Domenica di Pentecoste – B

Quando l’Altissimo discese e divise le
lingue disperdette le nazioni; quando invece
distribuì le lingue di fuoco chiamò
tutti all’unità. Perciò con una sola voce
glorifichiamo lo Spirito Santissimo.
Romano il Melode, Inno 54

PRIMA LETTURA
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
At 2,1-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 103

SECONDA LETTURA
Il frutto dello Spirito.
Gal 5,16-25

SEQUENZA
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CANTO AL VANGELO
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VANGELO
Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera.
Gv 15,26-27; 16,12-15

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il Signore risorto
si fa presente in mezzo a coloro
che sono raccolti insieme nel suo nome
e perseverano unanimi nella preghiera.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. (v. 9)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 19-20
Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. (v. 20)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (v. 20b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 13-53
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. (v. 36)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 1,12-14
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. (v. 14)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 15, 4-7
Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù. (v. 5)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 6, 16
Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. (v. 16b)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-11
Rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. (v. 2)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 8-17
E finalmente siate tutti concordi … poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione. (vv. 8a. 9b)

SALMO 133 (132)
Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre. (v. 3b)

COMMENTO PATRISTICO

S. AMBROGIO
Dal Commento al Salmo 118, X, 16-17

Se tu riesci a comprendere l’immagine, vedrai anche che cosa sia l’essere ad immagine. Infatti l’uomo non è l’immagine di Dio, ma è stato creato a somiglianza.

Un altro è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di tutte le creature, per mezzo del quale ogni cosa è stata creata (Col 1, 15.16): quello non è ad immagine, ma l’immagine. Tu invece non sei la immagine, ma ad immagine. Dunque, nella tua essenza dell’immagine e della somiglianza di Dio possiedi una scintilla, la quale è simile all’immagine divina.

Per questo l’Immagine viene presso colui che è ad immagine, e l’Immagine viene in cerca di colui che è a sua somiglianza, per ridargli l’impronta primitiva, per renderselo di nuovo simile, perché tu hai perso ciò che avevi ricevuto. Infatti Dio aveva soffiato su di te, perché tu, in forza del dono del soffio del suo Spirito, ricevessi quella grazia che la tua colpa ti ha successivamente tolto. Eri stato creato come anima viva: senti bene qual è l’espressione: non carne, ma anima viva (Gen 2, 7).

Ma siccome l’uomo peccatore non aveva saputo conservare quel sigillo in lui impresso e, in balia della colpa, non possedeva più i pensieri di Dio, bensì quelli degli uomini, allora è venuto il Signore nostro Gesù Cristo, come hai letto nel Vangelo. E, risorto dai morti, quando si recò a trovare i suoi discepoli che stavano rinchiusi, entrò a porte chiuse e disse: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi. E, detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo!

Riesci a capire dunque quali mani abbiano creato l’uomo o quale uomo esse abbiano creato? Proprio quello di cui noi ci siamo rivestiti secondo Cristo, spogliandoci dell’uomo vecchio con tutte le sue azioni, e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo che è rinnovato in vista del riconoscimento, secondo l’immagine di colui che l’ha creato: una condizione in cui non si dà più né servo né libero, ma in cui Cristo è tutto in tutti (Col 3, 9-11). Dunque, noi ci siamo rivestiti di Cristo, come è detto anche in un altro passo: Vi siete rivestiti di Cristo (Gal 3, 27).

Abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, che non solo rimette i nostri peccati, ma che consente a noi – suoi sacerdoti – di rimettere i peccati degli altri. Perciò il profeta esclama: Tu mi hai modellato e hai posto sopra di me la tua mano (Sal 138, 5). L’ha modellato col fango, l’ha posta con la grazia dello Spirito. La maggior parte degli interpreti però intende come se fosse il Salvatore che parla in questo Salmo, a suo nome.

Ma – senti! – mano del Signore è chiamato anche lo Spirito. Giobbe grida: Lo Spirito divino che mi ha creato (Gb 33, 4). Queste dunque sono le mani che hanno disposto l’uomo: Cristo e lo Spirito. Dunque, il Signore Gesù è artefice anche del nostro corpo.

Egli dapprima ha creato l’uomo ad immagine, poi l’ha plasmato col fango ed ha voluto conservare l’opera da Lui creata; ha voluto salvare l’opera da Lui plasmata, per dare salute a tutto l’uomo. Così Egli nel Vangelo ha detto: Vi arrabbiate con me perché ho dato la salute a tutto l’uomo in giorno di sabato? (Gv 7, 23)

È questa una dottrina che la Chiesa insegna in modo particolare: non solo l’anima, ma anche la nostra carne è salvata. L’anima per mezzo della conoscenza di Dio, la carne per mezzo della risurrezione: la prima verità ce l’ha insegnata con l’autorità della Parola di Dio, la seconda con l’esempio della sua risurrezione.

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