Battesimo del Signore – A

La fiamma vibrante con cui, espulso il
primo Adamo, il cherubino custode
serrò l’ingresso del paradiso, oggi il secondo
Adamo ha mostrato come debba
essere spenta con l’acqua del lavacro che fa rinascere.
S. Beda il Venerabile, Omelia I, 12

PRIMA LETTURA
Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.
Is 42,1-4.6-7
SALMO RESPONSORIALE
R/. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.
Sal 28
SECONDA LETTURA
Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.
At 10,34-38
CANTO AL VANGELO
(Mc 9,9)
VANGELO
Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.
Mt 3,13-17
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

L’inizio della fede
implica il riconoscimento del proprio bisogno
della salvezza di Dio
e l’umile stupore davanti alla sua venuta.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Nicodemo andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”. (v. 2)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 1-20
Gesù venne da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”. (vv. 6-7)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 39-45
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? (v. 43)

SALMO 8
Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? (v. 5)

SALMO 51 (50)
Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. (vv. 13-14)

SALMO 121 (120)
Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. (vv. 1-2)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini, mancandogli la tua sapienza, sarebbe stimato un nulla. (v. 6)

DAL LIBRO DI GIUDITTA, CAP. 9, 1-14
La tua forza non sta nel numero, né sugli armati si regge il tuo regno: tu sei invece il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. (v. 11)

DAL LIBRO DI ESTER, CAP. 4, 17A-17Z
Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! (v. 17t)

DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 7, 18-29
Il re Davide andò a presentarsi al Signore e disse: “Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è mai la mia casa, perché tu mi abbia fatto arrivare fino a questo punto?”. (v. 18)

COMMENTO PATRISTICO

S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso XII

Allora Gesù dalla Galilea si reca al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. Il Signore venne a farsi battezzare insieme ai servi; egli, che è il Giudice supremo, fu giudicato con i criminali. Ma non turbatevi: nelle umiliazioni e nell’annientamento, egli fa maggiormente risplendere la sua gloria. Vi stupite al vedere che colui che si è degnato di dimorare parecchi mesi nel seno di una vergine, di uscirne rivestito della nostra natura, che ha tollerato di essere schiaffeggiato, che ha sofferto volontariamente il tormento della croce e tanti altri supplizi, abbia voluto ricevere anche il battesimo e umiliarsi dinanzi al suo servitore, confondendosi con gli altri nella folla dei peccatori? Ciò che vi deve invece sorprendere è il fatto che, essendo Dio, abbia voluto farsi uomo. Ma dopo questa prima umiliazione, tutto il resto è di logica conseguenza. Giovanni, del resto, per prepararci a questa umiliazione del Figlio di Dio, dichiara preventivamente di non essere degno di sciogliere i lacci dei suoi calzari, aggiungendo, ad esempio, che Cristo è il giudice universale che renderà a ciascuno secondo le sue opere e darà abbondantemente lo Spirito a tutti gli uomini. Giovanni così si esprime, affinché voi, vedendolo venire al battesimo, non pensiate che ci sia niente di servile in questa sua umiliazione. Ecco, il Battista, quando lo vede dinanzi a lui, esclama, per impedirgli di umiliarsi: Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni a me?…

Che fa Gesù in questa occasione? Egli si comporta con Giovanni Battista come più tardi si comporterà con Pietro. L’apostolo rifiutava di farsi lavare i piedi dal maestro; ma, non appena ascoltò le sue parole: Quello che faccio, tu adesso non l’intendi, lo capirai dopo, e le altre: …non avrai parte di me, cessò subito di opporsi e si mise nella disposizione di farsi lavare non solo i piedi, ma anche le mani e il capo.

Nello stesso modo Giovanni, non appena ode queste parole: Lascia fare per ora, poiché è conveniente che adempiamo così ogni giustizia, si sottomette immediatamente e obbedisce. Questi santi, infatti, non erano testardi, ma al contrario mostravano tanta obbedienza quanto amore, e niente avevano più a cuore che fare tutto quanto comandava il maestro.

