Le tue mani, Signore, mi hanno plasmato;
dammi forza di intendere i tuoi precetti.
Anelo alla salvezza che viene da te
e medito la tua legge.
Sal 118 (119), 73. 174
LETTURA
Voglio l’amore e non il sacrificio. Egli ci ha percossi ed egli ci fascerà.
Os 6, 1-6 Lettura del profeta Osea.
Così dice il Signore Dio: «Voi dite:
“Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra”.
Che cosa dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 50 (51), 3-4. 18-21b R/. Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R/.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno Spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R/.
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione. R/.
EPISTOLA
Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato sé stesso per me.
Gal 2, 19 – 3, 7 Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati.
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.
O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?
Come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia, riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede.
CANTO AL VANGELO
(Mt 11, 28) Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.
VANGELO
La peccatrice in casa di Simone, il fariseo.
Lc 7, 36-50 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con animo lieto e riconoscente, presentiamo le nostre umili preghiere al Padre che, offrendoci il suo perdono, ci invita ad essere testimoni del suo amore che salva.
Ascoltaci, Signore.
– Per la Chiesa, perché, conducendo a Cristo quanti si sentono abbandonati e oppressi, infonda nei cuori una gioia e una speranza rinnovate: preghiamo. R.
– Per gli uomini e le donne che si sentono disorientati dal mondo, perché, in Dio e nella sua promessa di redenzione, ritrovino la via della giustizia e della pace: preghiamo. R.
– Per ciascuno di noi, perché, guidato dallo Spirito di verità, sappia camminare lungo la strada dell’amore, che il Signore ha indicato con il dono della sua vita per noi: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
DOROTEO DI GAZA
Dagli Insegnamenti
Non c’è peccato più grave e terribile, come dico spesso, del giudicare il prossimo. Perché piuttosto non giudichiamo noi stessi e i nostri mali che conosciamo così bene e di cui dovremo rendere conto a Dio? Perché vogliamo metterci al posto di Dio ed essere noi a giudicare? Che pretendiamo dalle creature, cosa esigiamo dal prossimo? Perché vogliamo portare un peso che non ci spetta? Abbiamo di che preoccuparci, fratelli!
Ciascuno badi a se stesso e ai propri mali. Solo a Dio spetta giustificare e condannare, a lui che conosce la situazione di ciascuno, le sue forze, il suo modo di comportarsi, i suoi doni, il suo temperamento, le sue possibilità e giudica ognuno secondo tutto ciò che lui solo conosce. Dio giudica in modo diverso un vescovo o un principe, il capo e il discepolo, l’Anziano e il giovane, il malato e il sano. E chi può conoscere questi giudizi se non colui che tutto ha creato, tutto ha plasmato e tutto conosce?
L’uomo non può saper nulla dei giudizi di Dio, ma Dio solo capisce tutto e può giudicare ciascuno, come lui solo sa. In verità può succedere che un fratello nella sua semplicità faccia qualcosa o quell’unica cosa è gradita a Dio più che la tua vita intera, e tu ti fai giudice e lo condanni?
E se pure gli capita di peccare, come puoi sapere quante lotte ha sostenuto, quante volte ha versato il sangue prima di fare il male? Forse il suo peccato è computato a giustizia agli occhi di Dio, perché Dio vedendo la sua pena, il tormento che ha patito prima di fare il male, ne ha misericordia e lo perdona. E se Dio lo perdona, tu oseresti condannarlo perdendo la tu anima? Che ne sai tu di quante lacrime ha versato davanti a Dio per questo suo peccato? Tu hai visto la mancanza, ma non sai nulla del suo pentimento.
Vedi