3.a Domenica di Avvento – C – Gaudete

Bisogna sottolineare quanto sia grande il
valore delle opere di misericordia, se
queste sono le prime comandate per produrre
frutti degni di penitenza.
Gregorio Magno, Omelia 20, 11

PRIMA LETTURA
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
Sof 3,14-18

 

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

SALMO RESPONSORIALE
Is 12

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R/.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R/.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. R/.

SECONDA LETTURA
Il Signore è vicino!
Fil 4,4-7

 

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

CANTO AL VANGELO
(Is 61,1)

VANGELO
E noi che cosa dobbiamo fare?
Lc 3,10-18

 

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

 

Rinnoviamo la nostra speranza pregando: Vieni Signore Gesù.

 

1. Perché la Chiesa nei momenti difficili della sua storia e nelle persecuzioni per causa del Vangelo si abbandoni con fiducia alla potenza e la fedeltà di Dio. Preghiamo.
2. Perché la nostra comunità continui a testimoniare con perseveranza la buona notizia della salvezza. Preghiamo.
3. Signore, custodisci i nostri pensieri e i nostri cuori nella tua pace. Rendici tenaci costruttori di percorsi di riconciliazione per chi incontriamo sul nostro cammino. Preghiamo.
4. Perché coloro che sono oppressi dalla sofferenza e tentati dalla disperazione siano toccati dal tuo annuncio di salvezza, e trovino in noi la sollecitudine capace di restituire speranza. Preghiamo.

 

Signore ascolta la nostra preghiera. Fa’ che ci disponiamo ad accogliere nella letizia e con fede sincera il Tuo Figlio che viene a salvare tutti gli uomini. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

PERCORSO ESEGETICO

L’obbedienza della fede è il frutto buono
che Dio viene a cercare nel suo popolo,
che egli ha scelto e coltivato con amore paziente.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 26-40
Gesù rispose: “Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato”. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Io sono la vite, voi i tralci: chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto. (v. 5a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 16-24
Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. (v. 21)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 21, 18-45
C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. (vv. 33-34)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 13, 34-35
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! (v. 34)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 1-8
Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? (v. 8b)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 2, 1-11
O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? (v. 4)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 1-10
Il Signore non ritarda nell’adempire la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. (v. 9)

SALMO 50 (49)
Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele: Io sono Dio, il tuo Dio. Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. (vv. 7-8)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 5, 1-7
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi. (v. 7)

COMMENTO PATRISTICO

S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca I; 3, 16-17

Io vi battezzo con acqua, ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Era usanza presso gli antichi che se uno non voleva prendere in moglie colei che gli spettava, quello che diveniva sposo al suo posto per diritto di parentela gli sciogliesse il sandalo. Che cosa fu dunque il Cristo tra gli uomini se non lo Sposo della santa Chiesa? Anche Giovanni parla di ciò, dicendo chi ha la sposa è lo Sposo (Gv 3).

Ma poiché gli uomini pensavano che Giovanni fosse il Cristo, cosa che il medesimo Giovanni nega, giustamente si denuncia come indegno di sciogliere il legaccio del suo sandalo.

È come se dicesse apertamente: Io non posso scoprire i piedi del Redentore, poiché io non usurpo immeritatamente per me il nome di sposo. …

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ciò avviene sia con la purificazione della santificazione, sia con la prova della tribolazione. Lo Spirito Santo può comprendersi significato anche col nome di “fuoco” poiché per mezzo dell’amore incendia e per mezzo della sapienza illumina i cuori che riempie. Perciò quelli ai quali fu detto: Giovanni vi battezzò con l’acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo (At 1), ricevono il medesimo battesimo nello Spirito in forma di fuoco.

Ci sono alcuni che spiegano così: nel tempo presente sono battezzati nello Spirito e nel futuro saranno battezzati nel fuoco, così, evidentemente, come ora rinasciamo da acqua e da Spirito per la remissione di tutti i peccati, così allora, quando ce ne partiremo da qui, saremo mondati con un battesimo di fuoco, prima dell’ultimo giudizio, di alcuni lievi peccati che rimasero attaccati a noi quando ce ne partimmo da qui; ciò basandosi su quanto l’Apostolo dice: Se uno avrà edificato sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legna, fieno, paglia, il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno; se l’opera di uno sarà bruciata, patirà danno, ma egli sarà salvo, tuttavia come attraverso il fuoco (1 Cor 3).

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