LETTURA
Lettura del profeta Baruc 1, 15a; 2, 9-15a Direte in quei giorni: «Il Signore ha vegliato su questi mali e li ha mandati sopra di noi, poiché egli è giusto in tutte le opere che ci ha comandato, mentre noi non abbiamo dato ascolto alla sua voce, camminando secondo i decreti che aveva posto davanti al nostro volto.
Ora, Signore, Dio d’Israele, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte, con segni e prodigi, con grande potenza e braccio possente e ti sei fatto un nome, qual è oggi, noi abbiamo peccato, siamo stati empi, siamo stati ingiusti, Signore, nostro Dio, verso tutti i tuoi comandamenti. Allontana da noi la tua collera, perché siamo rimasti pochi in mezzo alle nazioni fra le quali tu ci hai dispersi. Ascolta, Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica, liberaci per il tuo amore e facci trovare grazia davanti a coloro che ci hanno deportati, perché tutta la terra sappia che tu sei il Signore, nostro Dio».
SALMO
Sal 105 (106) Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R./
Non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R./
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe;
ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido. R./
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo. R./
R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 7, 1-6a O forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo.
Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo.
CANTO AL VANGELO
(Mt 5, 7) Alleluia, alleluia.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 8, 1-11 In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.
Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con animo lieto e riconoscente, presentiamo le nostre umili preghiere al Padre che, offrendoci il suo perdono, ci invita a essere testimoni del suo amore che salva.
Nella tua clemenza ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché, conducendo a Cristo quanti sono abbandonati e oppressi, si manifesti sempre più come luogo dell’accoglienza fraterna, della riconciliazione e del perdono: preghiamo. R.
- Per gli uomini e le donne che si sentono disorientati dal mondo, perché, in Dio e nella sua promessa di redenzione, trovino consolazione e nuova speranza: preghiamo. R.
- Per ciascuno di noi, perché, riconoscendosi amato dal Signore, sappia portare in ogni ambiente di vita la luce della sua Parola, fonte di gioia e salvezza: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
AGOSTINO DI IPPONA
Discorsi 13,4-5
La misera e la misericordia
I farisei, per mettere alla prova il Signore, condussero davanti a lui una donna sorpresa in flagrante adulterio (cf. Gv 8, 1-11). La punizione per tale peccato era stabilita dalla Legge, intendo dire dalla Legge data per mezzo di Mosè, servo di Dio. I farisei si rivolsero al Signore con questo dilemma insidioso e ingannatore: se avesse ordinato che la donna diffamata venisse lapidata, sarebbe stato privo di misericordia; se invece avesse proibito ciò che la Legge comandava, sarebbe stato ritenuto un peccatore che trasgredisce la Legge … Gesù interrogò quelli stessi che interrogavano l’adultera e in tal modo giudicò i giudici. “Non proibisco — disse — di lapidare la donna che la Legge ordina di lapidare, ma chiedo da chi debba essere lapidata. Non mi oppongo alla Legge, ma cerco un esecutore della Legge”. E infine ascoltate: “Volete lapidarla secondo la Legge? Chi è senza peccato scagli per primo la pietra (Gv 8,7)”. Mentre ascoltava le parole degli accusatori, scriveva con il dito per terra (Gv 8,6). Quando invece diceva ai farisei queste parole, alzò i suoi occhi, guardò la terra e la fece tremare. Quindi, dopo aver parlato, ricominciò a scrivere per terra. Ma quelli confusi e tremanti, se ne andarono l’uno dopo l’altro. O terremoto, in cui la terra si è talmente mossa da cambiare anche luogo! Partiti i farisei, rimase la peccatrice con il Salvatore. Rimase la malata con il medico.
Rimase la misera con la misericordia. E volgendo lo sguardo sulla donna, Gesù disse: Nessuno ti ha condannata? Ed essa rispose: Nessuno, Signore (Gv 8, i o-I i). Era ancora sconvolta, tuttavia; i peccatori non avevano osato condannarla, non avevano osato lapidare la peccatrice perché, esaminandosi, si erano ritrovati simili a lei, ma la donna si trovava ancora in grande pericolo. Era rimasto infatti quel giudice che era senza peccato.
Nessuno ti ha condannata?, disse. “Nessuno, Signore; se neanche tu mi condanni, sono salva”. A quella silenziosa angoscia il Signore rispose con voce forte: “Neanche io ti condanno. Neanche io, sebbene senza peccato, neanche io ti condanno. La coscienza ha trattenuto i farisei dalla vendetta, la misericordia mi spinge a venirti in aiuto”.
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