Lettera all’Ordine
Roma, 26 gennaio 1998
Cari fratelli, care Sorelle,
Celebriamo il nono centenario della fondazione di Cîteaux. Tra due anni la storia del cristianesimo volterà pagina, per un nuovo millennio. È in tale contesto che si vuole porre la presente lettera.
Vorrei, con rispetto, guardare al mondo, alla Chiesa e all’Ordine, partendo dalla mia propria, limitata, esperienza della situazione attuale. È importante conoscere il contesto di vita in cui si sviluppa la nostra esistenza. Per tutti e sempre, resta vero che ogni punto di vista è vedere le cose a partire da un punto, ma senza un punto di vista il presente e il futuro si perdono di vista.
I cambiamenti accelerati di questi ultimi tempi ci permettono di dire che non soltanto viviamo in un’epoca di cambiamenti (il passaggio cronologico verso l’anno 2000), ma viviamo anche un cambiamento d’epoca (profondi cambiamenti culturali). Inoltre, viviamo in una cultura dove il cambiamento è un modo di vivere, e così viviamo con il cambiamento, nel cambiamento e in attesa di un perenne cambiamento.
Queste trasformazioni profonde danno origine sia a un tempo di crisi sia a un tempo di grazia. Sono momenti di un discernimento apocalittico e dell’ora di Dio che vuol far intervenire con maggior forza la sua volontà salvifica.
In maniera ancora più profonda, la celebrazione del nono centenario della fondazione di Cîteaux, Madre di tutti noi, è un’occasione per vivere il tempo come liturgia, cioè un’occasione per rendere grazie e convertirsi.
Questa lettera vorrebbe costituire un aiuto per la riflessione, la preghiera e l’azione. Vorrei aiutarvi a comprendere i segni dei tempi, e so anche che le vostre risposte e le vostre reazioni saranno un aiuto per me. …
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


