Il Signore, risorgendo, concesse a tutti di
risorgere e, dal profondo salendo verso
più alte regioni, nel suo corpo sollevò
anche noi da una condizione più bassa a
un più elevato soggiorno.
S. Massimo di Torino, Sermone 54, 1
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
At 10,34a.37-43 SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Col 3,1-4 SEQUENZA
Leggi CANTO AL VANGELO
(1Cor 5,7-8) VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
Gv 20,1-9 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
A constatare che il sepolcro di Gesù è vuoto
sono chiamati Pietro e Giovanni,
in quanto Dio ha scelto gli apostoli
perché siano per tutto il popolo
testimoni e annunciatori della Resurrezione del Cristo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 19-31
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. (vv. 20-21)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 36-53
Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. (vv. 46-48)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 1, 1-5
Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. (v. 3)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 1-12
Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: … la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. (vv. 8a. 10)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 5, 17-33
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso appendendolo alla croce”. (vv. 29-30)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 1, 1-4
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. (v. 3a)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 15, 1-11
Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. (vv. 3-5)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 1-9
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva. (v. 3)
SALMO 19 (18)
Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola. (v. 5)
SALMO 96 (95)
Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. (vv. 2-3)
COMMENTO PATRISTICO
S. BONAVENTURA DA BAGNOREGIO
Dai Sermoni domenicali, 21, 2-6. 6
Oggi è spuntato per noi il giorno festivo di esultanza e di letizia, è arrivato il gaudio pasquale di immensa giocondità per il fatto che siamo invitati alle nozze dell’Agnello risorto e della sua Sposa la madre Chiesa.
Perciò, o carissimi, godiamo nell’animo, esultiamo nel presagio, diamo gloria a Dio nella parola, affinché per Cristo nostro Redentore e per la sua Sposa la nostra lode sia lieta e dignitosa. Godiamo, dico, per l’aumento della nostra letizia, esultiamo per il frutto della nostra fiducia, diamo gloria a Dio per la crescita della nostra vittoria, e diciamo a Cristo trionfatore con la gioia del nostro cuore: Tu speranza del nostro combattimento, tu gloria del nostro genere umano, perché hai vinto tutti i nemici. Nella nascita infatti recò la partecipazione della natura, nella Passione il beneficio della grazia, ma nella risurrezione il completamento della gloria. Il profeta Davide, desiderando che questo gaudio pasquale e infinito beneficio della gloria avvenissero ai suoi giorni, esclamava con ardentissimi sospiri: Sorgi, Signore, salvami, (Sal 3, 7) nella quale espressione in verità in giustissimo ordine si notano tre cose, e cioè: la sentita invocazione della risurrezione del Signore, la perfetta liberazione dell’uomo prigioniero e la giusta distruzione del dominio diabolico. Oggi infatti il Signore nostro Gesù Cristo per virtù propria è risorto, ha liberato l’uomo dal dominio diabolico e ha sommerso il diavolo con il suo esercito nel profondo del mare infernale. In primo luogo dunque si nota la sentita invocazione della risurrezione del Signore, quando dice: Sorgi, Signore, cioè dai morti; in secondo luogo la perfetta liberazione dell’uomo prigioniero, quando soggiunge: Salvami; in terzo luogo la distruzione del dominio diabolico, quando aggiunge: tu, che percuoti tutti coloro che mi perseguitano senza motivo. È detto senza motivo, perché se pure l’uomo era trattenuto in carcere giustamente, tuttavia il diavolo lo deteneva ingiustamente, perciò fu giusta la distruzione del suo potere.
Dice dunque: Sorgi, Signore, dove si nota la sentita invocazione della risurrezione del Signore. Veramente questa risurrezione doveva desiderarsi con tutte le midolla del cuore e doveva essere invocata con voci melodiose e con gola rilassata per i tre privilegi spirituali che Cristo ebbe nella sua risurrezione sopra tutti gli altri utili a noi. Il primo privilegio dunque fu il primato dell’insolita novità; il secondo privilegio fu la forza del proprio potere; il terzo privilegio fu l’esemplarità della nostra sorte necessaria, cioè della risurrezione.
In primo luogo Cristo ebbe il primato dell’insolita novità nella sua risurrezione. Nessuno infatti, pur morendo in penosa vecchiaia, è risorto dai morti incominciando una nuova vita di gioia inestimabile; perché in questo modo il Signore Gesù Cristo fu il primogenito dei morti, che vinto l’impero della morte, è stato cinto della corona d’una nuova incorruttibilità.
Chi infatti avrebbe dovuto per primo vincere la tristezza antica della morte e dare inizio alla nostra perpetua letizia, se non Colui che aveva la chiave per aprire l’accesso all’eternità? Egli, infatti, come avente autorità, poteva ordinare agli angeli: Sollevate le vostre porte, o principi, e alzatevi, o porte eterne (Sal 23, 10); infatti per mezzo del suo sangue è stata restituita la concordia universale e rimessa la sentenza del castigo.
Ora dunque, rimossa la spada fiammeggiante dalla porta del Paradiso, voglio che si apra la porta celeste perché sono il Signore degli eserciti, che con il proprio sangue, vinto il diavolo, ho conquistato il regno celeste. E perciò non in quanto Dio, ma in quanto uomo, egli è il re della gloria. E a proposito di questa novità si dice nella prima ai Corinzi: Cristo risuscitato dai morti; primizia di coloro che sono morti, poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, ecc (15, 20-22). …
In secondo luogo Cristo nella sua risurrezione mostrò la forza del proprio potere. Infatti non ebbe bisogno dell’aiuto di una devota preghiera né del soccorso del servizio angelico, benché abbia fatto uso dell’ossequio della milizia celeste. Di ciò è detto nel Salmo: Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io ora sorgerò, dice il Signore (11, 6). Poveri e miseri erano i santi padri posti nel limbo quasi in uno squallidissimo carcere, non avendo mezzi con i quali redimersi; e perciò assai miseri e gementi anelavano con intensi desideri che si accelerasse quel beneficio della risurrezione; esaudendo i loro voti, il Signore dice: Ora sorgerò. Parla in prima persona come chi ha potere di deporre la propria vita nella Passione e di riprenderla nella risurrezione. …
In terzo luogo si deve desiderare questa risurrezione che è modello della nostra risurrezione, ossia della nostra sorte. Cristo, capo e modello della nostra risurrezione è risorto a questo scopo, per rendere certi noi, sue membra, della nostra risurrezione; altrimenti sarebbe una cosa mostruosa, se risorgesse il capo senza le membra.
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