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Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – A

Tu dai a Cristo quando dai al povero; o
temi forse che un Custode così qualificato
perda qualcosa o un Ricco così grande non restituisca?
S. Agostino, Discorso 113/B, 4

PRIMA LETTURA
Voi siete mio gregge, io giudicherò tra pecora e pecora.
Ez 34,11-12.15-17

SALMO RESPONSORIALE
Sal 22

SECONDA LETTURA
Consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti.
1Cor 15,20-26.28

CANTO AL VANGELO
(Mc 11,9.10)

VANGELO
Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.
Mt 25,31-46

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Tutte le genti compariranno davanti al giudizio del Cristo
per essere salvate dal suo perdono,
perché Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza
per usare a tutti misericordia.
In tal modo nessun uomo può vantarsi della propria salvezza
ed è chiamato a rendere gloria a Dio
per l’opera che egli ha compiuto.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 1-11
Allora gli scribi e i farisei gli [a Gesù] conducono una donna sorpresa in adulterio. (v. 3a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 21-39
Il Regno dei cieli è simile ad un re che volle fare i conti con i suoi servi … Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto… Impietosito del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. (vv. 23. 25. 27)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 11, 25-36
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia. (v. 32)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 8-31
Cristo Gesù … per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore. (vv. 30b-31)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 1-10
Tutti … dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo. (v. 10a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 19-29
La Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo. (v. 22)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 2, 1-13
La misericordia … ha sempre la meglio nel giudizio. (v. 13b)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1, 10-20
Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. (v. 18a)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 16
Io ratificherò la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto. (vv. 62-63)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 86, 3-5

Nessuno sia esitante a dare l’elemosina ai poveri, nessuno creda che la riceva colui del quale vede la mano; la riceve Colui che ha comandato di darla.

Non affermiamo ciò in base a un nostro sentimento o a una congettura umana; ascolta Colui che non solo ti esorta a farlo ma ti firma anche la garanzia. Avevo fame – è detto – e mi avete dato da mangiare.

Dopo l’enumerazione dei loro servizi i giusti chiederanno al Signore: Quando mai ti abbiamo visto affamato? ed egli risponderà: Tutto ciò che avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, lo avete fatto a me. Chiede l’elemosina un povero ma è un ricco quello che la riceve; si dà a uno che la spende per sé, ma la riceve Colui che la renderà. E non renderà solo ciò che riceve: egli vuole prendere a interesse, promette più di quel che avrai dato. Metti fuori tutta la tua cupidigia di danaro; fa’ conto d’essere usurario.

Se tu lo fossi realmente, saresti rimproverato dalla Chiesa, saresti condannato dalla parola di Dio, ti detesterebbero tutti i tuoi fratelli come un crudele usuraio bramoso di guadagnare sulle lacrime altrui. Sii usuraio, nessuno te lo proibisce. Invece di prestare a un povero, il quale piangerà quando ti renderà, dà a uno che è in grado di restituire e che ti esorta anche a ricevere ciò che promette.

Da’ a Dio e cita in giudizio Dio. Anzi da’ a Dio e lo citerai per ricevere. Certamente sulla terra cercavi il tuo debitore; cercava anch’egli, ma cercava ove nascondersi dal tuo cospetto. Tu avevi udito il giudice e avevi detto: “Fa’ chiamare in giudizio il mio debitore”.

Il debitore all’udire ciò se ne va via ed evita perfino di salutarti; e dire che tu, quando aveva bisogno, gli avevi prestato dei soldi e così lo avevi salvato.

Orbene, ecco a chi devi fare dei prestiti. Da’ a Cristo: sarà lui stesso che spontaneamente ti farà chiamare in giudizio per restituirti quanto gli hai prestato, mentre tu ti stupirai ch’egli abbi ricevuto qualcosa da te. In effetti ai giusti che si troveranno alla sua destra dirà lui stesso, di sua propria iniziativa: Venite, benedetti del Padre mio. Venite: dove? Entrate in possesso del regno preparato per voi fin dall’origine del mondo. In premio di che cosa? Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo e mi avete rivestito; ero forestiero e mi avete dato ospitalità; ero malato e in prigione e siete venuti a trovarmi. E quelli: Signore, ma quando mai ti abbiamo visto? Che vuol dire questo modo di parlare? Il debitore concorda nel debito e i creditori rifiutano! Il debitore fedele non vuole ingannarli. Esitate a ricevere? Io ho ricevuto un prestito da voi e voi non lo sapete? Egli inoltre risponde in qual modo l’ha ricevuto: Ogni volta che avete fatto un servigio a uno dei miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me. Non l’ho ricevuto io direttamente ma per mezzo dei miei.

Ciò ch’è stato dato loro è arrivato a me: state sicuri, non l’avete perduto. Sulla terra vi guardavate da quanti non erano capaci di restituire; nel cielo avete uno ch’è in grado di farlo. Io ho ricevuto – dice – io vi restituirò.

Ma che cosa ho ricevuto e che cosa renderò? “Ho avuto fame – dice – e mi avete dato da mangiare, ecc. Io ricevuto la terra, darò il cielo; ho ricevuto beni temporali, restituirò beni eterni; ho ricevuto il pane, darò la vita”. Anzi diciamo pure così: “Ho ricevuto il pane, darò anch’io il pane; ho ricevuto da bere, darò da bere; ho avuto ospitalità in casa, ma io darò la casa; sono stato visitato quand’ero malato, ma io darò la salute; sono stato visitato in carcere, ma io darò la libertà. Il pane dato da voi ai miei poveri è stato consumato, mentre il pane che io darò, non solo vi ristorerà ma non finirà giammai”. Ci dia dunque il pane lui, il pane disceso dal cielo. Quando darà il pane, darà se stesso.

Che cosa infatti volevi quando prestavi a interesse?

Dare soldi e riceverne altri, ma darne di meno e riceverne di più. “Io invece – dice Dio – tutto ciò che hai dato, lo contraccambierò in meglio. Ora, se tu dessi una libbra d’argento e ne ricevessi una d’oro; da quanta gioia saresti preso? Osserva e interroga l’avarizia. “Ho dato una libbra d’argento – direbbe – e ne ricevo una d’oro. Quale differenza tra l’oro e l’argento!”. A maggior ragione dunque, quale differenza tra il cielo e la terra! Tu inoltre avresti dovuto lasciare quaggiù l’oro e l’argento, ma tu non dovevi rimanervi per sempre. Io invece vi darò un bene diverso, più abbondante e migliore, e ve lo darò per l’eternità.

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5.a Domenica del T.O. – B

L'infermità non resiste davanti all'autore
della salvezza. Non c'è accesso per la
morte là dove è entrato colui che dà la vita.
S. Pier Crisologo, Omelia 18, 3

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