La giornata di studio che si è svolta l’11 marzo 2015 presso l’Ateneo S. Anselmo a Roma alla chiusura del centenario della nascita di T. Merton ha avuto questa finalità:
- una resistenza all’oblio, quindi la necessità di far conoscere la figura del monaco cistercense Thomas Merton, considerato uno dei più importanti scrittori americani cattolici del ventesimo secolo;
- una ripulitura della figura di Merton impropriamente letta e ancora poco conosciuta, quindi una ripulitura per una rilettura più feconda nel mettere in luce i molteplici doni e carismi che tale figura ha prodotto nella sua esistenza di monaco trappista, poeta, scrittore, pacifista e promotore del dialogo ecumenico.
Nel saluto iniziale del Magnifico Rettore R.P. Juan Javier Flores Arcas OSB è stato ricordato Merton oltre che come un grande ricercatore di Dio anche come una figura molto importante citato dal Papa Francesco all’ONU il 24 settembre 2015 come ” un uomo di preghiera, un pensatore che sfidò la certezze del suo tempo e aprì nuovi orizzonti per l’anima e per la Chiesa. Fu anche uomo di dialogo, promotore della pace tra i popoli e tra le religioni”.
Il Prof. Maurizio Renzini, Presidente dell’Associazione Merton in Italia presentando un profilo biografico: “Chi era Merton?” lo ha descritto come una figura poliedrica di difficile definizione, una figura dai molteplici aspetti: un poeta un artista, un profeta, un attivista, un ricercatore…..un contemplativo ecc.
Altri relatori del Convegno hanno sottolineato le caratteristiche di Merton:
- un cercatore di Dio mediante la ricerca dell’uomo
- un attivista pacifista contrastato
- un promotore dello spirito ecumenico con lo sguardo rivolto all’Oriente
Il Padre Coordinatore dell’Istituto Monastico, Fra’ Bernard Sawiki, curatore del Convegno, ha presentato la figura di Merton come un lettore positivo di Camus riguardo al superamento e assunzione dell’assurdo esistenziale. Merton un monaco che vive l’assurdo e lo supera nel monachesimo attraverso l’esperienza spirituale della contemplazione e della ricerca di Dio, aprendo così per l’essere umano la speranza di una liberazione che si realizza nell’esperienza monastica benedettina, nella conversione, “conversatio morum”. La conversione monastica diventa così per il monaco la più alta forma della ribellione verso l’assurdo del mondo.
Il Prof. Trianni ha illustrato il cammino di Merton come fondatore del DIM (Dialogo interreligioso monastico) presentandolo come modello di equilibrio nell’incontro con il Buddismo. Merton è stato elogiato e stimato oltre che come amico dal Dalai Lama, anche come uno dei più profondi conoscitori cattolici del Buddismo nei confronti di tutti coloro che lo hanno preceduto.
Merton ha spiegato il Prof.Trianni, ha riflettuto e si è confrontato con il Buddismo, con gli studiosi di Zen, si è messo nella loro scia ma in modo ORIGINALE, giungendo alla fine a criticare e superare il Buddismo e recuperando gli autori spirituali cristiani antichi in modo da mantenere il dialogo senza perdere la identità anzi ritrovando le radici della spiritualità autentica cristiana occidentale. Egli è stato definito a volte come una figura contraddittoria, ma questa stessa CONTRADDIZIONE diventa un elemento di superamento perchè egli lo assume e lo vive come “tranquilla contraddizione”. La via del superamento è dunque l’assunzione di essa. Per Merton il Monachesimo orientale funziona come uno strumento che gli permette di recuperare e ritrovare le proprie radici occidentali cristiane.
Merton incontra personaggi orientali importanti come Suzuki ai quali propone come mezzo di dialogo una riflessione sui Detti dei Padri del Deserto che precedere e accomuna la meditazione orientale. …
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