Nella notte del 2 agosto 1942, durante l’ufficio di Vigilie, degli agenti di polizia suonano alla porta del monastero trappista di Koningsoord e poi di quello di Koningshoeven, a Berkel-Enschot (Tilburg), in Olanda. Prelevano due monache dal primo, mentre una terza è al momento è lasciata, e tre monaci dal secondo. Vengono portati al campo di transito di Westerbork, e da qui, il 7 agosto, ad Auschwitz, da dove non faranno mai più ritorno. Sono tutti fratelli e sorelle di sangue, oltre che di religione, dal momento che tutti e sei hanno scelto di vivere la vita monastica cistercense, e due delle sorelle sono addirittura gemelle. Appartengono alla famiglia Löb, una famiglia di origine ebraica convertitasi al cattolicesimo, che di figli ne ha in tutto otto. Il padre Ludwig (Lutz) e la madre Jansje (Jenny) si appassionano sempre di più al messaggio cristiano e agli scritti del Nuovo Testamento e ricevono il battesimo, senza rompere mai del tutto con le loro tradizioni ebraiche e vivendo per un certo tempo come cattolici nascosti, per non dover tagliare i rapporti con le loro rispettive famiglie. “Sono figlia di Gesù con tutto il cuore, per il mio popolo ebreo sento pena, con il mio popolo ebreo rimango unita, non tradirò mai le mie radici ebraiche” – dirà Jenny.
I figli di Luz e Kenny frequentano tutti la scuola superiore cattolica. Per le ragazze le possibilità di continuare gli studi sono poche. L’insegnamento e la cura dei malati sono a quel tempo l’unica opportunità e la formazione viene data soprattutto da istituti religiose. Le gemelle Door e Louise, le future sr. Maria Teresa e sr. Veronica, non sono forti e non possono finire gli studi. Tornano a casa e restano lì per vari anni prima di entrare nell’abbazia di Notre Dame de la Paix e Chimay (Belgio), dove le ha precedute la prima figlia, Lien, sr. Edvige, che sarà anche la prima monaca trappista olandese. Da qui passeranno tutte e tre a Koningsoord, non appena la costruzione di questo monastero sarà terminata. Per i ragazzi le possibilità invece sono varie: così George (P. Ignazio), che inizialmente vorrebbe farsi missionario, frequenta prima il collegio per aspiranti religiosi dei Padri del Sacro Cuore, poi va al Collegio San Bernardo a Echt, diretto dai trappisti, dove finisce gli studi, e infine entra nell’abbazia di Koningshoeven. Rob (fra Lino) frequenta prima il collegio per aspiranti maristi, ma poi diventa novizio dei cappuccini e da qui passa anche lui direttamente ai trappisti di Koningshoeven. Ernst (P. Nivardo) frequenta subito il collegio San Bernardo a Echt e raggiunge poi fratelli a Koningshoeven.
Ciascuno mette al servizio di Dio i propri doni e la propria personalità. Sr. Edvige, che ha ereditato dalla madre il talento musicale, suona il mandolino ed è dotata anche per il disegno, sarà ricordata come una donna gioiosa, spontanea e creativa. In monastero è portiera e bibliotecaria e ha offerto la sua vita per la conversione degli ebrei. P. Ignazio è un uomo pratico, fa il cantore, suona il violoncello ed è conosciuto come un uomo di grande fede e pietà. Fra Lino è il più vivace e rimane tale anche da fratello laico, lavorando soprattutto nella fattoria dell’abbazia. P. Nivardo, “il Padre dagli occhi non offuscati”, ricordato da Etty Hillesum nel suo Diario, che sarà il padre maestro dei novizi, è molto socievole ed è considerato il più profondo dei fratelli. Le gemelle hanno entrambe una salute cagionevole, ma una fede forte e temprata. Grazie a questa, soprattutto sr. Veronica, che pure, quella notte, è risparmiata, ma dovrà presentarsi più tardi a Westerbork, rimarrà fedele alla sua vocazione anche attraverso la malattia e la sofferenza e terminerà la sua vita a Koningsoord.
Del loro destino e della loro morte non si conosce niente e solo dal supplemento della Gazzetta Ufficiale dei Paesi Bassi del 27 aprile 1950 si apprende la notizia del decesso di sr. Edvige, sr. M. Teresa e fra Lino alcune settimane dopo la loro deportazione ad Auschwitz, il 30 settembre 1942. Ernst e George sono morti, invece, solo pochi giorni dopo il loro trasporto da Westerbork ad Auschwitz, il 19 agosto 1942. Con S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e S. Massimiliano Kolbe, tutti hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello e nell’inferno della crudeltà e della distruzione di Auschwitz sono stati sacrificio silenzioso e faro di speranza.
Sr. Patrizia – Valserena
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