Con i fanciulli, ci gettiamo ai tuoi piedi:
pietà di noi, oppressi; consenti a subire
la croce e lacera tu la sentenza di morte,
tu che sei venuto per richiamare Adamo.
Romano il Melode, Inno 31, 10
PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso. (Terzo canto del Servo del Signore)
SALMO RESPONSORIALE
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!». R/.
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. R/.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto. R/.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele. R/.
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
La passione del Signore.
- Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
- Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
- Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
- Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
- Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
- Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
- Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
- Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Si entra nella pace di Dio (Gerusalemme)
perché si è preceduti da Gesù
che è diventato per noi pastore e via.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 1-13
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. (v. 9)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 36-14, 30
Disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (v. 6)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. (v. 24)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 7, 1-13
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! (vv. 13-14)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 67-79
Verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace. (vv. 78b-79)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 19, 41-44
Alla vista della città, [Gesù] pianse su di essa, dicendo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. (vv. 41b-42a)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 19-23
Per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. (vv. 20-22)
SALMO 23 (22)
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. (vv. 1-3)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 1-13
Colui che ha pietà di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti di acqua. (v. 10b)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 13, 17-22
Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. (v. 21)
COMMENTO PATRISTICO
ORIGENE
Dalle Omelie su Luca, 37
Abbiamo letto nel Vangelo secondo Luca in qual modo il Salvatore, avvicinandosi a Betfage e a Betania, presso il monte degli Olivi, mandò due dei suoi discepoli per sciogliere l’asinello che era legato e sul quale nessun uomo era mai salito. Tutto ciò, mi sembra, ha un senso più profondo del significato della semplice narrazione. L’asinello era legato. Dove? Di fronte a Betfage e a Betania. Betania significa “casa dell’obbedienza”; e Betfage “casa delle mascelle”, un luogo riservato ai sacerdoti, in quanto si davano le mascelle ai sacerdoti, secondo la prescrizione della legge (cfr. Dt 18, 3). Il Salvatore invia dunque i suoi discepoli là ove si trova l’obbedienza e nel luogo riservato ai sacerdoti per sciogliere l’asinello sul quale nessun uomo era mai salito.
Chi può cavalcare un asino, se non l’uomo? … Ciascuno di noi consideri come l’uomo spirituale mai ha cavalcato sul nostro asino, e nemmeno la parola di Mosè, né quella di Isaia, né quella di Geremia né quella di alcun altro profeta. Vedrà che la parola di Dio e il Verbo hanno preso a cavalcarci quando è venuto il Signore e ha comandato ai suoi discepoli di andare a sciogliere l’asinello, che prima era legato, in modo che camminasse liberamente. Così sciolto, l’asinello è condotto a Gesù il quale aveva detto, nel mandare i suoi discepoli a liberarlo: Se qualcuno vi domanderà perché voi sciogliete l’asinello, ditegli: è perché il Signore ne ha bisogno.
Questo asinello aveva certamente i suoi proprietari prima che il Signore ne avesse bisogno; ma, da quando Gesù ne è divenuto il signore, questi proprietari non esistono più; infatti nessuno può servire Dio e Mammona (Mt 6, 24). Nella servitù del male, noi siamo assoggettati a molte passioni e a molti vizi.
Ma l’asinello viene liberato, perché il Signore ne ha bisogno. Anche ora il Signore ha bisogno del suo asinello. Siete voi questo asinello. In che cosa il Figlio di Dio può avere bisogno di voi? Che cosa vi chiede? Egli ha bisogno della vostra salvezza, vuole liberarvi dai legami del peccato.
I discepoli mettono poi i loro abiti sull’asino e vi fanno sedere il Salvatore: prendono la Parola di Dio e la depongono sulle anime di coloro che l’ascoltano. Si tolgono le vesti e le distendono sulla via. Le vesti degli apostoli sono su di noi, le loro opere sono i nostri ornamenti; gli apostoli vogliono che noi camminiamo sulle loro vesti. E l’asino, liberato dai discepoli, portando Gesù, cammina veramente sulle vesti degli apostoli, in quanto segue la loro dottrina e imita la loro vita. Chi tra noi è così fortunato da portare su di sé Gesù, quel Gesù che quando era sulla montagna stava soltanto con i suoi discepoli, ma, quando cominciò a discendere, fu circondato dalla folla? Se Gesù non fosse disceso, la folla non avrebbe potuto correre verso di lui. Egli è disceso, si è seduto sull’asinello e tutta la folla, con voce unanime, cantava le lodi di Dio.
Vedendo tutto questo, i farisei dicevano al Signore: Rimproverali; ed egli rispose; Se essi taceranno, grideranno le pietre. Quando noi parliamo le pietre tacciono, quando noi stiamo zitti le pietre gridano: Infatti Dio può da queste pietre suscitare dei figli ad Abramo (Lc 3, 8).
Quand’è che taceremo? Quando la carità si sarà raffreddata in molti; quando ciò che è stato predetto dal Salvatore si compirà: pensate voi che il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà della fede sulla terra? (Lc 18, 8).
Invochiamo perciò la misericordia del Signore affinché per il nostro silenzio non siano le pietre a dover gridare, ma siamo noi al contrario a parlare e a lodare Dio nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, cui appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
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