DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE

Il Signore, risorgendo, concesse a tutti di
risorgere e, dal profondo salendo verso
più alte regioni, nel suo corpo sollevò
anche noi da una condizione più bassa a
un più elevato soggiorno.
S. Massimo di Torino, Sermone 54, 1

PRIMA LETTURA
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
At 10,34a.37-43

E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

SALMO RESPONSORIALE
Sal 117

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R/.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R/.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R/.

SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Col 3,1-4

Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

SEQUENZA
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Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

CANTO AL VANGELO
(1Cor 5,7-8)

VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
Gv 20,1-9

 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

PREGHIERA DEI FEDELI
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Cristo nostra speranza è risorto: in lui trova compimento ogni nostra speranza di vita realizzata. Ecco perché, o Padre, ti rivolgiamo le nostre suppliche, che noi sperimentiamo come necessità, nel nome di Cristo, nostro Signore.

PERCORSO ESEGETICO

Prima testimone della Risurrezione è Maria Maddalena
perché il Signore si rivela a chi più intensamente lo ama
e utilizza come strumenti privilegiati per il suo regno
le creature semplici e disprezzate.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 11-18
Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. (v. 15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cie lo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. (vv. 25-26)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 10-31
Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (vv. 27-29)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3
Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo. (v. 8)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 3, 14-22
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! (v. 15)

SALMO 62 (61)
Solo in Dio riposa l’anima mia. (v. 2a)

SALMO 63 (62)
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. (v. 1)

SALMO 42 (41)
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. (vv. 2-3a)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 3
Trovai l’amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò. (v. 4b)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 229/D, 2

Sempre certamente, o fratelli, dovete tener presente che Cristo è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione (Rm 4, 25). Ma soprattutto in questi giorni in cui, commossi da tanta grazia, non vogliamo che quel che avvenuto una volta per tutte sia dimenticato, e per questo ne celebriamo l’anniversario, informati dalla fede, confermati dalla speranza, infiammati dalla carità, partecipiamo con solennità alle celebrazioni temporali, desideriamo incessantemente quelle eterne.

Se Dio infatti non ha risparmiato il suo proprio Figlio (Rm 8, 23), ma lo ha dato per tutti noi, come non ci darà ogni cosa insieme con lui? Cristo ha patito, moriamo al peccato; Cristo è risuscitato, viviamo per Iddio. Cristo è passato da questo mondo al Padre; non qui si attacchi il nostro cuore, ma lo segua nelle cose di lassù. Il capo nostro fu appeso sul legno; crocifiggiamo la concupiscenza della carne.

Giacque nel sepolcro; sepolti con lui dimentichiamo le cose passate. Siede in cielo; trasferiamo i nostri desideri alle cose supreme. Dovrà venire come giudice: non ci lasciamo aggiogare con gli infedeli.

Egli risusciterà anche i corpi dei morti; al corpo destinato a mutare procuriamo meriti mutando mentalità.

Porrà i cattivi alla sua sinistra e i buoni alla sua destra; con le buone opere procuriamoci il buon posto. Il suo regno non avrà fine; non abbiamo paura per la fine di questa vita. Tutta la scienza della nostra pace è sopra di lui, per le cui piaghe siamo stati guariti (Is 53, 5).

Perciò, o carissimi, la meditazione ininterrotta di tutte queste cose sia per noi come una celebrazione quotidiana della Pasqua. E questi giorni non dobbiamo ritenerli così importanti da mettere in second’ordine il memoriale della passione e risurrezione del Signore, quando invece il suo corpo e il suo sangue sono per noi il cibo quotidiano. Però è certo che questa festività commemora con più chiarezza, eccita con più ardore, rinnova con più gioia, in quanto nel giro annuale del tempo ricostruisce il ricordo dell’avvenimento come se fosse ora davanti agli occhi. Celebrate dunque questa festa che passa, e pensate al regno futuro che rimarrà per sempre. Perché se tanto ci esaltano questi giorni che se ne vanno nei quali con devota solennità ricordiamo la passione e la risurrezione di Cristo, come ci renderà beati quello eterno in cui vedremo lui e rimarremo con lui, del quale il solo desiderio e la speranza ci rendono fin da adesso beati? Quanta esultanza darà egli alla sua Chiesa alla quale, rigenerata per mezzo di Cristo, toglie, per così dire, il prepuzio della sua natura carnale, che è l’obbrobrio della sua nascita?

Perciò sta scritto: Anche a voi, che eravate morti nei vostri peccati e nel prepuzio della vostra carne, Dio ha dato la vita insieme a lui, perdonandoci tutti i peccati (Col 2, 13). Come infatti tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo (1 Cor 15, 22).

Così nel battesimo di Cristo viene manifestato quel che era celato nell’ombra dell’antica circoncisione.

Difatti anche questo, il togliere cioè il velo dell’umana ignoranza, è frutto della medesima circoncisione, che non fu fatta da mano di uomo. È scritto: Quando ti convertirai a Cristo, il velo sarà tolto (2 Cor 3, 16).

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