Ma osservate come Gesù induce Giovanni a battezzarlo per le stesse ragioni per le quali Giovanni credeva di non essere in grado di farlo. Non dice Gesù: è giusto; ma dice: è conveniente. Siccome Giovanni credeva che non fosse degno di Gesù essere battezzato dal suo servitore, Gesù gli mostra, al contrario, che non c’è nulla di sconveniente in ciò. Tu esiti – egli dice, in sostanza – e ti rifiuti di battezzarmi, perché credi che sia contro la convenienza: al contrario, lascia fare, perché è conveniente. E non dice semplicemente lascia fare, ma aggiunge per ora. È insomma come se dicesse: Tutto questo non durerà a lungo; mi vedrai ben presto nelle condizioni in cui desideri vedermi; ma, per ora, lasciami ricevere il tuo battesimo. E per mostrare come ciò sia conveniente, spiega che in tal modo si compie tutta la legge; lo dice chiaramente con le parole adempiamo ogni giustizia. La giustizia, infatti, è l’adempimento dei comandamenti di Dio. Siccome noi abbiamo compiuto, dice Gesù, in altre parole, tutti i precetti di Dio e non ci resta che questo, dobbiamo compierlo oggi. Io sono venuto – egli prosegue in sostanza – per abolire la maledizione in cui l’uomo è caduto perché ha violato la legge: quindi, bisogna che io stesso dapprima adempia tutti i suoi precetti, in modo da poter abolirla dopo avervi liberato da ogni condanna. Conviene dunque che io adempia tutta la legge, poiché conviene sciogliere la maledizione che è scritta nella legge contro di voi. Per questa ragione io ho assunto la vostra carne e sono venuto in questo mondo.

Allora Giovanni lo lasciò fare. Appena battezzato Gesù risalì dall’acqua; ed ecco gli si aprirono i cieli e vide lo Spirito di Dio discendere in forma di colomba e venire sopra di lui. Molti credevano che Giovanni fosse superiore a Gesù Cristo, perché aveva trascorso la sua vita nel deserto, perché era figlio di un gran sacerdote e si vestiva così austeramente, perché chiamava tutta la gente al suo battesimo, e infine perché era nato da una donna sterile. Al contrario, sapevano che Gesù Cristo, nato da una giovane e povera donna (il suo concepimento verginale era loro del tutto sconosciuto), era cresciuto in una casa come gli altri fanciulli ed era vissuto in mezzo agli uomini; vede vano che si vestiva come tutti gli altri: lo credevano dunque inferiore Giovanni, perché non sapevano nulla dei fatti arcani e straordinari. D’altra parte il battesimo che Gesù Cristo riceveva da Giovanni non faceva altro che consolidare questa opinione.

Ritenevano quindi che Gesù dovesse essere un uomo come tutti gli altri dato che veniva al battesimo insieme a tutti, cosa che non avrebbe certo fatto – si credeva – se fosse stato superiore agli altri uomini. Giovanni dunque era considerato molto più di Gesù ed era molto più ammirato di lui. Ebbene, proprio per impedire che questa opinione si rafforzasse, subito dopo il battesimo di Gesù, i cieli si aprirono e discese lo Spirito ed insieme a lui la voce che proclamava la dignità di questo Unigenito.

