Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
aprite al suo cospetto il vostro cuore;
egli è il nostro rifugio.
Sal 61 (62), 9

Penultima domenica dopo l’Epifania detta «della divina clemenza»

LETTURA
Lettura del profeta Baruc 1, 15a; 2, 9-15a

SALMO
Sal 105 (106)

R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 7, 1-6a

CANTO AL VANGELO
(Mt 5, 7)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 8, 1-11

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

AGOSTINO DI IPPONA
Discorsi 13,4-5

La misera e la misericordia

I farisei, per mettere alla prova il Signore, condussero davanti a lui una donna sorpresa in flagrante adulterio (cf. Gv 8, 1-11). La punizione per tale peccato era stabilita dalla Legge, intendo dire dalla Legge data per mezzo di Mosè, servo di Dio. I farisei si rivolsero al Signore con questo dilemma insidioso e ingannatore: se avesse ordinato che la donna diffamata venisse lapidata, sarebbe stato privo di misericordia; se invece avesse proibito ciò che la Legge comandava, sarebbe stato ritenuto un peccatore che trasgredisce la Legge … Gesù interrogò quelli stessi che interrogavano l’adultera e in tal modo giudicò i giudici. “Non proibisco — disse — di lapidare la donna che la Legge ordina di lapidare, ma chiedo da chi debba essere lapidata. Non mi oppongo alla Legge, ma cerco un esecutore della Legge”. E infine ascoltate: “Volete lapidarla secondo la Legge? Chi è senza peccato scagli per primo la pietra (Gv 8,7)”. Mentre ascoltava le parole degli accusatori, scriveva con il dito per terra (Gv 8,6). Quando invece diceva ai farisei queste parole, alzò i suoi occhi, guardò la terra e la fece tremare. Quindi, dopo aver parlato, ricominciò a scrivere per terra. Ma quelli confusi e tremanti, se ne andarono l’uno dopo l’altro. O terremoto, in cui la terra si è talmente mossa da cambiare anche luogo! Partiti i farisei, rimase la peccatrice con il Salvatore. Rimase la malata con il medico.
Rimase la misera con la misericordia. E volgendo lo sguardo sulla donna, Gesù disse: Nessuno ti ha condannata? Ed essa rispose: Nessuno, Signore (Gv 8, i o-I i). Era ancora sconvolta, tuttavia; i peccatori non avevano osato condannarla, non avevano osato lapidare la peccatrice perché, esaminandosi, si erano ritrovati simili a lei, ma la donna si trovava ancora in grande pericolo. Era rimasto infatti quel giudice che era senza peccato.
Nessuno ti ha condannata?, disse. “Nessuno, Signore; se neanche tu mi condanni, sono salva”. A quella silenziosa angoscia il Signore rispose con voce forte: “Neanche io ti condanno. Neanche io, sebbene senza peccato, neanche io ti condanno. La coscienza ha trattenuto i farisei dalla vendetta, la misericordia mi spinge a venirti in aiuto”.

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