Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
aprite al suo cospetto il vostro cuore;
egli è il nostro rifugio.
Sal 61 (62), 9
LETTURA
Ascolta le nostre suppliche non per la nostra giustizia, ma per la tua grande misericordia. Ascolta e perdona.
SALMO
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse. R/.
Nell’angustia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angosce.
Li guidò per una strada sicura,
perché andassero verso una città in cui abitare.
Ringrazino il Signore per il suo amore. R/.
Vedano i giusti e ne gioiscano,
e ogni malvagio chiuda la bocca.
Chi è saggio osservi queste cose
e comprenderà l’amore del Signore. R/.
EPISTOLA
Gesù è venuto a salvare i peccatori, dei quali io sono il primo, e ha chiamato al ministero me che per l’innanzi fui bestemmiatore.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
PREGHIERA DEI FEDELI
COMMENTO AL VANGELO
BEDA IL VENERABILE
Homélies sur les Evangiles, I, 21: CCL 122, 149-151.
Gesù vide un uomo chiamato Matteo seduto al banco della gabella e gli disse: «Seguimi» (Mt. 9, 9). Lo vide non tanto con gli occhi del corpo, quanto con lo sguardo interiore del suo amore… Vide il pubblicano, lo predilesse, lo prescelse e gli disse: «Seguimi»; ossia imitami. Chiedendogli di seguirlo, lo invitava meno a camminar dietro di lui che a viver come lui; poiché Chi dice di star in Gesù Cristo deve anche vivere come è vissuto lui (1 Gv. 2, 6)… Matteo si alzò e lo seguì. Nulla di strano che il pubblicano, al primo imperioso invito del Signore, abbia abbandonato la sua avidità di beni terreni e che, trascurando i valori temporali, abbia aderito a Colui ch’egli vedeva libero da ogni ricchezza. Ciò avvenne perché il Signore, che lo chiamava dall’esterno con la sua parola, lo commoveva nei recessi più intimi della sua anima, spandendovi la luce della grazia spirituale perché lo seguisse…
E mentre Gesù era a tavola in casa, ecco che molti pubblicani e peccatori vennero a mettersi a tavola con Lui e coi suoi discepoli (Mt. 9, 10). La conversione d’un solo pubblicano spalancò la via della penitenza e del perdono a molti pubblicani e peccatori… Fu davvero un fausto presagio: colui ch’era predestinato ad essere in seguito apostolo e dottore tra i pagani, trascina dietro a sé, con la sua conversione, i peccatori nel sentiero di salvezza; e questo ministero della Buona Novella ch’egli avrebbe dovuto assumere solo dopo aver progredito nella virtù, lo intraprende sin dai primi momenti della sua fede…
Cerchiamo di comprender più profondamente l’avvenimento riferito. Matteo non ha offerto al Signore solo un ristoro corporale nella sua dimora terrena, ma gli ha preparato un convito nel suo cuore con la sua fede e il suo amore, come ne dà testimonianza Colui che ha detto: Ecco ch’io sto alla porta e busso: se uno sente la mia voce e mi apre, io entrerò da lui e cenerò con lui e lui con me (Apocalisse 3, 20).
Sì, il Signore sta alla porta e bussa allorché rende il nostro cuore intento alla sua volontà, sia mediante la voce di chi insegna, sia con una ispirazione interiore. Noi schiudiamo la porta all’invito della sua voce allorché diamo il nostro libero consenso ai suoi avvertimenti interiori o esteriori e quando mettiamo in atto ciò che abbiamo capito di dover fare. Ed egli entra per ristorarsi, lui con noi e noi con lui, perché egli dimora nel cuore degli eletti, con la grazia del suo amore, per nutrirli incessantemente con la luce della sua presenza, affinché essi elevino progressivamente le loro aspirazioni e perché egli stesso si ristori con il loro zelo per il cielo, come fosse il cibo più delizioso.
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