi un corpo e facendo loro dono della risurrezione, distrugge in essi la morte come la paglia si dissolve nel fuoco… Prende per sé un corpo mortale perché, divenuto partecipe della supremazia del Verbo, esso possa esaurire la morte al posto di tutti. Grazie all’inabitazione del Verbo, tale corpo rimarrà incorruttibile e porrà quindi fine alla corruttibilità donando a tutti la risurrezione.

Così, offrendo alla morte, quale vittima e sacrificio immacolato, questo corpo che si è assunto, fa scomparire la morte in tutti i suoi simili, offrendo se stesso in sostituzione. Infatti, il Verbo di Dio, che è superiore a tutti, offrendo il tempio del suo Corpo per la vita di tutti, può a buon diritto soddisfare ogni debito con la sua morte. Allo stesso modo, egli, l’immortale Figlio di Dio, unito a tutti gli uomini per la sua somiglianza con essi, può a buon diritto rivestir li tutti di immortalità con la promessa della risurrezione. Per questo, la corruzione della morte non ha più potere sugli uomini, grazie al Verbo che abita in loro nel mistero di un unico corpo.

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