NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

LETTURA
2 Sam. 7, 1-6. 8-9. 12-14a. 16-17

SALMO
Sal 44 (45)

R. Dio ti ha consacrato con olio d’esultanza.

EPISTOLA
Col. 1, 9b-14

CANTO AL VANGELO
(Cfr Lc 23, 42)

VANGELO
Gv 18, 33c-37

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

EFREM IL SIRO
Dal Commentario al Vangelo concordato Cap. 20, 15-16: CSCO 290-292

E lo presero, lo condussero alla porta e lo diedero in mano a Pilato, ed essi non entrarono dentro il tribunale, per non contaminarsi, affinché mangiassero prima l’agnello in santità (Mt 27, 2; Gv 18, 28). O farisei! Ecco, voi avete sentito:
Questi è l’Agnello di Dio, questi è colui che toglie con la sua immolazione i peccati del mondo (Gv 1, 29); che bisogno c’era che, nel giorno in cui veniva immolato l’agnello della vostra salvezza, venisse anche immolato quell’Agnello della nostra salvezza?
Nostro Signore diventò difensore della verità, e venne, dice, con il suo silenzio davanti a Pilato, a favore della verità che era oppressa (cfr Gv 18, 37; 19, 9-10). Come gli altri riportano vittoria mediante le difese, così il nostro Signore riportò vittoria mediante il suo silenzio, poiché la mercede dovuta al divino silenzio era la vittoria della vera dottrina. Per la dottrina parlava, per il giudizio taceva. Non tacque su quelle cose che ci magnificavano, né combatté contro coloro che lo affliggevano. Le parole dei suoi calunniatori venivano redente come corona per il suo capo.
Tacque affinché, tacendo egli lì, questi gridassero ancora di più, e, con tutte queste voci, si abbellisse la sua corona. Se infatti avesse parlato, con la sua verità avrebbe fatto tacere quegli accordi che lavoravano nel comporre la sua corona. Lo condannarono perché aveva detto il vero; ma non fu condannato, poiché la sua condanna era una vittoria. E in lui non ci fu alcuna cura per persuaderli. Volendo morire, il dare una risposta sarebbe stato uno scudo contro la morte. Egli tacque, perché se avesse parlato, avrebbe detto ciò che è vero, e davanti alla sua verità la menzogna non avrebbe potuto sussistere.
Toglici costui, toglilo da noi (Gv 19, 15), gridavano a Pilato. E questi, replicando per la seconda e la terza volta, diventava profeta del suo regno: Forse che io, dice, devo condurre in croce questo vostro re (ib.)? Il mistero del sangue che fu asperso sopra le loro porte, allontanò da loro il mortale angelo devastatore. E a questo Agnello della verità rivolsero le loro bestemmie, lo ripudiarono e chiesero lo sterminatore Barabba.

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