Infatti così diceva questa voce: Questi è il mio diletto Figliolo in cui mi sono compiaciuto. Ed ecco, poiché questa voce poteva sembrare a molti di coloro che si trovavano laggiù riferirsi a Giovanni anziché a Cristo, dato che essa non aveva detto: colui che è stato battezzato, ma semplicemente questi è il mio diletto Figliolo, e i presenti avrebbero potuto credere che queste parole fossero rivolte a colui che battezzava piuttosto che a colui che era stato battezzato sia per la dignità stessa del Battista sia per tutte le altre suddette ragioni, ecco che lo Spirito Santo discese in forma di colomba e si fermò sul capo di Gesù, mostrando all’evidenza che proprio a Gesù si riferiva la voce e che, quindi, le parole questi è il mio diletto Figliolo erano rivolte non a colui che battezzava, ma a colui che era stato battezzato. …

Consideriamo ora il grande miracolo che si verifica subito dopo il battesimo del Salvatore, preludio di quelli che stavano per compiersi. Infatti è soltanto il cielo e non il paradiso, che si apre in quel momento: appena battezzato Gesù risalì dall’acqua; ed ecco gli si aprirono i cieli, dice l’evangelista. Perché il cielo si aprì quando Gesù fu battezzato? Visibilmente si verificò questo fatto per insegnarvi che lo stesso prodigio si verifica in modo invisibile anche al vostro battesimo: Dio vi chiama alla vostra patria celeste e vi spinge a non aver più niente in comune con la terra. Sebbene voi non possiate vedere simile prodigio, non dovete tuttavia, per questo, crederci meno fermamente. Dio infatti, all’inizio, è solito mostrare qualche visione prodigiosa e qualche segno visibile delle realtà straordinarie e spirituali per quelle anime più rozze che sono incapaci di intendere le cose dello spirito, ma che si stupiscono soltanto di fronte a ciò che stimola i loro sensi. Agisce così affinché, quando queste stesse realtà ci vengono proposte, senza essere accompagnate da analoghi miracoli, noi le accettiamo con fede. Così, anche quando lo Spirito Santo discese sugli apostoli, si udì il rumore di un forte vento e apparvero delle lingue di fuoco. Questo miracolo si verificò non tanto per gli apostoli, quanto per i giudei presenti. Ebbene, anche se oggi non avvengono gli stessi miracoli, noi crediamo ed accettiamo quelle realtà spirituali di cui i segni prodigiosi che una volta si verificarono erano le immagini e la dimostrazione visibile.

La colomba che apparve allora sulla testa di Cristo fu come un indice che mostrava ai giudei e a Giovanni Battista che Gesù era il Figlio di Dio. Ma non era soltanto per questo: insegnava anche a noi che, quando riceviamo il battesimo lo Spirito Santo discende nella nostra anima.

Ma perché – voi potreste chiedermi – lo Spirito Santo si manifesta sotto la forma di una colomba?

La ragione sta nel fatto che la colomba è dolce e pura, e lo Spirito Santo, spirito di dolcezza, ha voluto perciò apparire sotto questo aspetto. Questa colomba ci fa inoltre ricordare una vicenda che abbiamo letto nell’Antico Testamento. Quando tutta la terra fu inondata dal diluvio e tutto il genere umano corse il rischio di perire, la colomba apparve per annunziare la fine del cataclisma e, portando un ramo d’olivo nel becco, recò la buona novella del ritorno della tranquillità su tutta la terra. Orbene, questa antica comparsa della colomba era una prefigurazione dell’avvenire. La condizione dell’uomo era allora ben peggiore di quanto sia oggi e la punizione che gli uomini si erano meritata era molto più terribile.

Per non disperarvi, ricordatevi quest’antica vicenda: a una situazione così disperata fecero seguito la liberazione e la correzione degli errori.

Quanto allora si compì con un diluvio di acqua, si compie oggi con una grazia e un dono ineffabile. La colomba non porta più oggi agli uomini un rametto d’olivo, ma mostra colui che dovrà liberarli da tutti i mali e ci fa intravedere grandi speranze. Essa non fa uscire dall’arca un uomo solo, destinato a ripopolare la terra, ma, quando appare, attira tutta la terra al cielo e, al posto del ramo di ulivo, reca a tutti gli uomini l’adozione a figli di Dio.

Riconoscete, dunque, la grandezza di questo dono.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf R_BATTESIMO_A_2023166 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online