Domenica delle Palme – A

Corriamo anche noi insieme a Colui che
si affretta verso la passione, e imitiamo
coloro che gli andarono incontro.
S. Andrea di Creta, Discorso 9

PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.
Is 50,4-7
SALMO RESPONSORIALE
Sal 21
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Fil 2,6-11
CANTO AL VANGELO
(Fil 2,8-9)
VANGELO
La passione del Signore.
Mt 26,14- 27,66
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

L’asina legata e il puledro rappresentano il popolo di Israele,
soggetto al giogo della Legge, e le genti, ancora indocili e ribelli.
Entrambi vengono sciolti dalla schiavitù del peccato
per essere condotti a Gesù ed entrare al suo servizio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-28
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. (vv. 29-30)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 15, 1-12
Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? (v. 10)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 6
Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. (v. 22)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 5, 1-26
Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. (v. 1)

SALMO 2
Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami. (v. 3)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 51, 13-30
Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l’istruzione. (v. 26a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1, 1-20
Su, venite e discutiamo dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. (vv. 19-20)

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA, CAP. 9, 9-17
Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. (v. 9)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 49, 8-12
Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell’uva il manto. (v. 11)

COMMENTO PATRISTICO

S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Omelia II, 3 passim

Il mediatore fra Dio e gli uomini l’uomo Gesù Cristo, che era disceso dal cielo in terra per patire a causa della salvezza degli uomini, avvicinandosi l’ora della passione volle avvicinarsi al luogo della passione perché fosse chiaro che soffriva, non costretto, ma di sua spontanea volontà. Volle venire su di un asino ed essere chiamato ed esaltato dalla folla come re, perché anche in questo modo ogni persona istruita poteva conoscere che lui era quel Cristo, la cui venuta era stata preannunciata dalla profezia antica.

Volle venire cinque giorni prima della Pasqua, come abbiamo appreso dal Vangelo di Giovanni, per dimostrare anche così che egli era l’agnello immacolato che avrebbe tolto i peccati del mondo. Infatti l’agnello pasquale, per il cui sacrificio il popolo d’Israele fu liberato dalla servitù d’Egitto e che veniva preso cinque giorni prima di Pasqua, cioè il decimo giorno della luna, per essere immolato il quattordicesimo giorno, prefigurava colui che, per redimerci col suo sangue, cinque giorni prima di Pasqua, cioè nel giorno odierno, accompagnato con grandissima gioia e lode dal popolo che precedeva e seguiva, venne nel tempio di Dio e ogni giorno insegnava là. Trascorsi così cinque giorni, dopo aver compiuto i riti della vecchia Pasqua e aver affidato ai discepoli i nuovi da osservare a partire da quel momento, salito sul Monte degli Ulivi fu preso dai giudei: crocifisso al mattino, ci ha redento dal do minio del diavolo lo stesso giorno in cui l’antico popolo degli ebrei col sacrificio dell’agnello aveva scosso il giogo della schiavitù d’Egitto. Perciò il Signore a guisa di agnello pasquale cinque giorni prima della passione raggiunse quel luogo per significare di essere lui quello di cui Isaia aveva predetto: Come agnello che si porta a uccidere, come pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non apriva bocca (Is 53, 7). E poco prima: Egli fu piagato per le nostre iniquità, e noi siamo stati risanati dalle sue piaghe (Is 53, 5). Ma i cuori dei capi, invidiosi di tutto ciò che egli compì secondo la volontà divina, preferirono perseguitarlo piuttosto che credere in lui e miseramente si adoperarono a dare alla morte l’autore della vita piuttosto che essere essi stessi vivificati per opera sua.

Ma noi, senza incorrere nella cecità dei perfidi, seguiamo piuttosto l’esempio di quelli che lodarono il Signore ed esaminiamo il suo cammino spirituale come conviene, con interpretazione spirituale. L’asina e l’asinello, sedendo sui quali venne a Gerusalemme, significano il cuore semplice dell’uno e dell’altro popolo, dei giudei e dei pagani, che egli domina e col suo dominio raffrena da una libertà nociva, per condurli alla contemplazione della pace suprema.

Infatti Gerusalemme significa etimologicamente “visione di pace”. Venuto al Monte degli Ulivi il Signore mandò i discepoli a prendere questi animali, perché non coi nostri meriti, ma solo con la sua grazia possiamo giungere a lui, come dice Giovanni: L’amore consiste in questo: non siamo noi che abbiamo amato Dio, ma è Dio che ha amato noi (1 Gv 4, 10). … Mandò due discepoli per portargli gli animali a significare che sarebbero stati mandati missionari ad ambedue i popoli, quello dei circoncisi e quello degli incirconcisi. …

Troverete un’asina legata e un puledro con lei; scioglieteli e conducetemeli. Gli altri evangelisti attestano che anche il puledro era legato. Infatti l’uno e l’altro popolo erano legati dalla catena dei peccati e avevano bisogno di essere liberati da Dio: uno perché non osservava la Legge che aveva ricevuto, l’altro perché non aveva ricevuto una legge da osservare.

Perciò dice bene l’apostolo che non c’è distinzione; tutti hanno peccato e hanno bisogno della gloria di Dio, giustificata gratuitamente dalla sua grazia (Rm 3, 22-24). …

E se qualcuno vi dirà qualcosa, dite che il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà presto. Qui si comanda ai missionari che se qualche avversità li ostacolerà, se qualcuno impedirà loro di liberare i peccatori dai lacci del diavolo e di condurli al Signore in forza della confessione della fede, essi non debbono desistere dal predicare, ma costantemente affermare che il Signore ha bisogno di costoro per edificare la sua Chiesa. …

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