P. Girolami, Beato Michele Cipriano Tansi (1902-1964)
Testimoni cistercensi del nostro tempo

P. Girolami, Beato Michele Cipriano Tansi (1902-1964)

Un sacerdote pienamente dedito al suo ministero nel cuore dell’Africa si fa monaco trappista in un monastero inglese. È questa in breve il percorso di vita del B. P. Cipriano Tansi, ma c’è dell’altro fra le righe. Iwene Tansi era nato nel settembre del 1902 a Igboezunu vicino ad Aguleri, nell’attuale stato di Anambra, in Nigeria, da genitori pagani. Suo padre morì quando era ancora piccolo e sua madre, che doveva pensare a fra crescere ben cinque figli, lo affida a un suo parente, Rober Orekuie, insegnante in una scuola di Aguleri. Robert era cattolico e non sorprende, quindi, che all’età di nove anni Iwene venga battezzato nella Chiesa cattolica con il nome di Michele e si mostri, fin dall’inizio, un cristiano esemplare. È così che lentamente negli anni comincia a maturare la vocazione al sacerdozio che lo porta al seminario. È ordinato prete il 19 dicembre 1937 e da allora si dedica, per 12 anni, con instancabile impegno al suo ministero, nelle parrocchie che gli sono affidate. Due punti del lavoro pastorale di P. Tansi: la preoccupazione per la formazione spirituale delle donne e la capacità di ispirare nei giovani il desiderio di diventare sacerdoti. Era inoltre un buon predicatore e quello che diceva colpiva le persone che ricordavano il suo insegnamento. Eppure già nel 1944 il suo desiderio si volgeva in un’altra direzione e già aveva parlato con il suo Arcivescovo circa la possibilità di una vocazione contemplativa.

Ci sono due versioni su come P. Michele sia giunto alla vita monastica: secondo un racconto, l’Arcivescovo Heerey, durante un ritiro che diede ai suoi sacerdoti, dedicò una conferenza alla vita contemplativa e alla fine del ritiro P. Michele e P. Clemente Ulogou andarono dall’Arcivescovo e gli confidarono il loro desiderio di abbracciare quel genere di vita. Secondo un altro racconto fu proprio l’Arcivescovo a voler impiantare la vita contemplativa in Nigeria, per questo cercò dei volontari e i nostri due sacerdoti espressero il loro desiderio. Comunque siano andate le cose, l’Arcivescovo scrisse ad alcuni monasteri in Irlanda e Inghilterra, chiedendo la disponibilità ad accogliere due dei suoi preti in vista di fondare un monastero in Nigeria. La risposta positiva venne da Mount Saint Bernard, anche se in quel momento la comunità non era in grado far fronte economicamente a una fondazione. Così P. Michele arrivò all’abbazia inglese il 3 luglio 1950 con l’Arcivescovo Heerey e gli fu dato il nome di Cipriano. Anche se questa vita era totalmente diversa da quella che conduceva in Nigeria, si adattò molto bene e, secondo il suo stile, si gettò con tutto se stesso nella nuova maniera di vivere. Alla fine del cammino di formazione chiese di essere ammesso alla professione solenne che fece l’8 dicembre del 1956. Aspettava pazientemente che si formasse un gruppo per la fondazione in Nigeria, ma in verità la fondazione venne fatta in Camerun, cosa che dispiacque a P. Cipriano, ma che accettò come volontà di Dio. Sembrava la persona ideale a formare le vocazioni che sarebbero arrivate e per questo gli venne affidato il compito di maestro dei novizi. Ma Dio aveva altri programmi per lui. Nel gennaio 1964 P. Cipriano fu costretto a letto; all’inizio non sembrava niente di preoccupante, ma in seguito si scoprì una trombosi profonda alla gamba sinistra e una massa nello stomaco. Fu trasferito all’Ospedale Reale di Leicester, ma mentre veniva preparato per un intervento la rottura di un aneurisma aortico ne causò la morte. Era il 20 gennaio 1964: aveva pregato costantemente fino alla fine, mostrando di esser semplicemente un monaco umile, un vero uomo di Dio. Nel 1981 l’episcopato nigeriano aprì il processo di beatificazione che è proceduto velocemente fino alla sua felice conclusione. P. Michele Cipriano Tansi è stato proclamato Beato da Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Nigeria il 22 marzo 1998.

Sr. Patrizia – Valserena

 

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