Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore

Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore

La risurrezione di Cristo è vita per i morti,
perdono per i peccatori, gloria per i santi.
S. Massimo di Torino, Sermone 53, 1

PRIMA LETTURA
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
At 10,34.37-43

SALMO RESPONSORIALE
Sal 117

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R/.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R/.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R/.

SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Col 3,1-4

SEQUENZA
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Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

 

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

 

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

CANTO AL VANGELO
(1Cor 5,7-8)

VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
Gv 20,1-9

 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il giorno della Resurrezione
segna l’ingresso nel sabato eterno,
cioè nella pace della benedizione divina
di cui il Padre vuole riempire ogni creatura
per mezzo del Cristo suo Figlio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 15-31
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 13, 10-17
Questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato? (v. 16)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 1-11
Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. (v. 1)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI, CAP. 3
Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi. (v. 16)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 4, 1-13
È dunque riservato ancora un riposo sabbatico per il popolo di Dio … Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo. (vv. 9. 11a)

SALMO 67 (66)
Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra. (vv. 7b-8)

SALMO 118 (117)
Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. (v. 24)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 58
Se chiamerai il sabato delizia e venerando il giorno sacro al Signore … allora troverai la delizia nel Signore. (vv. 13b. 14a)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 27, 1-29
Ecco l’odore del mio figlio come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto … Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto! (vv 27b. 29b)

DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP 20, 1-21
In sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. (v. 11)

COMMENTO PATRISTICO

GREGORIO DI NAZIANZO
Dal Discorso sulla Pasqua, I, 1. 3-5

Giorno di risurrezione, felice inizio! Celebriamo felici questa festa e diamoci il bacio di pace. Invitiamo, o fratelli, a fare pasqua anche quelli che ci odiano e non solamente gli amici che ci hanno reso dei favori o hanno sofferto con noi. Perdoniamo tutto in onore della risurrezione; dimentichiamo i torti reciproci. …

Ieri si immolava l’agnello, si ungevano con il suo sangue gli stipiti delle porte; l’Egitto piangeva i suoi primogeniti. Lo sterminatore non si fermò davanti a noi; il segno gli incuteva rispetto e terrore e un sangue prezioso ci proteggeva. Oggi siamo sfuggiti veramente all’Egitto, al faraone, al crudele tiranno e ai suoi spietati governanti. Non siamo più condannati al mortaio e al mattone; nessuno ci impedisce di celebrare in onore del Signore, nostro Dio, il giorno in cui siamo usciti dall’Egitto e di celebrarlo non con il vecchio lievito della malizia e dell’ingiustizia, ma con azzimi di purezza e di verità (1 Cor 5, 8) senza portare con noi l’empio frumento dell’Egitto.

Cosa dobbiamo offrire a Dio?

Ieri ero crocifisso con Cristo; oggi sono glorificato con lui. Ieri morivo con Cristo; oggi rivivo con lui. Ieri ero sepolto con Cristo; oggi risorgo con lui dalla tomba. Portiamo le nostre primizie a Colui che per noi ha sofferto ed è risuscitato. Non mi riferisco né all’oro né all’argento o stoffe o pietre preziose, poveri beni della terra! Si trovano quasi sempre nelle mani di uomini scellerati e schiavi delle ricchezze terrene e del principe di questo mondo.

Offriamo, invece, le nostre stesse persone: sono doni preziosi agli occhi di Dio e vicini a lui. Rendiamo alla sua immagine ciò che più le rassomiglia. Riconosciamo la nostra grandezza, onoriamo il nostro modello, comprendiamo la forza di questo mistero e i motivi della morte di Cristo.

Siamo come il Cristo, perché il Cristo è stato come noi. Siamo degli déi per lui, poiché si è fatto uomo per noi. Ha preso il peggio per donarci il meglio; si è fatto povero per arricchirci della sua povertà; ha preso la condizione di schiavo, per procurarci la libertà; si è abbassato per esaltarci; è stato tentato per vederci trionfare; si è fatto disprezzare per coprirci di gloria. È morto per salvarci. È salito al cielo per attirare a sé noi, caduti nel peccato.

Doniamo tutto, offriamo tutto a colui che si è donato come premio, come prezzo di riscatto. Il dono più grande che ognuno può fare, sarà di offrire se stesso assieme a una profonda comprensione di questi misteri, per cui siamo divenuti per lui quello che lui è divenuto per noi.

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