C’è una progressione nei Vangeli che annunciano l’evento del Salvatore:
dal Vangelo di Matteo che annuncia il compimento delle profezie al popolo eletto si passa a Luca che annuncia il Vangelo di un Salvatore per tutta l’umanità, e poi a Giovanni che aiuta a scendere nelle profondità mistiche del Verbo e della filiazione a cui siamo chiamati, che possiamo o no accettare accedendo così o no all’eredità:
In relazione a questo c’è una progressione di rivelazioni dei Nomi di Gesù: Emmanuele, Salvatore, Consigliere, Principe della Pace.
Ciò che viene detto con una unica sinfonia nella liturgia della Notte e giorni di Natale viene poi ripreso con delle variazioni sul tema durante i giorni dell’Ottava in modo che accanto alla culla di Gesù compaiono i principali rappresentanti dell’Antico e del Nuovo popolo eletto: i martiri (il giovane Stefano e i piccolissimi Innocenti) un evangelista (che fa eco alle profezie di Isaia molte volte udite: come sono belli sui monti i piedi del messaggero…
Un anziano giusto che prende in braccio la consolazione di Israele entra nella terra promessa e può morire, e una anziana profetessa, la domenica della Sacra Famiglia ci sono tutti attorno alla mangiatoia, compresi i pastori che vivono la loro visita dopo aver ricevuto il loro annuncio
Non parliamo degli angeli: è un susseguirsi di luci angeliche a cominciare dagli annunci a Zaccaria e Maria ma poi alla culla di Betlemme e in sogno al silenzioso e fedele Giuseppe quanti angeli appaiono!
La domenica dell’Ottava l’accordo fondamentale sembra mariano: ma quando discreto! Nella lettera ai Galati Paolo per la prima volta parla della madre di Gesù senza nominarla: “nato da donna”. Una donna. Maria custodisce nel cuore la Parola, così come i sacerdoti custodivano la Torah, lei è madre e sacerdote del Verbo che attende e genera e custodisce. Alla benedizione che nel libro de Numeri scende per custodire il popolo fa eco la custodia di Maria della Parola scesa dal cielo per il bene dell’umanità. Giuseppe è silenzioso e uomo di fede
Nella lettera ai Galati troviamo i protagonisti del mondo divino: il Padre che invia il Figlio e poi invia lo Spirito (la struttura delle due frasi si corrisponde perfettamente) l’uno perché ricevessimo l’adozione filiale e l’altro perché imparassimo la preghiera dei Figli. E così si evidenziano in modo molto sobrio le condizioni dell’esperienza umana: nati nel tempo, nati sotto la legge, figli.
Se leggiamo questo itinerario con lo sguardo di Bernardo possiamo dire che man mano che si rivela il Verbo si evidenziano anche diversi livelli di appartenenza a lui:
- lo schiavo vive il timore, non ha diritto all’eredità
- il mercenario, servo, lavora per una ricompensa
- il figlio ha diritto all’eredità, entra nell’intimità filiale con il Padre che può chiamare Abba
- la sposa (Maria) : custodisce la Parola.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense

