PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA – B

Le tue mani, Signore, mi hanno plasmato;
dammi forza di intendere i tuoi precetti.
Anelo alla salvezza che viene da te
e medito la tua legge.
Sal 118 (119), 73. 174

LETTURA
Voglio l’amore e non il sacrificio. Egli ci ha percossi ed egli ci fascerà.
Os 6, 1-6
SALMO RESPONSORIALE
Sal 50 (51), 3-4. 18-21b
EPISTOLA
Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato sé stesso per me.
Gal 2, 19 – 3, 7
CANTO AL VANGELO
(Mt 11, 28)
VANGELO
La peccatrice in casa di Simone, il fariseo.
Lc 7, 36-50
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

DOROTEO DI GAZA
Dagli Insegnamenti

Non c’è peccato più grave e terribile, come dico spesso, del giudicare il prossimo. Perché piuttosto non giudichiamo noi stessi e i nostri mali che conosciamo così bene e di cui dovremo rendere conto a Dio? Perché vogliamo metterci al posto di Dio ed essere noi a giudicare? Che pretendiamo dalle creature, cosa esigiamo dal prossimo? Perché vogliamo portare un peso che non ci spetta? Abbiamo di che preoccuparci, fratelli!

Ciascuno badi a se stesso e ai propri mali. Solo a Dio spetta giustificare e condannare, a lui che conosce la situazione di ciascuno, le sue forze, il suo modo di comportarsi, i suoi doni, il suo temperamento, le sue possibilità e giudica ognuno secondo tutto ciò che lui solo conosce. Dio giudica in modo diverso un vescovo o un principe, il capo e il discepolo, l’Anziano e il giovane, il malato e il sano. E chi può conoscere questi giudizi se non colui che tutto ha creato, tutto ha plasmato e tutto conosce?

L’uomo non può saper nulla dei giudizi di Dio, ma Dio solo capisce tutto e può giudicare ciascuno, come lui solo sa. In verità può succedere che un fratello nella sua semplicità faccia qualcosa o quell’unica cosa è gradita a Dio più che la tua vita intera, e tu ti fai giudice e lo condanni?

E se pure gli capita di peccare, come puoi sapere quante lotte ha sostenuto, quante volte ha versato il sangue prima di fare il male? Forse il suo peccato è computato a giustizia agli occhi di Dio, perché Dio vedendo la sua pena, il tormento che ha patito prima di fare il male, ne ha misericordia e lo perdona. E se Dio lo perdona, tu oseresti condannarlo perdendo la tu anima? Che ne sai tu di quante lacrime ha versato davanti a Dio per questo suo peccato? Tu hai visto la mancanza, ma non sai nulla del suo pentimento.

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