Nel cinquantesimo anniversario della morte. La prospettiva del dialogo e della libertà
23 dicembre 2018 – 3 febbraio 2019
Morimondo
Sala Capitolare dell’Abbazia
QUANDO LA PROFEZIA HA ANCORA VOCE
Papa Francesco nel suo viaggio apostolico negli Stati Uniti nel 2015 considera Thomas Merton una delle grandi personalità americane assieme a Abraham Lincoln, Martin Luther King e Dorothy Day.
“Merton era anzitutto uomo di preghiera, un pensatore che ha sfidato le certezze di questo tempo e ha aperto nuovi orizzonti per le anime e per la Chiesa. Egli fu anche uomo di dialogo, un promotore di pace tra popoli e religioni.
Dal discorso di Papa Francesco all’Assemblea Plenaria del Congresso degli Stati Uniti d’America. Washington, D.C. Giovedì, 24 settembre 2015
THOMAS MERTON
(1915/1968)
CHI È THOMAS MERTON?
Merton è un grande convertito, affascinato da Cristo che lo sente corrispondente alla sua domanda. Chiede il battesimo, poi entra in monastero e diventa monaco cistercen se trappista Negli anni della Guerra fredda, del Vietnam, Merton prende una posizione dura, contro la guerra. Andrà a Bankok dove recupererà il desiderio di restare nel monachesimo. Sceglierà poi di essere eremita, nel monastero dei Getsemani e così tornerà sempre più alla preghiera e al raccoglimento. Ma non rinuncerà a dire quello che pensa, sempre nella maniera più opportuna.
Merton venne consultato da Giovanni XXIII per la Pacem in Terris, e testimone di questo è il fatto che il Papa gli regalò una sua stola che ancora si conserva. Egli è sicuramente l’uomo dell’ecumenismo, colui che parla dei mosaici e dell’esperienza monastica con l’Oriente, e del dialogo interreligioso. Merton lavorò molto anche all’interno della riforma monastica, per entrare in contatto con l’ecumenismo, e Paolo VI gli riconobbe questa capacità. Purtroppo morì presto, il 10 dicembre del 1968, e la sua opera rimase incompleta, una profezia che Dio sta completando con la pazienza del tempo.
LA NASCITA E LA GIOVINEZZA, LONTANO DA DIO EPPURE IN RICERCA DI LUI
Merton vive una giovinezza lontano da Dio, eppure lo cercava. È questo desiderio di verità unito all’amore per la bellezza che lo porterà alla conversione nel 1938. Chiederà il battesimo, poi inizierà il percorso monacale, con i cistercensi e facendo l’esperienza della trappa.
UN MONDO NUOVO
Con la conversione inizia per lui una vita nuova, entra in un mondo nuovo che così descrive: “So soltanto che stavo camminando in un mondo nuovo, che persino i cupi palazzi universitari apparivano trasfigurati, e che la pace regnava in quelle vie destinate alla violenza e al chiasso.”
DIO NON PROMETTE DI DARCI CIÒ CHE GLI CHIEDIAMO, PERCHÉ EGLI HA ALTRO DI MEGLIO DA DARCI
È per lui l’esperienza del centuplo, Dio gli dona molto di più di quello che lui desiderava, gli dona la felicità.
MONACO
«Il monaco è un uomo che rinuncia a tutto per avere tutto. È colui che ha rinunciato al desiderio per avere il più alto adempimento di ogni desiderio. Ha rinunciato alla sua libertà per diventare libero. Va in guerra perché ha trovato un genere di guerra che è pace». Siamo chiamati dalla voce di Dio … a penetrare al di là dell’irrilevanza della nostra vita, accettando e riconoscendo che la nostra vita è completamente irrilevante, onde trovare rilevanza in Lui. E questa rilevanza in Lui non è qualcosa che possiamo affermare o possedere: è qualcosa che si può ricevere in dono. Di conseguenza, il genere di vita che rappresento è una vita che è apertura al dono, dono da parte di Dio e dono da parte degli altri. (segue)
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