PRIMA LETTURA
Ci è stato dato un figlio.
SALMO RESPONSORIALE
R. Oggi è nato per noi il Salvatore.
SECONDA LETTURA
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Oggi è nato per voi il Salvatore.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
L’annuncio gioioso della presenza del Salvatore
giunge a tutto il popolo attraverso la mediazione dei pastori:
essi, per primi, ne ricevono conoscenza
per poter guidare con sicurezza
il gregge dei fedeli su cui vegliano,
in nome del Pastore supremo,
ai pascoli di vita eterna.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo … Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. (vv. 18. 20-21)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 21, 15-19
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. (v. 19)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 41-48
Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? (v. 42)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 3, 13-19
Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. (vv. 14-15)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 20, 17-35
Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. (v. 28)
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4
Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano. (v. 16)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5, 1-4
Pascete il gregge di Dio che vi è affidato … E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. (vv. 2a. 4)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 1
Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare il gregge … Se non lo sai, o bellissima tra le donne, segui le orme del gregge e mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei pastori. (vv. 7a-8)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 3, 14-18
Vi darò pastori secondo il mio cuore, i quali vi guideranno con scienza e intelligenza. (v. 15)
DAL LIBRO DEL PROFETA MALACHIA, 2, 1-9
Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti. (v. 7)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 194
Affinché l’uomo potesse mangiare il pane degli angeli, il creatore degli angeli si è fatto uomo. Quelli lo lodano vivendo con lui, noi credendo in lui; quelli godendolo, noi chiedendolo; quelli saziandosene, noi cercandolo; quelli entrando, noi bussando.
Chi di noi uomini potrà mai conoscere tutti i tesori della sapienza e della scienza racchiusi in Cristo e nascosti nella povertà della sua carne? Poiché per noi si è fatto povero, pur essendo ricco per arricchire noi con la sua povertà. Quando assunse la natura mortale e consumò la morte si mostrò nella povertà, ma promise le sue ricchezze che aveva differite, non le perse per essergli state tolte. Quanto è immensa la sua bontà che riserva per coloro che lo temono ma che concede a chi conserva la sua speranza in lui! In parte infatti già conosciamo, nell’attesa che venga la perfezione. Per farci diventare capaci di possederlo egli, uguale al Padre nella natura divina e divenuto simile a noi nella natura di servo, ci rifà a somiglianza di Dio. L’unico Figlio di Dio, divenuto figlio dell’uomo, fa diventare figli di Dio molti figli dell’uomo; e nutrendo i servi con l’assumere la natura visibile di servo, li rende figli, capaci di poter vedere la natura di Dio. Infatti siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato quello che saremo. Sappiamo che quando ciò verrà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo quale egli è (1 Gv 3, 1). In che senso in lui ci sono tesori di sapienza e di scienza, in che senso si parla di ricchezze divine se non perché ci basteranno?
E in che senso è grande la sua bontà se non perché ci sazierà? Mostraci dunque il Padre e ci basta (Gv 14, 8). E in un Salmo un tale – che è uno di noi o parla in noi o per noi – gli dice: Mi sazierò quando si manifesterà la tua gloria (Sal 16, 15). Egli e il Padre sono una cosa sola e chi vede lui vede anche il Padre. Perciò il Signore potente è il re della gloria (Sal 23, 10). Convertendoci ci mostrerà il suo volto e noi saremo salvi e ci sazieremo e questo ci basterà.
Gli dica pertanto il nostro cuore: Ho cercato il tuo volto. Il tuo volto, Signore io cerco, non nascondermi la tua faccia (Sal 26, 8-9). Ed egli risponderà al nostro cuore: Chi mi ama osserva i miei comandamenti e chi ama me sarà amato dal Padre mio e io pure l’amerò e gli manifesterò me stesso (Gv 14, 21). Le persone alle quali rivolgeva queste parole lo vedevano certo con gli occhi e udivano con le orecchie il suono della sua voce e potevano afferrare con il loro cuore umano la sua umanità. Ma ciò che occhio non vide né orecchio udì né cuore di uomo poté afferrare, questo egli prometteva di mostrare a coloro che lo amano. Finché questo non avviene, finché non ci mostra colui che potrà bastarci, finché non berremo lui fonte della vita e non ci sazieremo di lui, mentre, camminando nella fede, pellegriniamo lontani da lui, mentre abbiamo fame e sete di giustizia, mentre desideriamo con indicibile ardore la bellezza della sua natura divina, celebriamo con pia devozione il Natale della sua natura di servo. Non ancora possiamo contemplarlo come generato dal Padre prima dell’aurora: celebriamolo con solennità come nato dalla Vergine nel cuore della notte. Non ancora possiamo comprenderlo perché davanti al sole persiste il suo nome: riconosciamo la sua dimora posta sotto il sole. Non ancora possiamo contemplare l’Unigenito nel seno del Padre suo: celebriamo lo sposo che esce dalla stanza nuziale. Non ancora siamo in grado di partecipare alla mensa del Padre nostro: riconosciamo la mangiatoia del Signore nostro Gesù Cristo.
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