O natività, che tutto il creato onora per
l’illibata santità, amabile agli uomini per
la grandezza del beneficio che dona, imperscrutabile
agli Angeli per la profondità
del mistero che nasconde!
S. Bernardo di Chiaravalle, Sermone I sul Natale, 1
Ci è stato dato un figlio.
Is 9,1-6 SALMO RESPONSORIALE
Sal 95 SECONDA LETTURA
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Tt 2,11-14 CANTO AL VANGELO
(Lc 2,10-11) VANGELO
Oggi è nato per voi il Salvatore.
Lc 2,1-14 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
L’incarnazione del Verbo
è l’inizio della nuova creazione:
Gesù è il primogenito di una moltitudine di fratelli
nati non dalla carne e dal sangue, ma generati dall’alto,
cioè dalla potenza dello Spirito Santo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (vv. 12-13)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-30
In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio. (v. 3)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 14-30
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli. (v. 29)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINTI, CAP. 15, 20-28
Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. (vv. 22-23)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 23-29
Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. (vv. 26-27)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 2, 5-18
Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli [Cristo] ne è divenuto partecipe. (v. 14a)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 22- 2, 3
Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna. (vv. 22-23)
SALMO 104 (103)
Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. (v. 30)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36, 24-38
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (v. 26)
COMMENTO PATRISTICO
DOM PROSPER GUÉRANGER
Da L’anno liturgico
La grotta di Betlemme.
Orbene, vi sono tre luoghi nel mondo che il nostro pensiero deve cercare soprattutto in quest’ora. Betlemme è il primo, e in Betlemme è la grotta della Natività che ci chiama. Accostiamoci con un santo rispetto, e contempliamo l’umile asilo che il Figlio dell’Eterno, disceso dal cielo, ha scelto per sua prima residenza. La stalla scavata nella roccia, è situata fuori della città; misura circa quaranta piedi di lunghezza e dodici di larghezza. Il bue e l’asino annunciati dal profeta sono lì presso la mangiatoia, muti testimoni del divino mistero che la casa dell’uomo ha rifiutato di accogliere.
Giuseppe e Maria sono scesi in quell’umile rifugio; il silenzio e la notte li circondano; ma il loro cuore si effonde in lodi e adorazioni verso il Dio che si degna riparare così completamente l’orgoglio dell’uomo. La purissima Maria dispone le fasce che debbono avvolgere le membra del celeste Bambino, e attende con ineffabile pazienza l’istante in cui i suoi occhi vedranno finalmente il frutto benedetto del suo casto seno, potrà coprirlo dei suoi baci e delle sue carezze e nutrirlo del suo virgineo latte.
Frattanto il divin Salvatore, presso a varcare la barriera del seno materno, e a fare il suo ingresso visibile in questo mondo di peccato, si china davanti al Padre celeste, e, secondo la rivelazione del Salmista spiegata dal grande Apostolo nell’Epistola agli Ebrei, dice: “Padre mio, tu non vuoi più i rozzi olocausti che ti si offrono secondo la legge; le vane oblazioni non hanno appagato la tua giustizia; ma tu mi hai dato un corpo; eccomi, io vengo ad immolarmi, vengo a compiere la tua volontà” (Ebr 10,5-7).
Tutto ciò avveniva press’a poco a quest’ora, nella stalla di Betlemme, e gli Angeli del Signore erano rapiti d’ammirazione perla grande misericordia di un Dio verso le creature ribelli, mentre consideravano estatici la nobile e graziosa bellezza della Vergine purissima aspettando anch’essi l’istante in cui la Rosa mistica sarebbe alfine sbocciata e avrebbe effuso il suo divino profumo.
Beata Grotta di Betlemme che fu testimone di tali meraviglie! Chi di noi, in quest’ora, non rivolgerebbe il cuore? Chi di noi non la preferirebbe ai più sontuosi palazzi dei re? Fin dai primi giorni del cristianesimo, la venerazione dei fedeli la circondò dei più teneri omaggi fino a quando la grande sant’Elena, suscitata da Dio per riscoprire e onorare sulla terra le orme del passaggio dell’Uomo-Dio, fece costruire a Betlemme la magnifica Basilica che doveva custodire nelle sue mura questo trofeo dell’amore d’un Dio per la sua creatura.
Trasportiamoci col pensiero in quella chiesa che ancora oggi esiste, osserviamo, in mezzo agli infedeli e agli eretici, i religiosi che hanno cura del santuario, e che si preparano a cantare, nella nostra lingua latina, gli stessi cantici che presto sentiremo. Quei religiosi sono figli di san Francesco, eroi della povertà, discepoli del Bambino di Betlemme; e appunto perché sono piccoli e deboli sostengono da soli, da oltre cinque secoli, le battaglie del Signore, nei luoghi della Terra Santa che la spada dei Crociati aveva smesso di difendere. Preghiamo insieme ad essi questa notte; e baciamo con essi la terra in quel punto della grotta dove si leggono a lettere d’oro queste parole: HIC ME DE VIRGINE MARIA IESUS CHRISTUS NATUS EST.
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